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Josy Verdonkschot racconta…

giovedì 5 Marzo 2009

Josy Verdonkschot racconta…

Josy Verdonkschot racconta…
Intervista esclusiva al nuovo responsabile del settore femminile

Josy ha dedicato gran parte della sua vita al canottaggio ed ora è pronto per partire a bordo di una nuova imbarcazione, quella della nazionale italiana. Un incontro davanti ad un piatto di pasta fumante, la tipica pasta italiana. Dopo la presentazione di rito e le prime domande per rompere il ghiaccio, Josy inizia a raccontare.

La prima intervista in terra italiana, come mai sei arrivato ad allenare la Nazionale femminile di canottaggio?

Il presidente federale ha detto che l’obiettivo era quello di attuare un cambiamento, una proposta davvero interessante. I risultati nella categoria junior femminile ci sono, penso sia possibile trasferirli anche nel settore senior. Credo che possa essere una bella possibilità e una grande occasione, una sfida anche a livello personale.

A tuo parere qual è l’età giusta per iniziare l’attività remiera?

Non penso che sia importante iniziare in tenera età. Nelle categorie giovanili il necessario è divertirsi, non il risultato e tanto meno lo stress agonistico. Dalla categoria ragazzi inizia la salita e la preparazione vera e propria. Certo è che l’inizio in tenera età permette ai club di crescere e plasmare gli atleti.

Un’idea su remoergomentro, stretching e i pesi, punto meno amato dal settore femminile.

Il remoergomentro può aiutare nella preparazione fisica ma non a livello tecnico per la preparazione in barca.
I pesi sono importanti per  preparare i muscoli alla voga ma anche per prevedere eventuali infortuni dettati dall’insufficiente sviluppo degli stessi.
Ora passiamo allo stretching. Quando ti alleni prepari il corpo, se non prepari il corpo con lo stretching non puoi allenarlo in modo ottimale. Nel canottaggio si usano diverse fasce muscolari e se non le prepari la vogata risulterà poco armonica. Lo stretching è quindi il punto chiave per poter sviluppare una tecnica fluida.

Su quali imbarcazioni vorrai puntare nel prossimo futuro?

Prima voglio vedere cosa si può fare. Io vorrei iniziare con un grande gruppo.
Personalmente individuo le barche corte sia come mezzo per migliorare la tecnica di voga che come ottima tipologia per selezionare le atlete, le barche lunghe invece permettono di affiancare più atlete nello stesso momento e di conseguenza di dedicare più tempo per la crescita delle stesse su tutti i fronti.
Alla prima regata nazione vorrei vedere tutte le atlete in singolo doppio e due senza. Le barche corte permettono di vedere il livello tecnico delle singole e di conseguenza potrei riuscire a creare le barche lunghe.

Quando il primo raduno?

Adesso vorrei andare nelle singole società per valutare i valori delle ragazze all’interno dei propri club. I primi raduni li vorrei fare la settimana prima di Pasqua. Per il gruppo senior vorrei una settimana intera e per il gruppo Junior 4 giorni.

Luca Broggini
Uff stampa FIC Lombardia.