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Atleti Special Olympics: un grande patrimonio del canottaggio

giovedì 14 Maggio 2009

Atleti Special Olympics: un grande patrimonio del canottaggio

Atleti Special Olympics: un grande patrimonio del canottaggio

ROMA, 14 maggio 2009 – Sono veramente felice che la Convenzione e il bell’articolo di Paolo Ramoni abbiano spinto a riflessioni e qualche discussione. I nostri Atleti e, in genere, le persone con disabilità intellettiva ricevono solo vantaggi dal fatto che si approfondiscano le questioni che li coinvolgono. Per troppi anni….migliaia di anni…di loro non si e’ parlato. Sono stati addirittura trasparenti oppure pesi ingombranti che la società dell’epoca ha sempre trascurato o relegato in un cantuccio o, piu’ di recente, in un istituto. E allora…evviva lo Sport….evviva il Canottaggio!
Andiamo al dunque. Il giuramento: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze” viene pronunciato da un Atleta in rappresentanza di tutti gli altri, per ricordare al mondo intero, che l’impegno e’ cosa differente dal risultato sportivo-agonistico.
Ed è l’impegno, la costanza nel lavoro, la tenacia nel perseguire un risultato a stabilire il valore della prestazione sportiva. Non la comparazione con altri risultati conseguiti da altri Atleti. Qui e’ la grande differenza nelle valutazioni delle prestazioni conseguite in Special Olympics rispetto a quelle delle manifestazioni tradizionali. Sicuramente l’Atleta ce la mette tutta, ma l’avversario non e’ un nemico da battere, ma un amico che mi permette di mettere in campo tutte le mie risorse, per dimostrare che ho delle abilità, sono capace e che anche io posso farcela. Proprio il contrario di quello che un bambino e poi giovane con disabilità ha percepito da sempre: tu sei disabile, tu non ce la fai, non sai fare niente……questo e’ quello che si e’ sentito dire o ha percepito da quando e’ nato!
Il fatto di impegnarsi al massimo per poter mettere in gioco le proprie capacità non va inteso nel senso del dover vincere a tutti i costi! Non e’ proprio questo concetto che sta mettendo in crisi lo sport nazionale e poi mondiale? I nostri Atleti il principio che il risultato sportivo non debba essere l’obiettivo della vita ce l’hanno ben presente..sono altri che fanno confusione fra le cose che valgono di piu’ e quelle che valgono di meno. Per loro lo sport e’ un motivo per incontrarsi, impegnarsi, gioire insieme, dispiacersi insieme…se il risultato non e’ proprio quello sperato. Per questo i nostri eventi non hanno ne’ nome, ne’ formula di Campionato. Questa parola l’abbiamo bandita per diffonderla con la immancabile medaglia sui petti di tutti i nostri Campioni…tutti…nessuno escluso.
Sono Giochi ….comunali, regionali, nazionali, mondiali. Perche’ il clima e’ quello gioioso del gioco. Attraverso il Gioco l’uomo ha preso coscienza delle sue abilità ed ha imparato a relazionarsi con gli altri. Nei Giochi i nostri Atleti incontrano tanti amici vecchi e nuovi, in piu’ si mettono alla prova per verificare il lavoro che hanno svolto durante le lunghe sedute di allenamento. I Giochi danno significato all’allenamento che e’ stato svolto per prepararli. Ma i Giochi Special Olympics sono anche Cerimonia di Apertura, Fiaccola, Tripode, pubblico di amici e parenti, di Autorità. Hanno la maestosità ed il rituale dei Giochi Olimpici, dei quali ricalcano moduli e formule. Perche’ la prestazione dei nostri Atleti non e’cosa da poco. Se tanta gente e’ li per loro, significa che sono importanti e che è importante il lavoro che hanno fatto per arrivare sin là. Tutto contribuisce a creare fiducia in se stessi, aprire relazioni e visuali. Da domani, per tutti quelli che partecipano ad un evento Special Olympics, il mondo e’ sicuramente diverso e migliore. Promozione di se stessi per promuovere un atteggiamento diverso nei confronti di tutte le diversità. A proposito di promozione, cerchiamo anche di fare chiarezza su questo termine e sul termine agonistico. Promozionale non e’ equivalente a banale o di scarso livello. Si puo’ partecipare ad un evento promozionale, con il massimo dell’impegno per fare bene ed anche per vincere. Sono le modalità di esecuzione e l’approccio mentale che distinguono un evento promozionale da uno agonistico.
Special Olympics fa in modo che, attraverso i tempi di ammissione e le prove preliminari, si competa tra pari. Nei Giochi Special Olympics non sono previste le eliminatorie con qualificazioni e vincitori che passino alle gare successive sino alle semifinali e finali. Questi criteri sono ritenuti strettamente agonistici. Proprio per stemperare rivalità e tensioni che portino all’agonismo, in tutti gli eventi Special Olympics sono premiati tutti i concorrenti con medaglia, qualunque sia stata la loro prestazione. La selezione per la partecipazione ai livelli successivi..nazionali, europei o mondiali, non viene effettuata sulla base dei migliori risultati assoluti, bensi su quella, molto piu’ difficile del percorso sportivo ed educativo sviluppato nel tempo. All’apparenza non sembra facile impostare un lavoro con le persone con disabilità intellettiva e sembrano complesse le modalità di approccio allo sport e di organizzazione di gare………ma non e’ cosi…basta farsi guidare dagli Atleti Special Olympics…sono degli ottimi maestri!

Alessandro Palazzotti
Vice Presidente Special Olympics Italia