Importante iniziativa editoriale triestina LA CAVALCATA OLIMPICA DEI CAMPIONI DELLO SPORT GIULIANO-DALMATA E IL DETERMINANTE CONTRIBUTO DEI CANOTTIERI ALLE AFFERMAZIONI AZZURRE
Gli avvenimenti dello sport, le glorie di un momento, a volte possono correre il rischio di una dimenticanza, di un travisamento e quindi sono importanti le iniziative che ne rivitalizzano il ricordo. E alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino IL PICCOLO, lo storico quotidiano triestino, ha pubblicato due volumi intitolati ATLETI OLIMPICI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, il primo volume da Atene 1896 a Roma 1960, ed il secondo da Tokyo 1964 a Pechino 2008. E il canottaggio in questo revival storico ha ampi spazi, essendo uno sport di eccellenza che oltre a Trieste aveva dato impulso al canottaggio nazionale attraverso i risultati dei sodalizi della regione. E inizia dalla Diadora di Zara, alla quale viene dedicata la rievocazione remiera per le Olimpiadi di Parigi del 1924 col titolo “Diadora, da Zara l’otto di bronzo”. E subito dopo ampio spazio viene dedicato all’impresa della Pullino alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 col titolo “Corona d’alloro per la Pullino”. E via via sino ai momenti più recenti, in un’ampia carrellata che ha ricordato le imprese della Libertas di Capodistria a Los Angeles, Londra ed Helsinki. Documenti storici inoppugnabili, ad evitare travisamenti forse non voluti, ma accaduti, come ha messo recentemente in evidenza il presidente del Coni Regionale di Trieste dr. Emilio Felluga in una comunicazione al presidente federale Nicetto e al segretario generale del Coni Pagnozzi, esprimendo rammarico perché nel bollettino di candidatura per i Mondiali di Bled 2011 la federazione slovena ha scritto tra l’altro: “Gli inizi del canottaggio in Slovenia risalgono agli anni 1887 quando un club remiero fu fondato nella zona costiera di Capodistria a Pirano, con il nome Club Piranese Salvore e nel 1888 quando la “S.C. Libertas fu fondata a Capodistria. ……. I vogatori sloveni della Pullino a Isola e della Libertas a Capodistria vinsero la prima medaglia d’oro alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 e la prima d’argento a Los Angeles nel 1932, anche se in quel tempo gareggiavano per l’Italia.” Ed il dr. Felluga, che ricordiamo in passato anche presidente regionale della Federazione Italiana Canottaggio, così puntualizza: “Si tratta di un falso storico-agonistico etnico e culturale che offende tutti coloro che per continuare ad essere italiani hanno abbandonato in massa dal 1953 al 1956 le loro terre”. Infatti l’attuale Repubblica di Slovenia storicamente nasce nel 1991 ereditando i territori ex italiani ceduti col trattato di pace del 1947 alla Jugoslavia. E prosegue nell’excursus storico della realtà degli avvenimenti: “Nel 1947 gli sloveni di Tito (diretti dall’Ozna, la polizia segreta) che mal vedono la parola Libertas, saccheggiano la sede e distruggono quasi tutte le imbarcazioni. Tarlao e Steffè che si stavano preparando per Londra fanno la spola da Capodistria a Trieste allenandosi con una imbarcazione del Dopolavoro Ferroviario e nel 1948 partecipano alle Olimpiadi inglesi e con il timoniere Radi nel “due con” vincono la medaglia d’argento.” Ed in proposito ricordiamo che una delle “colpe gravi” imputate alla Libertas, da cui poi la distruzione della sede, era di avere partecipato – e vinto – il campionato italiano del due con (Steffè, Tarlao, tim. Grio) del 1947 quando ancora era in corso la definizione della sovranità territoriale del fantomatico Territorio Liberto di Trieste mai concretizzato e successivamente il territorio fu ceduto alla Jugoslavia, titolo che la Libertas vincerà ancora sino al 1953, quando nel frattempo si era ricostituita in esilio a Trieste. La lunga cavalcata rievocativa dell’opera edita da Il Piccolo, il cui autore è il giornalista e storico dello sport giuliano Ezio Lipott, tra l’altro anche autore dell’impareggiabile “Trieste Azzurra” opera in cui l’Associazione Azzurri d’Italia di Trieste ha ricordato tutti i campioni dello sport triestino, ci porta verso la fine del secondo volume al capitolo “Riccardo Dei Rossi cuor di leone” con la rievocazione del percorso di questo campione culminato nell’argento di Sydney 2000 nel quattro senza, dopo l’inizio al G.S. Vigili del Fuoco, attraverso le Fiamme Gialle, sino alla ultracentenaria Canottieri Saturnia.
Ferruccio Calegari
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A lutto il mondo dello sport triestino per la morte prematura avvenuta nella notte del giornalista sportivo Ezio Lipott. Aveva curato per il Piccolo di Trieste i volumi usciti proprio questo mese sulle gesta degli atleti olimpionici giuliani. Due libri nei quali con grande professionalità e competenza sono stati presentati anche i canottieri olimpionici.
Alla famiglia di Lipott le sincere condoglianze di tutto il mondo del canottaggio.