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Intervista a Paolo Ramoni

mercoledì 13 Maggio 2009

Intervista a Paolo Ramoni

     
 

“ Ciò che manca ai giovani sono i giusti stimoli, perciò nasce il Torneo Studentesco di Canottaggio”

Intervista a Paolo Ramoni sull’esperienza degli studenti di Istituti romani alla Tevere Remo. Un torneo remiero di canottaggio per neofiti del canottaggio in collaborazione con l’Ufficio Educazione Fisica di Roma della Direzione Generale Istruzione del Lazio

Di Claudia Franceschi

“Perché non dare la possibilità agli studenti delle scuole romane di provare il canottaggio?” è questa la domanda che Paolo Ramoni, socio del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo nonché responsabile per il canottaggio di Special Olympics Italia, e Rosalba Marchetti, coordinatrice dell’Ufficio Educazione Fisica di Roma e provincia, si sono posti, ed è questa stessa domanda che ha dato loro l’impulso di impegnarsi nell’organizzazione, di quello che è ormai noto come il Torneo Studentesco di Canottaggio.
La nascita di tale iniziativa ha richiesto impegno, partecipazione e soprattutto passione e affonda le sue radici nei mesi autunnali dello scorso anno: “È stata realizzata una circolare ministeriale, in cui venivano comunicate cinque date, tra settembre, ottobre e i primi di novembre, in cui le scuole, che desideravano provare l’attività remiera, potevano venire al Circolo Tevere Remo e avventurarsi nel mondo del canottaggio”.
A raccontarcelo è proprio Paolo Ramoni, entusiasta del successo che tale progetto ha riscontrato non solo tra gli insegnanti, ma soprattutto tra gli studenti: “Quattro insegnanti, in particolare, si sono appassionati a questo sport, a tal punto da partecipare ad un corso base, organizzato dalla Federazione Italiana Canottaggio, e dedicato, proprio, ai professori di educazione fisica. Si tratta di Cinzia Graziosi, Francesco Malavenda, Franco Pieretto e Massimo Coletta, che, totalmente rapiti dal fascino del remo, hanno espresso la loro volontà di poter continuare la conoscenza di questa disciplina e di poterla far provare, ed in caso apprezzare, anche ai loro studenti. Come Tevere Remo ci siamo subito attivati e messi in moto, organizzando questo torneo”.
L’entusiasmo dimostrato dai quattro professori è stato coinvolgete, delle quattro scuole che hanno scelto di far parte del progetto, molti sono stati gli studenti che con impegno e dedizione hanno deciso di cimentarsi nell’attività remiera. “Ogni istituto ha l’opportunità di seguire tre allenamenti in barca. Il tutto è finalizzato ad una gara che si farà il 26 maggio qui all’Acqua Acetosa, durante la quale si sfideranno, su un otto jole, quindi un’imbarcazione propedeutica, quattro equipaggi composti da sei maschi e due femmine, lungo un percorso di 250 metri. La scuola vincitrice sarà, quindi, quella che meglio ha saputo interiorizzare gli insegnamenti ottenuti durante i tre incontri.”.
Ad allenare questi giovani il tecnico del circolo Marco Follaro: “Lo scopo dell’allenatore è quello di affiancare ogni professore nella preparazione atletica degli studenti, dandogli consigli, suggerimenti e trasmettendogli quegli aspetti tecnici, di cui ovviamente non dispone. Quindi il nostro obiettivo è anche creare una collaborazione tra il nostro tecnico e l’insegnante, che porterà alla selezione dei nove ragazzi che gareggeranno contro le altre scuole.”.
Ma c’è sicuramente anche un altro aspetto da considerare: come ha reagito il Reale Circolo Tevere Remo di fronte a tale manifestazione? “La politica del circolo è orientata verso i giovani e verso il sociale. Quindi tende ad avviare ed accogliere iniziative relative non solo al mondo studentesco, ma anche a quello delle persone disabili. Naturalmente ciò mi riempie di orgoglio. Certamente è stato un inserimento graduale ma costituisce un cambiamento di mentalità positivo e consistente”.
Chiaramente anche le stesse scuole hanno compreso l’importanza di un’accoglienza così prestigiosa e stanno dando prova non solo di rispettarla, ma anche di apprezzarla; e come meglio dimostrare il loro ringraziamento verso tutti i soci, che mettono a loro disposizione le attrezzature e la location, se non dando il massimo durante gli allenamenti? “Mi fa molto piacere che i ragazzi ci stiano mettendo così tanto impegno. Ciò dimostra che spesso è un errore generalizzare, sostenendo, che i giovani di oggi non hanno interessi, passione e che passano tutto il loro tempo di fronte al computer o la televisione. Forse il problema vero siamo noi adulti, che non offriamo loro gli stimoli giusti.”.

 

   
   
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