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Antichi mestieri al CC Tirrenia Todaro con gli studenti del liceo “Azzarita” di Roma

giovedì 21 Maggio 2009

Antichi mestieri al CC Tirrenia Todaro con gli studenti del liceo “Azzarita” di Roma

Antichi mestieri al CC Tirrenia Todaro con gli studenti
del liceo “Azzarita” di Roma Alle attività organizzate dalla Tevere Remo si aggiungono quelle del Tirrenia Todaro con lo scopo di far conoscere il canottaggio ai giovani utilizzando iniziative fuori da ogni intento agonistico

Di Pino Lattanzi

ROMA, 21 maggio 2009 – E’ la civiltà del fiume quella che gli studenti del liceo scientifico “Azzarita” hanno incontrato al Circolo Canottieri Tirrenia Todaro. Accolti dall’ing.Giorgio Gatti, Presidente del sodalizio e da Andrea Pinci, responsabile del settore comunicazione, martedì 12 maggio il canottaggio romano ha mostrato un parte importante del suo mondo: quello dell’antico mestiere del carpentiere. Dario Fogo, socio onorario del Circolo, ha illustrato ai giovani intervenuti i segreti e la bellezza di fare e riparare le barche da voga.
Doghe, listelli, chiodi, tela, tutte componenti di imbarcazioni che hanno fatto la storia del remo, sono state mostrate e spiegate ad un pubblico di allievi attenti ed affascinati da un mondo che le resine sintetiche e i compositi hanno completamente nascosto. E così il”grande”Dario ha iniziato la lezione mostrando il suo ultimo capolavoro: un singolo appartenuto addirittura ad uno dei progettisti del “Foro Italico”.
Con pazienza e sapienza il maestro carpentiere ha utilizzato i materiali originari per far splendere nuovamente uno scafo e portarlo a nuova vita. Ordinate, scalmi, archetti in bronzo sono tornati lucenti sotto le mani e soprattutto sotto la passione di un vecchio “fiumarolo” di origini venete. La sorpresa dei giovani studenti è apparsa evidente fin dai primi momenti: non immaginavano il mondo del remo con le sue tradizioni di “cultura materiale” proprio al centro di Roma.
Ma le scoperte non sono finite qui: non immaginavano che il Tevere potesse essere così bello. Il “mefitico” corso d’acqua che attraversa la città si è mostrato nella veste più bella: una giornata di primavera con la natura nella fase esplosiva del suo ciclo biologico. Germani reali, gabbiani, carpe in amore hanno fatto da contorno alle spiegazioni degli esperti canottieri che hanno interpretato, come nel caso del prof. Paolo Micarelli, e recitato quella che è la civiltà del fiume.
I ragazzi erano stati coinvolti in questa esperienza attraverso un concorso che aveva per tema l’acqua e gli antichi mestieri. La lettura dei loro lavori ha arricchito la mattinata. Sensibilità ai problemi ambientali e preparazione sono stati sottolineati dai giudizi dei docenti presenti e da quello della Preside del liceo, prof.ssa Livia Brienza, che ha voluto sottolineare l’importanza dell’incontro e dell’accoglienza manifestata dal Tirrenia Todaro.
Non sono mancate le prove al remoergometro sotto l’occhio vigile di Dario Fogo, nell’occasione allenatore federale, e i robusti tranci di pizza e pennette al salmone preparate dallo chef del Circolo Giovanni Gelmino. Presenti a questa esperienza l’On. Barbaro, della Giunta del CONI, l’On. Gramazio, consigliere comunale e i consiglieri del II Municipio del Comune di Roma Guido Bottini e Pietro Cassiano, anche nella veste di Presidente dell’ASI.
Torneranno questi studenti a frequentare il fiume e i canottieri? Sono troppe le variabili per rispondere con certezza, un fatto però è emerso in modo evidente: la sorpresa di osservare un mondo che non si pensava potesse esistere. Forse in questa certezza c’è la risposta dello sviluppo del movimento remiero: farsi conoscere ed apprezzare. Il canottaggio, infatti, non è un mondo chiuso nelle sue nobili origini, ma è una proposta fatta di natura, disciplina e rapporti umani di grande livello.