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Paola Protopapa, Dai Valori dello Sport a testimonial ICS

sabato 12 Dicembre 2009

Paola Protopapa, Dai Valori dello Sport a testimonial ICS

ROMA, 12 dicembre 2009 – Campionessa paralimpica e argento mondiale, donna e sportiva apprezzata dai media nazionali e dal mondo dello spettacolo. 
Tutto questo è Paola Protopapa, un concentrato di grandi emozioni e un esempio per molti uomini e donne che vogliono lanciare la loro sfida per un obiettivo importante.
A lei il premio “Valori dello Sport”, mercoledì 2 dicembre in una cerimonia trasmessa su Rai Sport Più e inerente gli importanti successi maturati nell’ultima stagione dallo sport femminile.
A lei il ruolo di testimonial della campagna dell’Istituto di Credito Sportivo presentata due giorni fa in occasione dell’ultima puntata del Maurizio Costanzo Show.
Per conoscere sempre di più il personaggio pubblichiamo un’intervista a tutto campo, a cura del CIP, realizzata poco prima dei Mondiali.
 
 

Le sfide di Paola Protopapa: tra acqua e neve sognando Vancouver
 

Quanta energia concentrata in una donna di 44 anni, non è elegante a dirsi, ma all’apparenza gliene daresti 30, minuta ed elegante, raffinata e sbarazzina al tempo stesso, con un sorriso accattivante, e una vita che corre vorticosamente, giù nel fiume a remare, su in montagna a sciare di fondo, in città al lavoro, e con la testa affollata di grandi ambizioni. Perché sia nel canottaggio adaptive, che nello sci nordico, Paola Protopapa fa parte della Squadra Nazionale, e a certi livelli non si scherza. Non c’è spazio per altri hobby, non c’è tempo, se alle 6 del mattino Paola scende in barca, nelle acque antistanti il Circolo Canottieri Aniene di Roma, poi attacca al lavoro, poi torna in acqua verso sera.

E’ impiegata nella Direzione Generale di in una società di assicurazioni, 9 ore filate che affronta con soddisfazione e piacere, “sto alla Groupama, ci tengo a dirlo, – dice Paola – devo ringraziarli in modo speciale perché mi hanno concesso un periodo di aspettativa di 6 mesi per prepararmi ai Giochi di Pechino, dove è arrivato l’oro nel 4con di canottaggio, e non erano tenuti a farlo, essendo un’azienda privata”. 

Paola Protopapa è romana di Roma, ed ha una figlia già all’Università: “Giulia, ha 19 anni, è molto diversa da me – dice-, ma preferisco che lo sia, mi piace così, anche se nei suoi pensieri lo sport è all’ultimo posto. Ama di più la storia, che studia all’Università, e la Fotografia, di cui sta seguendo l’Accademia a New York”. Paola, per chi non se ne fosse accorto, è una forza della natura: ancora adolescente si è presa il titolo italiano assoluto di canottaggio, poi si è laureata all’Istituto di Scienze Motorie, si è tolta lo sfizio di partecipare, non più liceale, alla sua prima Paralimpiade, i Giochi Estivi di Pechino 2008, la prima volta assoluta dell’Italia nel canottaggio. Ha avuto la forza incrollabile di credere nei sogni, quella stoffa rara che hanno i campioni veri, meritandosi uno splendido oro, e storico, per il Comitato Paralimpico, attirando, con i compagni d’equipaggio, l’attenzione della grande stampa nazionale.

Il suo sorriso radioso e sognante, come di una bambina catapultata nel mondo delle fiabe, l’abbiamo ammirato sui giornali. Un sorriso che non si è spento, sulle labbra di Paola, nemmeno dopo che a 20 anni, già campionessa assoluta italiana di canottaggio, a seguito di un incidente, riporta la disarticolazione del gomito sinistro, perdendone l’uso.

Una disabilità che oggi, nella veste di talento dell’adaptive rowing, comporta la classificazione nella categoria LTA. Spiegaci meglio
“Diciamo che nell’LTA rientrano le disabilità meno gravi, meno invalidanti: raggruppa tutti quelli in grado di utilizzare tronco, braccia e gambe, a vario grado di funzionalità, più i disabili visivi. Poi c’è la TA, per persone che non hanno l’uso delle gambe, e la A, per chi ha solo l’uso delle braccia”

Ma un oro non si vince come si beve un bicchiere d’acqua. Come si fa? Diccelo tu
“Si vince con tanta determinazione, e con anni di allenamento. Poi in quel momento, prima di entrare in barca per la gara, quella della vita, non si ha modo di pensare a nulla: c’è solo grande concentrazione, e la voglia di mettere, in quei pochi minuti, tutto il lavoro e la fatica fatti nei 3 anni precedenti”

Tempo di festeggiare, non ne hai avuto molto. Presto si riparla di Paralimpiadi, stavolta invernali. Come si arriva in Nazionale di sci nordico, basta la passione della montagna?
“Questa è una scommessa, per me: poi non è ancora detto che andrò con i miei colleghi a Vancouver 2010”

Intendi la qualificazione?
“Esatto: per ora mi sto allenando in maniera individuale, come stanno facendo anche i miei amici del nordico, perché li considero tali, siamo un gruppo molto affiatato, e sono loro a spingermi verso obiettivi così importanti”

So che sei appassionata di montagna, di camminate in quota, ma le gare di sci nordico sono un’altra cosa: come è cominciato tutto?
“E’ stata una grande scoperta anche per me, una passione che è scoppiata a Vuokatti (FIN), dove sono andata a vedere gli azzurri che gareggiavano per una Coppa del Mondo. Mi hanno invitata a provare una staffetta. Così è stato amore a prima vista: ma anche il gruppo, i ragazzi dello standing, con cui ho legato da subito, hanno fatto molto”

Allenamenti insieme, finora? Poi una curiosità, come è cominciata l’avventura sugli sci?
“Sono andata da loro già tre volte, abbiamo sciato a Bolzano, poi sono stata a Brescia. A Roma, invece, abbiamo fatto due raduni”

A Roma?
“Sì, sulla pista ciclabile, a secco, con gli Skiroll, dei particolari sci con le rotelline sotto. Con gli skiroll puoi allenarti su tutte le piste ciclabili, solo che devono avere delle salite”

Così, siete andati al Gianicolo?
“No, lì è troppo trafficato, abbiamo ‘scalato il K2′(ndr, una salita particolarmente ripida che dallo Stadio Olimpico si inerpica su Monte Mario, nella zona nord di Roma). Ma siamo andati anche sul Monte Soratte”

Ora dovrai dare tutta te stessa. Quali sono le gare utili alle qualificazioni?
“Si parte a dicembre, tappa in Norvegia, per la 15Km alternata, tecnica classica, la mia. Poi l’anno nuovo altre tre possibilità: in Germania e Francia”

L’in bocca al lupo è d’obbligo
“Grazie, ne ho bisogno, è davvero una scommessa. Prima però mi aspettano i Mondiali di canottaggio adaptive, a Poznan. Si parte tra pochi giorni”

Un’ultima cosa. Piatto preferito, quello per cui faresti follie..
‘Uhmm’, ci pensa un po’, poi si lecca i baffi e dice: “radicchio grigliato e mozzarella di bufala!”, e ride di cuore. E ci lasciamo, tutte e due, alle 10 del mattino, con l’acquolina in bocca. (a cura del Cip)