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Comunicato Stampa

martedì 10 Febbraio 2009

Comunicato Stampa

Niccolò Mornati su WorldRowing.com

Secondo WorldRowing.com, Niccolò Mornati è l’atleta del mese di febbraio. Il ventottenne lombardo è in Australia da inizio ottobre e racconta, a cuore aperto, la sua nuova esperienza alla giornalista FISA Melissa Bray nell’intervista pubblicata lo scorso 6 febbraio. Dalla sua storia al rapporto con il fratello Carlo passando per la giornata tipo australiana, gli allenamenti con gli atleti australiani e i programmi per il futuro (prima gara a marzo in Tasmania)  

ATLETA DEL MESE

  Sperimenta che cosa passa per la mente di un atleta di elite

Niccolò Mornati – febbraio 2009

Nazionalità: Italia (ITA)

Specialità: M4-, M8+

Risultati migliori: Campionati del Mondo: 3 argenti, 1 bronzo

1° Parte

6 Febbraio

Niccolò Mornati proviene da una città sulle sponde del Lago di Como, dove quasi tutti hanno più o meno remato. Suo fratello maggiore Carlo gli ha fatto strada, e recentemente entrambi hanno fatto parte del quattro senza “top” della loro nazione. In qualità di Atleta, sotto i riflettori del World Rowing, Niccolò Mornati parla del rispetto e della rivalità che nutre nei confronti di Carlo. Descrive inoltre come i risultati delle Olimpiadi di Pechino lo abbiano portato in Australia dove attualmente si allena.

World Rowing: Come ti sei avvicinato la prima volta al canottaggio?

Niccolò Mornati: Sono cresciuto in una cittadina situata sul Lago di Como, che si chiama Mandello del Lario. Durante la stagione invernale molte persone, incluso me, si divertono praticando sci ed altri sport invernali – è facile avendo le montagne così vicine. Ma con l’inizio della primavera è facile entrare in contatto con gli sport estivi legati al lago come il canottaggio, la canoa, il nuoto e la vela.
Sul Lago di Como e in particolare nella mia città, la gente considera il canottaggio come lo sport nazionale e ogni bambino lo prova almeno una volta nella vita. Così quando avevo 15 anni, seguendo il consiglio di alcuni amici, dopo una non felice esperienza nell’atletica leggera, mi iscrissi alla società di canottaggio della A. S.C. Moto Guzzi. Ero affascinato da questa società, che vanta una lunga storia sportiva e una lunga lista di medaglie d’oro olimpiche. Questa è la stessa società della quale è stato socio mio fratello Carlo e lo è ancora.

WR: Tuo fratello Carlo rema, ci sono altri membri della tua famiglia coinvolti nel canottaggio?

NM: Si, ma solo in veste di tifosi. Mia madre, Romilda è cresciuta in una famiglia molto povera. Di conseguenza, dopo la seconda guerra mondiale quando aveva solo 10 anni e molte famiglie versavano in situazioni economiche disastrose, fu obbligata a dare una mano per aiutare la famiglia e iniziò quindi a lavorare: quindi non aveva tempo libero per praticare nessun tipo di attività ricreativa!
Mio padre Emilio ha gareggiato per alcuni anni nelle squadre militari italiane di pallavolo e pallanuoto. Allo stesso tempo è stato giocatore di tennis vincendo in gioventù alcuni tornei del nord Italia, tuttavia non è stato in grado di sviluppare le sue capacità e abilità dal momento che gli fu chiesto di aiutare la famiglia lavorando, cosa che a quel tempo era assai più importante del tennis.

WR: Quanto influenza ha avuto Carlo  nel tuo canottaggio?
NM:
Carlo è stato uno sportivo e un modello da seguire per tutta la mia vita. Quando avevo 13 anni lui vinse il suo primo Campionato del Mondo in quattro senza (Indianapolis 94) all’età di 22. Mi ricordo che ero incollato allo schermo della televisione per fare il tifo per lui e la mia tensione raggiunse un livello tale che era come se fossi stato in gara con lui. Lui è prima di tutto mio fratello, ma da quando ho iniziato a remare è diventato il mio eroe, un modello da imitare, l’insegnante da cui imparare. Speravo di poter un giorno rivaleggiare con i suoi risultati sportivi.
Anche se c’è una sostanziale differenza di età tra noi ci siamo sempre sfidati in ogni attività della nostra vita; dallo sport alla scuola. Persino nei giorni di tranquillità che trascorrevamo in inverno in montagna, arrivavamo a toglierci il fiato in ogni corsa sugli sci quando gareggiavamo l’uno contro l’altro lungo le piste. Tutte le pacifiche partite a tennis si trasformavano in importanti sfide. Una volta durante una partita di palla canestro con gli amici venimmo alle mani.
Ricordo quando lo scorso anno gli chiesi il punteggio ottenuto per la laurea universitaria, fu il giorno prima che io stesso mi laureassi (in economia e commercio), Carlo è laureato in legge; non me lo disse in modo da non poter fare paragoni. Lo chiesi quindi a mia madre. Non dico il punteggio ma ho vinto!

WR: So che sei in Australia. Cosa ti ha portato quaggiù?
NM:
Dopo la mia delusione Olimpica, dieci anni non stop di canottaggio ad alta intensità e studente universitario a tempo pieno per otto anni, ho deciso di prendermi un po di tempo per me. Subito dopo la gara Olimpica di Pechino, ho incontrato un grande amico australiano, Paul Francis il quale mi ha suggerito di venire qui.
Ricordo quanto eccitato fossi nei confronti di questa esperienza quando ho lasciato l’Italia. Si sta rivelando una grossa opportunità per riconquistare la passione verso il canottaggio e la voglia di gareggiare ancora ad alti livelli. L’obbiettivo era quello di iniziare da zero e ripartire da un momento brutto della mia carriera e dalla delusione rappresentata da Pechino (11° posto nella gara del quattro senza) Perciò ho deciso di trasferirmi a Melbourne all’inizio di Ottobre e dopo aver trascorso il primo periodo con una favolosa giocatrice di pallavolo che ho incontrato a Pechino sono andato ad abitare con un amico del Mercantile Club (società di canottaggio).

WR: Qual è il tuo attuale programma di allenamento?
NM:
Ho scelto il miglior club di canottaggio di Melbourne per ricominciare la mia vita sportiva e sono stato fortunato perché è nelle vicinanze della mia fermata del tram!
Di comune accordo con il programma di allenamento dell’allenatore Bill Tait abbiamo studiato il modo migliore per mantenermi in forma, rompendo la routine che per anni è stata massacrante per me.
Sto lavorando con un gruppo di atleti di alto livello, tra i quali tre medagliati agli ultimi Giochi Olimpici. Solitamente svolgiamo due sedute di allenamento al giorno, scendendo in acqua la mattina presto e facendo gli altri allenamenti in palestra o  vice versa.

WR: Com’è la tua giornata tipo?
NM:
Di solito mi sveglio alle 5,15 e , dopo una veloce colazione, salgo sulla mia bici e verso le 6,00 raggiungo Mercantile. Devo pedalare per 9 chilometri. Per gli australiani questo non è nulla poiché la loro nazione è un immenso territorio, ma ogni mattina è per me uno sforzo specie pensando alla mia società di canottaggio che dista solo 300 metri da casa mia.
Di solito facciamo una seduta di allenamento in barca corta (singolo, doppio o due senza) passando non più di due ore in barca. Dopo una buona colazione, o saliamo ancora in barca per un ora , o facciamo attività aerobica come il ciclismo o la corsa. Al termine del programma della mattina torno a casa per il pranzo e per la tipica pennichella italiana: un ora sdraiato a letto per ricaricare le batterie.
A Melbourne torno al fiume Yarra tre volte alla settimana perché sto allenando un equipaggio formatto da studentesse. Ho colto questa opportunità per capire il canottaggio da un altro punto di vista e migliorare allo stesso tempo il mio inglese.
Verso le 5 mi dirigo in palestra per fare pesi o altre attività di allenamento alternativo. Spero sempre in una partita di calcio ma sogno invano.
Alle 7,30 salgo di nuovo sulla mia bici e torno a casa.

WR: Hai qualche gara in vista?
NM:
La nuova stagione remiera australiana è iniziata la scorsa settimana. Ho gareggiato in due senza con Alex Sharp iniziando con una vittoria. Spero che non sia stata anche l’ultima!. Gareggeremo ancora insieme il prossimo fine settimana ed anche nel terzo week end di Febbraio.
La prima settimana di Marzo andremo in Tasmania per i Campionati Nazionali Australiani.

WR: Se fossi in Italia quale sarebbe il tuo attuale programma di allenamento?
NM:
Non posso darti una risposta precisa a questa domanda perché la federazione italiana di canottaggio sta attuando grossi cambiamenti in questo momento. Il vecchio consiglio federale è stato sostituito con un nuovo presidente e nuovi consiglieri. Stanno prendendo una decisione riguardo il nuovo capo allenatore, perciò le società di canottaggio italiane e i rispettivi atleti si allenano seguendo il vecchio programma di allenamento (ricordiamo data dell’intervista: 6 febbraio n.d.r.).

WR: Quali differenze hai notato tra il canottaggio praticato in Australia e quello praticato in Italia?
NM:
L’intera organizzazione che gira intorno al canottaggio e l’approccio verso questo bellissimo sport  sono del tutto diversi. Molti atleti come me ricevono una borsa di studio dal Comitato Olimpico Italiano e altri premi in denaro se  aspirano ad una medaglia alle Olimpiadi o ai Campionati del Mondo. Per questo ci consideriamo atleti a tempo pieno per tutta la durata della nostra carriera sportiva. Così possiamo dedicare molto del nostro tempo al canottaggio.
La squadra nazionale australiana è composta da atleti che possono godersi ogni singola cosa della loro vita sportiva, perché sono legati al canottaggio da una forte passione e dalla volontà di migliorare la qualità del loro sport. Comprendono il grande valore sociale che ha il canottaggio. In Australia un numero sempre maggiore di persone sono attratte ogni giorno dal piacere genuino di remare in barca con i propri amici o contro di loro. Per me il canottaggio australiano è  una novità, una pausa nella mia routine.
Gli atleti australiani sono molto forti, talmente in forma che sono in grado di andare in bici come veri ciclisti, e forti in quasi tutti gli sport, duri nel lavoro in palestra e armoniosi nei confronti dei  mezzi che i loro corpi gli offrono, quando sono in acqua sembrano ballerini. Tutti loro  stanno facendo qualcosa di diverso per aumentare il loro potenziale e la velocità, ognuno secondo le proprie esigenze.  
 
(fonte FISA, traduzione e adattamento FIC)

   
   
   
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