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Comunicato Stampa

sabato 12 Luglio 2008

Comunicato Stampa

CAMPIONATI DEL MONDO UNDER 23
INTERVISTA A SERGIO MARRUCCI

A conclusione del giro di presentazione della squadra under 23, abbiano raggiunto telefonicamente anche il toscano Sergio Marrucci, responsabile delle donne, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla compagine femminile.

Allora Marrucci, siamo alla vigilia del mondiale, come stanno le nostre ragazze?
Sono nella condizione migliore per affrontare un grande impegno come il mondiale under 23. Si sono preparate con giusto cipiglio e quindi sapranno farsi valere. Questa, in estrema sintesi, è stata l’evoluzione del raduno. Forse non tutte raggiungeranno il miglior risultato possibile, ma quantomeno dimostreranno al Direttore Tecnico di aver fatto bene a dar loro la fiducia.

Lo scorso anno le donne hanno vinto un oro ed un argento, quest’anno si punta a confermare o a migliorare?
Sarebbe un gran bel risultato già confermare. Per me sarebbe un successo e credo che questo sia nelle nostre possibilità.  

Ci fa un pronostico? Qual è la barca, o le barche, che ha più possibilità di podio?
Tenendo in considerazione quello che ho visto durante il raduno mi sento di dire che il quattro senza potrebbe salire sul podio. Anche il doppio PL non è male e quindi ha buone possibilità. Il quattro di coppia negli ultimi giorni di raduno ha fatto passi da gigante e quindi vedremo come si comporterà in gara. Con una buona dose d’ottimismo credo che la finale sia alla portata di tutti gli equipaggi. Una volta in finale il podio si conquista palata su palata. Vedremo cosa accadrà.

Nell’allenare le donne, quali sono i problemi che riscontra?
Questa è una bella domanda alla quale rispondo volentieri. Le donne secondo me hanno più bisogno dei maschi di avere un supporto morale, sentirsi seguite e importanti all’interno della squadra in maniera da non farle sentire mai come “ruota di scorta”. Spesso notiamo chiaramente che hanno bisogno di un conforto e noi dobbiamo essere pronti a recepire queste sensazioni che loro ci trasmettono in mille modi. Insomma hanno bisogno di sentirsi considerate per esprimersi al meglio delle loro qualità e possibilità. In questo gruppo siamo riusciti ad instaurare con loro questo rapporto che ci ha permesso di lavorare nel migliore dei modi.

Secondo lei l’Italia, in futuro, potrà avere un otto di donne da presentare ad un mondiale?
Penso di sì perché se si guarda già oggi al gruppo junior vediamo che in prospettiva vi sono delle ragazze in grado d’essere protagoniste anche nelle categorie superiori. In Italia, inoltre, c’è un discreto movimento di ragazze ed a Ravenna, durante il campionato ragazzi, ho notato che c’erano molte singoliste e quindi se si vuole imbastire una nazionale femminile basta lavorare su di loro senza trascurare questa base di under 23 che è già pronta. Preparare un otto quest’anno sarebbe stato impossibile perché le donne erano poche e quindi abbiamo pensato a preparare altre barche, ma nel quadriennio prossimo bisogna veramente puntare sul settore femminile, poiché vi sono i presupposti per avere una nazionale agguerrita.

Lei ritiene che i raduni femminili andrebbero divisi o va bene così come è ora
Sono convinto che la Federazione dovrebbe prevedere la formazione di una nazionale distinta dai maschi con raduni a parte in maniera da poter seguire il movimento femminile nel migliore dei modi come avviene negli altri Paesi. L’Italia già da qualche anno ha le carte in regola per poterlo fare.


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