Comunicato Stampa
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(ANSA) PECHINO, 31 luglio 2008 – La Cina si prepara all’invasione dei turisti stranieri per i Giochi Olimpici e cerca di istruire i cittadini sulle regole del bon ton: un vero e proprio decalogo di comportamento è stato affisso per le vie di Dongcheng, centralissimo quartiere di Pechino, dove sorge, tra l’altro, la Città Proibita. Argomenti tabù da non affrontare (mai) coi visitatori stranieri: sesso, religione e politica. : «Non chiedere mai dettagli troppo personali, nè indagare sulle origini familiari. Nessuna domanda sulle proprie ricchezze o sul budget personale a disposizione per le spese previste a Pechino», recita il pannello che detta le peculiari regole di galateo ai pechinesi, pronti ad accogliere centinaia di migliaia di turisti in occasione dei Giochi Olimpici.
«Non chiedete l’età ai vostri interlocutori. Tanto meno il loro status civile. Stessa cosa vale per le condizioni di salute, la loro vita familiare, religione, opinioni politiche e dettagli sulla vita sentimentale», prosegue l’affissione pubblica. Regole che sembrano prescindere principi, universalmente accettati, di galateo. Ne trapela, a detta di molti osservatori, una certa paranoia da parte delle autorità cinesi, nel timore di una «scambio di vedute» tra residente e visitatore su tematiche di natura politica. Iniziative come questa, tuttavia, non sono inedite. Il governo cinese, nelle ultime settimane, ha chiesto ai pechinesi di evitare di sputare a terra o, ad esempio, di scavalcare le persone in coda ad uno sportello. Lo scorso 10 luglio, inoltre, è stata messa al bando la carne di cane. La preparazione di pietanze a base di carne del miglior amico dell’uomo è stata espressamente vietata dall’Ufficio per la Sicurezza degli Alimenti, «per non urtare la sensibilità di atleti e turisti». FONTE: LA STAMPA |
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(ANSA) PECHINO, 31 luglio 2008 – La Cina si prepara all’invasione dei turisti stranieri per i Giochi Olimpici e cerca di istruire i cittadini sulle regole del bon ton: un vero e proprio decalogo di comportamento è stato affisso per le vie di Dongcheng, centralissimo quartiere di Pechino, dove sorge, tra l’altro, la Città Proibita. Argomenti tabù da non affrontare (mai) coi visitatori stranieri: sesso, religione e politica. : «Non chiedere mai dettagli troppo personali, nè indagare sulle origini familiari. Nessuna domanda sulle proprie ricchezze o sul budget personale a disposizione per le spese previste a Pechino», recita il pannello che detta le peculiari regole di galateo ai pechinesi, pronti ad accogliere centinaia di migliaia di turisti in occasione dei Giochi Olimpici.
















