Il futuro del canottaggio di scena alla cena “Il ritorno dei figli della lupa”
Il futuro del canottaggio di scena alla cena “Il ritorno dei figli della lupa”
Il futuro del canottaggio di scena alla cena “Il ritorno dei figli della lupa”
La settima edizione de “Il ritorno dei figli della lupa”, organizzata dall’impareggiabile Enrico Tonali, è stata celebrata in un tripudio di vecchi e nuovi canottieri al circolo Top Bridge sul lungotevere Thaon de Revel a Roma. Nella serata del lunedì grasso ormai è consuetudine incontrarsi in un simposio in cui rivedersi è bello, ma è anche momento per confrontarsi sulle novità che circolano nel mondo del remo. Tra queste il progetto di campo di regata, proposto dall’ing. Marcello Scifoni presidente del Comitato Lazio, ha occupato la prima parte della serata. Alla presenza dell’On. Antonino Rizzo, assessore all’urbanistica e all’Ambiente del IV Municipio del Comune di Roma e dell’ing. Domenico Di Paolo, dirigente dell’Unità Operativa Tecnica del medesimo municipio, la relazione dell’ing. Scifoni ha toccato i punti forti del progetto. Un bacino di regata su dieci corsie, con servizi di livello secondo le indicazioni dell’organismo internazionale remiero (FISA) che ha il compito di omologare l’impianto. Il modello costruttivo si basa sullo studio dei migliori impianti mondiali e risponde alle esigenze di tutela dell’ambiente, di ospitalità e funzionalità ormai standardizzate per poter ospitare grandi eventi.
L’aspetto vincente è quello legato ai finanziamenti per la costruzione e gestione di un complesso dall’ampiezza considerevole: la realizzazione di infrastrutture produttive, connesse al bacino, assicurano agli investitori il pareggio di bilancio in soli 5 anni. Sembra un intendimento lontano, ma se si vuole procedere nella linea di rilancio del canottaggio, non si può che pensare in grande per offrire al nostro sport il successo che merita L’importanza della presenza degli amministratori locali è data dalle caratteristiche della località in cui si pensa di realizzare il tutto: il IV Municipio del Comune di Roma con i suoi 205.000 abitanti in una superficie di 9. 781 ettari sarà il primo fruitore dell’impianto. Nel suo intervento l’Ass. Rizzo ha espresso l’apprezzamento della Giunta municipale garantendo al tempo stesso il necessario appoggio nell’iter urbanistico che dovrebbe modificare la destinazione d’uso del terreno. Lo stesso ing. Di Paolo ha sottolineato la necessità e la volontà degli amministratori capitolini di offrire alla cittadinanza luoghi qualificati per il tempo libero. Nel dibattito si sono poi inseriti l’arch. Maurizio Clerici, già autore di un analogo progetto nella zona della Magliana, e l’arch. Franco Bovo, membro della commissione tecnica federale sulle infrastrutture, il quale ha sottolineato come tutto risponda alle indicazioni remiere internazionali. Le problematiche del rapporto tra il Tevere e il bacino sono state affrontate dall’ing. Roberto Grappelli, emerito segretario dell’Autorità di Bacino, che ha offerto un contributo ed un apprezzamento per il lavoro svolto dall’ing. Scifoni. Ricca e significativa la presenza del pubblico tra cui spiccava una rappresentanza del mitico otto della Moto Guzzi: l’allegro e simpatico gruppo di Mandello del Lario ha offerto momenti di autentica amicizia
durante la cena assieme ai “rivali”di un altro mito del remo: quello dell’otto Corazzieri. Ma la storia del canottaggio italiano si è vissuta anche nei racconti del prof. Antonio Del Monte, padre della Medicina dello Sport italiana e personaggio di primo piano nel panorama sportivo internazionale. Dario Carfagna e Massimo Guerrieri Paleotti in rappresentanza dei blasonatissimi Circoli Aniene e Tevere Remo hanno arricchito la serata che ha visto pure la massiccia partecipazione di soci del Tirrenia Todaro, del Dopolavoro Ferroviario e della canottieri Lazio. Non vanno dimenticati gli atleti ed i tecnici in piena attività rappresentati nell’occasione da Michele Petracci e Luca Migliaccio della canottieri Roma.
Giuseppe Lattanzi
Ufficio Stampa Comitato Lazio
Nelle foto: un momento della serata; il prof. Del Monte e l’ing Scifoni; il gruppo di Mandello del Lario
La settima edizione de “Il ritorno dei figli della lupa”, organizzata dall’impareggiabile Enrico Tonali, è stata celebrata in un tripudio di vecchi e nuovi canottieri al circolo Top Bridge sul lungotevere Thaon de Revel a Roma. Nella serata del lunedì grasso ormai è consuetudine incontrarsi in un simposio in cui rivedersi è bello, ma è anche momento per confrontarsi sulle novità che circolano nel mondo del remo. Tra queste il progetto di campo di regata, proposto dall’ing. Marcello Scifoni presidente del Comitato Lazio, ha occupato la prima parte della serata. Alla presenza dell’On. Antonino Rizzo, assessore all’urbanistica e all’Ambiente del IV Municipio del Comune di Roma e dell’ing. Domenico Di Paolo, dirigente dell’Unità Operativa Tecnica del medesimo municipio, la relazione dell’ing. Scifoni ha toccato i punti forti del progetto. Un bacino di regata su dieci corsie, con servizi di livello secondo le indicazioni dell’organismo internazionale remiero (FISA) che ha il compito di omologare l’impianto. Il modello costruttivo si basa sullo studio dei migliori impianti mondiali e risponde alle esigenze di tutela dell’ambiente, di ospitalità e funzionalità ormai standardizzate per poter ospitare grandi eventi.
L’aspetto vincente è quello legato ai finanziamenti per la costruzione e gestione di un complesso dall’ampiezza considerevole: la realizzazione di infrastrutture produttive, connesse al bacino, assicurano agli investitori il pareggio di bilancio in soli 5 anni. Sembra un intendimento lontano, ma se si vuole procedere nella linea di rilancio del canottaggio, non si può che pensare in grande per offrire al nostro sport il successo che merita L’importanza della presenza degli amministratori locali è data dalle caratteristiche della località in cui si pensa di realizzare il tutto: il IV Municipio del Comune di Roma con i suoi 205.000 abitanti in una superficie di 9. 781 ettari sarà il primo fruitore dell’impianto. Nel suo intervento l’Ass. Rizzo ha espresso l’apprezzamento della Giunta municipale garantendo al tempo stesso il necessario appoggio nell’iter urbanistico che dovrebbe modificare la destinazione d’uso del terreno. Lo stesso ing. Di Paolo ha sottolineato la necessità e la volontà degli amministratori capitolini di offrire alla cittadinanza luoghi qualificati per il tempo libero. Nel dibattito si sono poi inseriti l’arch. Maurizio Clerici, già autore di un analogo progetto nella zona della Magliana, e l’arch. Franco Bovo, membro della commissione tecnica federale sulle infrastrutture, il quale ha sottolineato come tutto risponda alle indicazioni remiere internazionali. Le problematiche del rapporto tra il Tevere e il bacino sono state affrontate dall’ing. Roberto Grappelli, emerito segretario dell’Autorità di Bacino, che ha offerto un contributo ed un apprezzamento per il lavoro svolto dall’ing. Scifoni. Ricca e significativa la presenza del pubblico tra cui spiccava una rappresentanza del mitico otto della Moto Guzzi: l’allegro e simpatico gruppo di Mandello del Lario ha offerto momenti di autentica amicizia
durante la cena assieme ai “rivali”di un altro mito del remo: quello dell’otto Corazzieri. Ma la storia del canottaggio italiano si è vissuta anche nei racconti del prof. Antonio Del Monte, padre della Medicina dello Sport italiana e personaggio di primo piano nel panorama sportivo internazionale. Dario Carfagna e Massimo Guerrieri Paleotti in rappresentanza dei blasonatissimi Circoli Aniene e Tevere Remo hanno arricchito la serata che ha visto pure la massiccia partecipazione di soci del Tirrenia Todaro, del Dopolavoro Ferroviario e della canottieri Lazio. Non vanno dimenticati gli atleti ed i tecnici in piena attività rappresentati nell’occasione da Michele Petracci e Luca Migliaccio della canottieri Roma.
Giuseppe Lattanzi
Ufficio Stampa Comitato Lazio
Nelle foto: un momento della serata; il prof. Del Monte e l’ing Scifoni; il gruppo di Mandello del Lario
















