News

Comunicato Stampa

venerdì 25 Luglio 2008

Comunicato Stampa

Destinazione Pechino.
Da London Ontario intervista al doppio pesi leggeri femminile

Sveglia alle 8, colazione e subito al Centro Federale del Canottaggio Canadese. Dall’hangar sputano due visi gia noti a noi del remo italiano, personaggi che hanno conquistato più volte la vetta del remo mondiale. Una presentazione veloce ed è subito amicizia. Sto parlando del doppio pesi leggeri femminile di Tracy Cameron e Melanie Kok che tra meno di 15 giorni sarà sulle acque del bacino olimpico. Un occasione impedibile, l’intervista non poteva mancare.

Mancano davvero pochi giorni all’appuntamento che tutti gli sportivi sognano dall’ inizio della carriera: le Olimpiadi. A che età avete iniziato a fare canottaggio e soprattutto come mai avete scelto questo sport?
Tracy: “ Ho iniziato a remare a 24 anni, durante il mio cammino universitario. Io sono nata e cresciuta in Nuova Scozia, una zona ricca di acqua e di laghi. Ho scelto il canottaggio perché mi dava la possibilità di stare a contatto con l’acqua e di conseguenza mi sentivo a casa”.
Melanie: “ Mi sono avvicinata allo sport del remo a 19 anni, grazie ad un amico. Lui mi parlava di questo sport in modo meraviglioso e la curiosità mi ha spinto a provare”.

Mi pare di capire che avete iniziato la vostra avventura remiera in tarda età, in Italia il Canottaggio è uno sport anche e soprattutto per i giovani. Qual è l’età migliore per iniziare a remare nel vostro Paese?
In Canada lo sport del remo non viene visto come sport dei giovanissimi. Le competizioni iniziano a 16 anni come anche l’attività. Io penso che possa essere anche una cosa positiva, iniziare da piccoli può far svanire la passione senza nemmeno arrivare nelle categorie superiori; quelle categorie dove il canottaggio permette di vivere le esperienze più grandi e più importanti quali, ad esempio, le Olimpiadi”.

La nostra barca propedeutica è il 7.20, un singolo in miniatura. A 16 anni però questa barca non è sicuramente adatta, come avviene l’approccio con le imbarcazione?
In genere si utilizzano barche multiple perché danno la possibilità di integrarsi nel gruppo e allo stesso tempo permettono di apprendere i fondamentali della tecnica di voga in modo rapido e veloce. Gli armi più utilizzati sono quattro di coppia e otto, così facendo si imparano inoltre le due vogate: punta e coppia”.

Volendo però entrare nel vivo dell’ Olimpiade, quali sono i vostri equipaggi favoriti?
Le ragazze dopo una risata sincera hanno aperto il coperchio del pentolone e dato delle buone informazioni. “Noi crediamo molto nell’otto femminile, è un ottimo equipaggio e nell’ultimo periodo sta andando davvero bene. Anche l’otto maschile potrebbe riservare sorprese. Un altro equipaggio sul quale saremmo pronte a scommettere è il due senza senior maschile, loro vanno davvero forte. In loro crediamo molto, in allenamento hanno dimostrato più volte di valere e speriamo che facciano altrettanto a Pechino”.

E per voi invece cosa vi aspettate?
Non possiamo negare che sogniamo l’oro olimpico anche se Australia e Cina sono equipaggi molto competitivi. Hanno dimostrato talento anche nelle prove di Coppa del Mondo e quindi sarà certamente una bella lotta. La seconda cosa che desideriamo però è una bella vacanza, dopo tanto allenamento la vacanza è obbligatoria”.

Luca Broggini

(Cliccare sull’immagine per ingrandirla)