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Comunicato Stampa

domenica 6 Luglio 2008

Comunicato Stampa

ERIKA BELLO: LA VOGLIA DI RICOMINCIARE

Si dice che non bisogna mai smettere di sognare, che se ci credi veramente arriverai a raggiungere ciò che ti è veramente caro. Quando poi però sopraggiungono le sconfitte e le delusioni non è sempre facile rialzarsi in piedi. Non è sempre facile archiviare il tutto con un “Probabilmente non era destino”. Ti chiedi il perché, ti chiedi dove hai sbagliato, se potevi dare di più e la percezione che quel sogno prima così bello e agognante ora si sia ingrigito nella certezza della sua impalpabilità, pesa enormemente. Il suo sguardo tradisce l’emozione, ma è ancora carico di quella forza che da sempre la contraddistingue. Erika Bello oggi è festeggiata e applaudita nella stupenda serata organizzata per Lei alla Canottieri Lazio, come se avesse vinto perché non sempre si può ottenere il risultato sperato, ma la differenza la fa l’averci provato, con la grinta e la professionalità che le sono proprie.
Lo sport nel bene e nel male ti insegna. Le sconfitte servono per ripartire, per avere uno stimolo diverso. Non sono una persona che si da per vinta. Sono stata ferma quasi dieci anni e quando ho ripreso sapevo esattamente dove volevo arrivare.
C’è tanta amarezza perché quando lavori duro per raggiungere un obiettivo e non ci riesci subentra molta delusione. Io so però di aver dato veramente tutto, di aver curato ogni minimo particolare, quindi non posso e non devo avere alcun rimpianto. Perdere a due mesi dalle Olimpiadi la qualifica ti lascia l’amaro in bocca. E’ stato un anno molto particolare, è saltato anche il Mondiale forse anche a causa della delusione post-olimpica. Adesso ho bisogno di staccare un po’ la spina e poi ripartirò a settembre in vista dei Campionati Italiani. Sono contenta, invece, per la mia compagna Gabriella Bascelli, anche lei ha fatto grandi sacrifici e come me ha avuto dei problemi fisici. So come non è sempre facile ripartire dopo un infortunio
”.
La storia di Erika è di quelle particolari che appassionano; lo scorso anno ha rischiato di morire per un serio problema di salute e anche in quell’occasione ha lottato fino all’ultimo, costretta in un letto d’ospedale, ma con un unico pensiero in testa: quello di ritornare al più presto a praticare sport, il primo vero amore della sua vita: “Il canottaggio o si ama o si odia. E’ un qualcosa che se ti entra dentro ti rimane per sempre. Come il primo amore: non puoi scordarlo”.
Erika ha anche un’arma in più, quella degli affetti: “Ho la fortuna di avere una persona accanto che mi sostiene e mi stimola. Per un’atleta di alto livello che sta spesso fuori casa, che ha spesso momenti di stanchezza e di stress è importante avere una persona accanto che ti aiuta e ti capisce. Quando ci siamo conosciuti io e mio marito, per lui non ero un’atleta, ero semplicemente Erika. E’ stato bravo perché pur essendo catapultato d’improvviso in questo mondo ha saputo comprendere. Anche i miei cari mi sono sempre stati vicino: vengo da una famiglia di sportivi, mio fratello Angelo, ex canottiere per la C.C. Lazio, è il mio primo tifoso. Sa quando darmi una parola di incoraggiamento e quando invece essere più severo”.
Le Olimpiadi avranno per lei un sapore diverso ora: “Sicuramente guarderò le Olimpiadi con occhio diverso. Tiferò per i miei compagni e in particolare per Gabriella. Abbiamo vissuto un anno insieme e so di aver fatto comunque anche io parte di un progetto. Quando vedrò la mia categoria sentirò come un tuffo al cuore. Ma ripeto non ho rimpianti, è la legge dello sport, ho solo tanta voglia di rivincita”.
Erika è proiettata al futuro, guarda avanti, sogna già le prossime Olimpiadi ed ha un desiderio importante per la sua vita: “Vorrei avere un figlio, è da tanto tempo che ci sto pensando e credo sia quasi arrivato il momento. Certo bisogna riuscire a coniugare tutto ma…volere è potere”.
E allora prendendo a prestito un’espressione tanto cara agli amici d’oltremanica: “Fight to fly!”.

Federica Giuntella
Ufficio Stampa comitato regionale Lazio

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