Canottieri tra le nuvole
Canottieri tra le nuvole
Canottieri tra le nuvole
E’ iniziato tutto un po’ per gioco e un po’ per sfida, e soprattutto perché Paolo è un patito di queste gare estreme, sta di fatto che domenica primo marzo ci siamo trovati in 5 a dover affrontare la mitica salita al Pirellone. Conoscenza del percorso: zero, preparazione specifica: zero, voglia di correre: tanta.. avevamo tutto quello che ci serviva per affrontare la gara.
E’ bruttino il tempo, pioviggina ma per una volta non ci preoccupiamo delle condizioni atmosferiche dato che avremmo corso indoor. Ci troviamo alle 9 sotto il Pirellone che visto oggi da li sotto con un paio di scarpe da corsa nello zaino sembra molto più alto di quei fatidici 127 metri, noi che siamo abituati a correre sul livello del mare. La preparazione e il briefing durano un bel po’ ma niente smorza l’entusiasmo, così le 11 e 20 arrivano in fretta e ci tocca partire.
Ci hanno detto di partire piano perché si scivola ma evidentemente se ne sono dimenticati tutti per cui mi trovo già a sgomitare, e le scale non erano ancora cominciate.. Vedo Andrea e Josè girare l’angolo, Francesco scivolare, travolgere un Forestale rialzarsi e continuare. Sul primo piano di scale sembra di essere alle 8 del mattino a Cadorna, a far la coda davanti alle scale mobili; dura così per due piani poi si smolla e si comincia a correre per quel che si può… gradini a due a due, si sorpassa da sotto da sopra e da di fianco pur di passare, si alza lo sguardo ogni tanto per vedere il piano a cui siamo arrivati; 5° è ancora poco, 10° cominciamo a ragionare, 15° metà nooo, 20° ma cavolo è finita..Serra! (deformazione professionale!!). Gli ultimi 10 piani si fanno in apnea con nel corpo quella bella sensazione di fine-2000m che tutti voi conoscete. Poi al 30° con un solo passo si vola al 31° e li si deve correre per 30 metri fino all’arrivo, con le gambe che si aspettano ancora gradini e la testa che gira forse per l’altezza forse perché sono 5 minuti che giro verso sinistra; risultato: si corre male, piano, e come i bambini fanno quando sono sui tappeti elastici. Si taglia il traguardo e il primo pensiero è: “tutto qui?”, il secondo è: “no, aspetta una attimo..”, e al terzo pensiero sei già ginocchia a terra nella terrazza panoramica del grattacielo di Milano che domina la “vallata” cittadina coperta da nebbia e smog ma che comunque assicura uno spettacolo impareggiabile. I canottieri hanno toccato il cielo con un dito, l’hanno fatto e lo rifaranno.. e si preparano per gli USA: Empire State Building -> 381m
Video: http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=studioaperto&data=2009/03/01&id=42833&from=link
Foto:http://milano.repubblica.it/multimedia/home/4978242/1/1
La Nostra Classifica
Nome Tempo Posizione
Josè Casiraghi 4:00 7
Andrea Fois 4:35 28
Paolo Maneo 4:47 41
Marcello Valoncini 4:48 42
Filippo Moscatelli 5:03 51
Francesco Fumagalli 5:33 72
Giulio Sala 6:35 120
Filippo Moscatelli – Canottieri Milano Sky Rowing and Running Team –
E’ iniziato tutto un po’ per gioco e un po’ per sfida, e soprattutto perché Paolo è un patito di queste gare estreme, sta di fatto che domenica primo marzo ci siamo trovati in 5 a dover affrontare la mitica salita al Pirellone. Conoscenza del percorso: zero, preparazione specifica: zero, voglia di correre: tanta.. avevamo tutto quello che ci serviva per affrontare la gara.
E’ bruttino il tempo, pioviggina ma per una volta non ci preoccupiamo delle condizioni atmosferiche dato che avremmo corso indoor. Ci troviamo alle 9 sotto il Pirellone che visto oggi da li sotto con un paio di scarpe da corsa nello zaino sembra molto più alto di quei fatidici 127 metri, noi che siamo abituati a correre sul livello del mare. La preparazione e il briefing durano un bel po’ ma niente smorza l’entusiasmo, così le 11 e 20 arrivano in fretta e ci tocca partire.
Ci hanno detto di partire piano perché si scivola ma evidentemente se ne sono dimenticati tutti per cui mi trovo già a sgomitare, e le scale non erano ancora cominciate.. Vedo Andrea e Josè girare l’angolo, Francesco scivolare, travolgere un Forestale rialzarsi e continuare. Sul primo piano di scale sembra di essere alle 8 del mattino a Cadorna, a far la coda davanti alle scale mobili; dura così per due piani poi si smolla e si comincia a correre per quel che si può… gradini a due a due, si sorpassa da sotto da sopra e da di fianco pur di passare, si alza lo sguardo ogni tanto per vedere il piano a cui siamo arrivati; 5° è ancora poco, 10° cominciamo a ragionare, 15° metà nooo, 20° ma cavolo è finita..Serra! (deformazione professionale!!). Gli ultimi 10 piani si fanno in apnea con nel corpo quella bella sensazione di fine-2000m che tutti voi conoscete. Poi al 30° con un solo passo si vola al 31° e li si deve correre per 30 metri fino all’arrivo, con le gambe che si aspettano ancora gradini e la testa che gira forse per l’altezza forse perché sono 5 minuti che giro verso sinistra; risultato: si corre male, piano, e come i bambini fanno quando sono sui tappeti elastici. Si taglia il traguardo e il primo pensiero è: “tutto qui?”, il secondo è: “no, aspetta una attimo..”, e al terzo pensiero sei già ginocchia a terra nella terrazza panoramica del grattacielo di Milano che domina la “vallata” cittadina coperta da nebbia e smog ma che comunque assicura uno spettacolo impareggiabile. I canottieri hanno toccato il cielo con un dito, l’hanno fatto e lo rifaranno.. e si preparano per gli USA: Empire State Building -> 381m
Video: http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=studioaperto&data=2009/03/01&id=42833&from=link
Foto:http://milano.repubblica.it/multimedia/home/4978242/1/1
La Nostra Classifica
Nome Tempo Posizione
Josè Casiraghi 4:00 7
Andrea Fois 4:35 28
Paolo Maneo 4:47 41
Marcello Valoncini 4:48 42
Filippo Moscatelli 5:03 51
Francesco Fumagalli 5:33 72
Giulio Sala 6:35 120
Filippo Moscatelli – Canottieri Milano Sky Rowing and Running Team –
















