Intervista al vice-campione italiano Francesco Picoco e alla new entry Samuele Marcantonio
Intervista al vice-campione italiano Francesco Picoco e alla new entry Samuele Marcantonio
Intervista al vice-campione italiano Francesco Picoco e alla new entry Samuele Marcantonio
ECCO GLI UNICI DUE CANOTTIERI ADAPTIVE DEL SUD ITALIA
Il Gruppo Sportivo VV. F. Carrino Brindisi è l’unica società del Sud Italia ad aver tesserato ben due atleti diversamente abili. Entrambi ci hanno spiegato cosa vuol dire per loro il canottaggio
Alle gare del Campionato Regionale di Indoor Rowing, tenutesi durante il Trofeo Caldarulo, hanno partecipato per la prima volta insieme due atleti della categoria ADAPTIVE. Entrambi sono tesserati nel Gruppo Sportivo VV.F. “Carrino” di Brindisi. Abbiamo rivolto loro delle domande. Il primo è Francesco Picoco, fino a poco tempo fa unico atleta del Sud Italia a rappresentare la categoria.
D. Francesco, puoi spiegare ai nostri lettori cosa significa ADAPTIVE, ma soprattutto cosa vuol dire il canottaggio per te?
R. ADAPTIVE significa adattare un’imbarcazione alle esigenze di un diversamente abile. Non significa, quindi, adattare lo sport a un diversamente abile ma permettere ai diversamente abili di praticare uno sport il più possibile simile a quello che praticano i normodotati. Non ci sono differenze sostanziali, l’unica differenza è quella dei metri da percorrere durante la gara che sono 1000 per gli ADAPTIVE, al posto dei 2000 dei normodotati. Tre le categorie: solo braccia (A), tronco e braccia (TA), gambe tronco e braccia (LTA). Ognuno appartiene a una categoria a seconda della disabilità che ha. Per le prime due categorie (A e TA) le imbarcazioni sono adattate con un seggiolino fisso. Per le ultime due categorie TA e LTA si possono fare degli equipaggi multipli, che devono essere obbligatoriamente misti. Mentre per la prima categoria (A), che è la mia, si gareggia solo in singolo.
D. Da quanti anni gareggi e come ti sei avvicinato a questo sport?
R. Ho scoperto il canottaggio nel 2007, grazie ad Antonio Coppola, che mi ha preso dalla pallacanestro, che praticavo prima. Con il canottaggio mi trovo bene perché sono un amante degli sport singoli.
D. Quali risultati hai raggiunto finora?
R. Terzo posto ai Campionati Italiani nel 2007, secondo ai Silver Skiff nel 2007 e secondo ai Campionati Italiani nel 2008.
D. Quali sono gli obiettivi che ti poni per il 2009?
R. Migliorarsi, sempre.
D. Cosa vuoi dire ai ragazzi diversamente abili che intendono avvicinarsi ad una disciplina sportiva come il canottaggio?
R. Avvicinarsi al canottaggio è avvicinarsi alla natura, al mare, non essere relegati in seconda linea in sport magari molto popolari, ma avere la possibilità di dire la propria, divertirsi. Ed, inoltre, vuol dire avere la possibilità di confrontarsi con i normodotati.
D. Ti ritrovi nella battaglia intrapresa lo scorso anno da Oscar Pistorius per poter partecipare alle gare insieme ai cosiddetti “normodotati”?
R. La cosa più importante, secondo me, è equiparare Olimpiadi e Paralimpiadi, facendole nello stesso momento e non a due/tre settimane di distanza. Così facendo le Paralimpiadi vengono sminuite e di conseguenza anche gli atleti diversamente abili che vi partecipano, che fanno la stessa fatica dei normodotati e perciò dovrebbero godere della stessa visibilità .
Per la prima volta in occasione del Trofeo Caldarulo Francesco ha affrontato le gare regionali con un altro esponente della sua categoria. Il suo nome è Samuele Marcantonio, new entry della categoria ADAPTIVE.
D. Potresti presentarti dal punto di vista personale e sportivo?
R. Mi chiamo Samuele Marcantonio, ho 35 anni, e sono di Pignola, in provincia di Potenza. Sono tesserato per la categoria ADAPTIVE nel Gruppo Sportivo VV.F. “Carrino” di Brindisi.
D. Da quanto tempo gareggi e come ti sei avvicinato a questo sport?
R. In realtà quella di Indoor Rowing tenutasi a Bari in occasione del Trofeo Caldarulo è stata la mia prima gara in assoluto. Mi alleno da nemmeno 6 mesi, anche se in maniera più seria ed intensa da due mesi. Ho comprato un remoergometro l’anno scorso, perché dopo l’incidente che ho avuto nel 2006 con una moto ho perso una gamba, ma volevo comunque continuare a praticare sport.
D. Come mai proprio il canottaggio?
R. Mi era capitato una volta prima dell’incidente di assistere per lavoro ad una gara di Indoor Rowing. Il canottaggio mi ha subito affascinato. Inoltre anche se vivo in montagna, amo il mare. Dopo l’incidente mi sono informato sugli sport che i disabili potevano praticare a Potenza, ma non ce n’era nemmeno uno. Così ho saputo che a Senise esisteva un circolo di canottaggio, li ho contattati e loro sono stati molto disponibili. Ma anche lì non disponevano di attrezzature adeguate, ma soprattutto non avevano esperienza con gli ADAPTIVE. Così mi hanno indirizzato verso l’allenatore del Carrino Brindisi, Antonio Coppola. Antonio si è dimostrato subito disponibile a lavorare con me, sin dalla prima volta che ci siamo incontrati durante una gara a Brindisi.
D. Come fai per allenarti a Pignola?
R. Quotidianamente mi alleno sul mio remoergometro, a casa, seguendo le istruzioni di Antonio Coppola. Quando devo fare delle prove particolarmente importanti o delle gare scendo giù a Brindisi.
D. Cosa ti aspetti dal tuo futuro nel canottaggio?
R. Innanzitutto spero di poter iniziare a gareggiare in acqua. Per il resto quello che mi preme è avvicinare questo sport ad altre persone, della mia città e non solo. Spero anche che altri ragazzi con disabilità possano avvicinarsi allo sport in genere cercando di scavalcare il muro che molto spesso loro stessi si ergono nei confronti dei normodotati.
D. A questo proposito ti ritrovi nella battaglia intrapresa lo scorso anno da Oscar Pistorius per poter partecipare alle gare insieme ai cosiddetti “normodotati”?
R. Sicuramente Pistorius è un grande atleta ed ha tutto il diritto di continuare la sua battaglia. Questo suo percorso è molto importante per noi, perché fa conoscere al mondo la realtà dei diversamente abili. Certo è anche vero che ci sono differenti tipi di disabilità che permettono di fare alcuni sport piuttosto che altri, e su questo c’è ancora molta ignoranza.
Ad entrambi i nostri atleti rivolgiamo un grande in bocca al lupo per la stagione remiera appena iniziata.
UFFICIO STAMPA FIC PUGLIA E BASILICATA
Maria Teresa Lenoci
Alle gare del Campionato Regionale di Indoor Rowing, tenutesi durante il Trofeo Caldarulo, hanno partecipato per la prima volta insieme due atleti della categoria ADAPTIVE. Entrambi sono tesserati nel Gruppo Sportivo VV.F. “Carrino” di Brindisi. Abbiamo rivolto loro delle domande. Il primo è Francesco Picoco, fino a poco tempo fa unico atleta del Sud Italia a rappresentare la categoria.
D. Francesco, puoi spiegare ai nostri lettori cosa significa ADAPTIVE, ma soprattutto cosa vuol dire il canottaggio per te?
R. ADAPTIVE significa adattare un’imbarcazione alle esigenze di un diversamente abile. Non significa, quindi, adattare lo sport a un diversamente abile ma permettere ai diversamente abili di praticare uno sport il più possibile simile a quello che praticano i normodotati. Non ci sono differenze sostanziali, l’unica differenza è quella dei metri da percorrere durante la gara che sono 1000 per gli ADAPTIVE, al posto dei 2000 dei normodotati. Tre le categorie: solo braccia (A), tronco e braccia (TA), gambe tronco e braccia (LTA). Ognuno appartiene a una categoria a seconda della disabilità che ha. Per le prime due categorie (A e TA) le imbarcazioni sono adattate con un seggiolino fisso. Per le ultime due categorie TA e LTA si possono fare degli equipaggi multipli, che devono essere obbligatoriamente misti. Mentre per la prima categoria (A), che è la mia, si gareggia solo in singolo.
D. Da quanti anni gareggi e come ti sei avvicinato a questo sport?
R. Ho scoperto il canottaggio nel 2007, grazie ad Antonio Coppola, che mi ha preso dalla pallacanestro, che praticavo prima. Con il canottaggio mi trovo bene perché sono un amante degli sport singoli.
D. Quali risultati hai raggiunto finora?
R. Terzo posto ai Campionati Italiani nel 2007, secondo ai Silver Skiff nel 2007 e secondo ai Campionati Italiani nel 2008.
D. Quali sono gli obiettivi che ti poni per il 2009?
R. Migliorarsi, sempre.
D. Cosa vuoi dire ai ragazzi diversamente abili che intendono avvicinarsi ad una disciplina sportiva come il canottaggio?
R. Avvicinarsi al canottaggio è avvicinarsi alla natura, al mare, non essere relegati in seconda linea in sport magari molto popolari, ma avere la possibilità di dire la propria, divertirsi. Ed, inoltre, vuol dire avere la possibilità di confrontarsi con i normodotati.
D. Ti ritrovi nella battaglia intrapresa lo scorso anno da Oscar Pistorius per poter partecipare alle gare insieme ai cosiddetti “normodotati”?
R. La cosa più importante, secondo me, è equiparare Olimpiadi e Paralimpiadi, facendole nello stesso momento e non a due/tre settimane di distanza. Così facendo le Paralimpiadi vengono sminuite e di conseguenza anche gli atleti diversamente abili che vi partecipano, che fanno la stessa fatica dei normodotati e perciò dovrebbero godere della stessa visibilità .
Per la prima volta in occasione del Trofeo Caldarulo Francesco ha affrontato le gare regionali con un altro esponente della sua categoria. Il suo nome è Samuele Marcantonio, new entry della categoria ADAPTIVE.
D. Potresti presentarti dal punto di vista personale e sportivo?
R. Mi chiamo Samuele Marcantonio, ho 35 anni, e sono di Pignola, in provincia di Potenza. Sono tesserato per la categoria ADAPTIVE nel Gruppo Sportivo VV.F. “Carrino” di Brindisi.
D. Da quanto tempo gareggi e come ti sei avvicinato a questo sport?
R. In realtà quella di Indoor Rowing tenutasi a Bari in occasione del Trofeo Caldarulo è stata la mia prima gara in assoluto. Mi alleno da nemmeno 6 mesi, anche se in maniera più seria ed intensa da due mesi. Ho comprato un remoergometro l’anno scorso, perché dopo l’incidente che ho avuto nel 2006 con una moto ho perso una gamba, ma volevo comunque continuare a praticare sport.
D. Come mai proprio il canottaggio?
R. Mi era capitato una volta prima dell’incidente di assistere per lavoro ad una gara di Indoor Rowing. Il canottaggio mi ha subito affascinato. Inoltre anche se vivo in montagna, amo il mare. Dopo l’incidente mi sono informato sugli sport che i disabili potevano praticare a Potenza, ma non ce n’era nemmeno uno. Così ho saputo che a Senise esisteva un circolo di canottaggio, li ho contattati e loro sono stati molto disponibili. Ma anche lì non disponevano di attrezzature adeguate, ma soprattutto non avevano esperienza con gli ADAPTIVE. Così mi hanno indirizzato verso l’allenatore del Carrino Brindisi, Antonio Coppola. Antonio si è dimostrato subito disponibile a lavorare con me, sin dalla prima volta che ci siamo incontrati durante una gara a Brindisi.
D. Come fai per allenarti a Pignola?
R. Quotidianamente mi alleno sul mio remoergometro, a casa, seguendo le istruzioni di Antonio Coppola. Quando devo fare delle prove particolarmente importanti o delle gare scendo giù a Brindisi.
D. Cosa ti aspetti dal tuo futuro nel canottaggio?
R. Innanzitutto spero di poter iniziare a gareggiare in acqua. Per il resto quello che mi preme è avvicinare questo sport ad altre persone, della mia città e non solo. Spero anche che altri ragazzi con disabilità possano avvicinarsi allo sport in genere cercando di scavalcare il muro che molto spesso loro stessi si ergono nei confronti dei normodotati.
D. A questo proposito ti ritrovi nella battaglia intrapresa lo scorso anno da Oscar Pistorius per poter partecipare alle gare insieme ai cosiddetti “normodotati”?
R. Sicuramente Pistorius è un grande atleta ed ha tutto il diritto di continuare la sua battaglia. Questo suo percorso è molto importante per noi, perché fa conoscere al mondo la realtà dei diversamente abili. Certo è anche vero che ci sono differenti tipi di disabilità che permettono di fare alcuni sport piuttosto che altri, e su questo c’è ancora molta ignoranza.
Ad entrambi i nostri atleti rivolgiamo un grande in bocca al lupo per la stagione remiera appena iniziata.
UFFICIO STAMPA FIC PUGLIA E BASILICATA
Maria Teresa Lenoci
















