Stefano D’Elia: “L’organizzazione della Coppa Tevere? Un impegno faticoso, ma svolto con passione e dedizione”
lunedì 19 Ottobre 2009
Stefano D’Elia: “L’organizzazione della Coppa Tevere? Un impegno faticoso, ma svolto con passione e dedizione”
Stefano D’Elia: “L’organizzazione della Coppa Tevere? Un impegno faticoso, ma svolto con passione e dedizione”
Pianificare la Coppa Tevere, evento sentito ed importante per tutti i circoli romani, è sicuramente un compito impegnativo e certamente non facile. Ne parliamo con Stefano D’Elia, organizzatore e atleta nella ventitreesima edizione.
Di Claudia Franceschi
ROMA, 19 ottobre 2009 – “Organizzare la ventitreesima edizione della Coppa Tevere è stato un compito faticoso, che ho, comunque, affrontato con grande piacere”. Afferma Stefano D’Elia, direttore sportivo del Circolo Canottieri Tirrenia Todaro. “Ho dovuto mettere da parte il lavoro per dedicare tempo alla pianificazione di questa manifestazione, per noi di grande importanza. Numerosi i pomeriggi e le mattine in cui sono stato impegnato nell’allestimento del campo di gara, nel mandare fax o mail. Fortunatamente le cose sono andate abbastanza bene ed anche il tempo, alla fine, ci ha graziato, lasciandoci fare le gare all’asciutto”. A gratificare e premiare il lavoro di Stefano i complimenti provenienti da partecipanti, spettatori e soci neroazzurri: “ Ho svolto le mie incombenze con molta dedizione. Basti pensare che oggi, pur avendo la batteria alle dieci di mattina, sono arrivato al circolo alle sette e mezza per sistemare le boe sotto il diluvio. Naturalmente i complimenti sono sempre graditi, ma tutto ciò lo faccio perché mi piace”. Gli imprevisti sono, comunque, sempre in agguato, l’importante è sapervi far fronte: “Alcuni problemi sono sorti in relazione alla partenza”, prosegue D’Elia, “era prevista una partenza sgranata, in modo tale da giungere insieme all’arrivo. Invece i giudici hanno adottato un criterio distinto, ritenendo giusto e corretto farci partire sulla stessa riga. Nulla da dire, ovviamente, sulla regolarità della gare, in quanto ha vinto il più forte”. Una piccola macchia che in ogni caso non ha certo contrastato con il regolare svolgimento della regata e che non ha assolutamente intaccato l’atmosfera allegra e festosa dell’evento. “È sicuramente stata una bellissima giornata di sport, benché il nostro equipaggio sia arrivato al secondo posto. Il Reale Circolo Tevere Remo ha pienamente dimostrato di aver meritato la vittoria, superandoci per quattro decimi. Per quanto ci riguarda abbiamo dato tutto quello che avevamo e non possiamo recriminare su niente”. Nel canottaggio è sempre la sportività a regnare, sia tra avversari, sia all’interno dei circoli stessi, come sottolinea Stefano “Vorrei ringraziare in modo particolare Flavio Franceschi, che ci ha dato la possibilità di allenarci, sostituendo Simone Querzoni, che lavora a Trieste. Con grande disponibilità, Flavio, dopo i suoi allenamenti da Under 23, veniva a darci una mano uscendo in barca con noi.” Venendo poi allo specifico della regata:” In questi anni, quando il Tirrenia su 6 edizioni ne aveva vinte quattro, ero stato sempre il capovoga (tranne nel 2006 assente per infortunio), ma avendo oculatamente impostato un cambio generazionale sui componenti dell’equipaggio, ci è sembrato doveroso, lasciare questo posto cosi delicato ad Adriano Seghetti, un atleta di ottimo valore che ha quattro mondiali alle spalle e solo 21 anni, elementi sufficienti per lasciare il comando a lui, anche se in futuro il suo impegno nell’organizzazione dell’equipaggio e degli allenamenti dovrà essere di gran lunga superiore, diciamo da vero leader. Comunque lo dicevo un mese fa e lo ripeto adesso: saluto la competizione e gli avversari, per me è stata l’ultima volta, largo al gruppo giovane, son sicuro che riporterà già dal prossimo anno il trofeo nella nostra bacheca.” Infine rimane un’ultima questione: che cosa può aver determinato i 4 decimi di distacco? La risposta di Stefano D’Elia è chiara:”Nulla da dire sulla condotta di Adriano, ha sempre attaccato. Dopo le eliminatorie è stato riscontrato un difetto nelle misure di tutti i remi e, su consiglio del nostro Coach Emilio Trivini, le abbiamo modificate, inoltre la traiettoria del timoniere è andata là dove il fiume corre di più: ecco forse tutto questo può aver pesato sui 4 decimi del responso.”