TERA: da stoffa ad anima
TERA: da stoffa ad anima
MILANO, 15 ottobre 2009 – Se si pensa alla divisa subito alla mente affiorano le grandi presentazioni di calcio, basket e pallavolo con i tanti flash e i microfoni dei giornalisti che si intrufolano in piccoli spazi per poter strappare qualche parola. Il messaggio che arriva al pubblico è chiaro e lampante, la divisa è il punto di forza che identifica con carattere il team. Se penso ai nero-azzurri subito alla mia mente arriva la maglia dell’Inter, se per strada dico rosso-neri mi sento urlare forza Milan. La memoria visiva infatti è come una spugna e spesso prevale sulla memoria concettuale. Come mai questa introduzione?
La risposta non può tardare. La divisa crea l’appartenenza ad un gruppo, permette di aderire e sposare una certa filosofia. Queste parole non arrivano a caso, ma alla vigilia di un appuntamento internazionale che ormai da anni accende gli animi di Piemonte, Liguria e Lombardia. TERA, Trophèe Europèen des Règion à l’Aviron unirà i tre storici partecipanti (Italia, Svizzera e Francia) ad altre due colonne europee: Spagna e Germania.
Siamo oramai a 40 ore dall’evento, non ci sono flash e nemmeno microfoni. Solo un manichino ed una tastiera che presenta il marchio che unirà sotto lo stesso denominatore comune gli atleti delle tre realtà regionali: il body.
Una linea alla moda, aderenza sui fianchi e grande slancio verso l’alto dato dalle linee curve orizzontali e diagonali. Novità, freschezza ed innovazione i tre aggettivi che identificano le caratteristiche di questa divisa.
Altro aspetto da non sottovalutare sta nella scelta dei colori: rosso, blu e verde le tre tonalità che nella storia hanno identificato le tre regioni italiane. L’obiettivo infatti è stato quello di dare la giusta importanza anche alla terra di provenienza degli atleti che ad Aiguebelette cercheranno di portare alto il nome dell’Italia.
Ovviamente non poteva mancare il richiamo patriottico, il colore predominante infatti è l’azzurro e sulla schiena spicca la grande scritta “Italia”. Non manca nemmeno il tricolore, infatti il cappello della lettera I è un piccolo tricolore in miniatura.
Partendo dal fianco ed culminando sul cuore, ecco il nome della manifestazione nelle due lingue dell’evento: Francese ed Inglese.
Il luogo e l’anno di svolgimento chiudono il cerchio di quella divisa che, una volta indossata, potrà finire nell’armadio dei ricordi. Prima della creazione quel metro di stoffa era semplice lycra, ora ha un anima e prenderà forma durante il week end.
Luca Broggini
Uff. Stampa FIC Lombardia
















