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Comunicato Stampa

martedì 22 Aprile 2008

Comunicato Stampa

LAURA SCHIAVONE FRA LIBRI E REMI. ED UN SOGNO A CINQUE CERCHI

di Augusto Martellini

PAVIA, 22 aprile 2008 – Da Salerno a Pavia, usando come veicolo una barca a remi, di quelle per il canottaggio, e di alta competizione. Motivo? Restare con i piedi ben piantati e pensare al domani. In parole povere: va bene lo sport, ma senza perdere di vista il dopo che, rapportato all’oggi, significa, studiare ed allenarsi. Questa la sintesi della carriera di una 21enne azzurra che si candida protagonista ai prossimi Giochi Olimpici di Pechino, tale Laura Schiavone, natìa di Napoli ma da sempre residente a Salerno. Rema da quando aveva 10 anni, è tesserata per il Circolo Canottieri Irno, seguita con occhio attento da Rosario Pappalardo, e fa parte del College Remiero di Pavia, dove convenzionalmente si studia e si fa sport ad alto livello.
Lauretta ha già in carniere parecchi titoli italiani, due argenti iridati junior (2003 e 2004) e da tre anni è la partner in doppio di Elisabetta Sancassani (foto sotto), con la quale ha ottenuto i risultati più importanti della sua carriera sportiva (tra cui spiccano un titolo Mondiale U23 nel 2005 sul Bosbaan ad Amsterdam ed un bronzo a Lucerna nel 2007) l’ultimo dei quali è la qualifica del doppio senior femminile azzurro per i prossimi Giochi. Andiamo, però, a conoscere meglio il personaggio e le qualità umane di una bella, simpatica e brava ragazza del Sud che non ha nulla da invidiare a nessuno.

– Quali sono i suoi interessi extra sportivi?
“Musica, cinema, nuoto e libri, ma non ho molto tempo da dedicarvi”.
– Ricorda il suo primo allenatore?
“Francesco Alvino, cui mi sento ancora legata”.
– Ci descriva il primo approccio alla voga in un contesto come quello della sua città.
“Ho iniziato a fare canottaggio perché, sembra strano a dirsi adesso, da piccola avevo le spalle poco larghe. Ai Canottieri c’era un gruppo numeroso di bambini ed era sempre un piacere andare a fare allenamento. Ci allenavamo a mare e spesso era dura: c’erano vento e onde, ma ne traevamo vantaggio durante le gare. Il porto è il posto che amo di più, credo di aver trascorso più tempo lì che a casa ed ogni volta che torno a Salerno adoro andare a sentire l’odore del mare, del pesce e il parlare dei pescatori”.
– Al Sud come vedevano una donna che praticava uno sport considerato (a torto) sino a pochi anni fa prettamente maschile?
“Sinceramente non ho mai avuto alcun problema, anzi le persone erano incuriosite dalla mia passione. Spesso mi ponevano la domanda: “Ma non diventerai troppo grossa perdendo femminilità?”. Io sorridevo pensando che, in realtà, di muscoli ne avevo ben pochi da far vedere e che ne avrei voluti di più per andar più forte in barca”.
– Lei è andata a Pavia per studiare e laurearsi in…
“Ingegneria civile”.
– Si trova bene? O è un grosso sacrificio vivere lontano da casa?
“E’ sempre brutto dover star lontano dalla famiglia, mi mancano molto i nonni che vedo veramente di rado, gli amici e il mare… (piccolo attacco di nostalgia! ndr). Mamma e papà per fortuna li vedo spesso perché cercano di essere presenti a tutte le gare. A Pavia però mi trovo molto bene perché è il luogo ideale per studiare e allenarsi nello stesso tempo. E si sa che per ottenere buoni risultati qualche sacrificio bisogna pur farlo…”.
– Il suo rapporto con il cibo?
“Domanda di riserva? Adoro letteralmente mangiare ma purtroppo non ho un metabolismo veloce e devo stare perennemente a dieta. Le mie rotondità sono la disperazione dei miei allenatori”.
– Le manca qualche buon piatto di mamma?
“Certo, perché anche mamma è del parere che dovrei essere un po’ più filiforme e solo di rado cucina i piatti (un po’ più pesanti) che mi piacciono tanto. In particolare adoro la sua pasta e vongole, la pasta con le zucchine e la mozzarella e, come dolci, la cassata e la pastiera davvero super! Ahhh, e anche la frittata di maccheroni, che faceva sempre per tutto il gruppo quando andavamo a fare le gare da ragazzi e junior: era il nostro portafortuna”.
– Lei è impegnata nello sport ad alto livello, quanto le costa non poter vivere come tutti i giovani della sua età?
“Adoro fare canottaggio e mi porta via molto tempo ma non mi sento molto diversa dai miei coetanei. Più che altro cerco di sfruttare ogni minuto della giornata per fare quello che devo fare, riservarmi ogni tanto momenti di svago e divertimento”.
– Frequenta qualche discoteca o qualche compagno in particolare?
“I ragazzi del college remiero di Pavia sono i miei compagni di vita: con loro mi alleno, mangio, studio e mi diverto tantissimo”.
– Sacrifici nei raduni e… traguardi fissati?
“Cercare di dare sempre il massimo, di arrivare esaurita alla fine di ogni allenamento, di aumentare la mia soglia di sopportazione della stanchezza, ma soprattutto cercare di remare un po’ meglio imparando a non anticipare troppo Betta”.
– Un giudizio sul CT Andrea Coppola?
“Fino ad ora è riuscito a destreggiarsi molto bene nelle varie situazioni che si sono presentate. Per mio costume non mi chiedo mai il perché delle scelte di un DT perché sono un’atleta e sono abituata ad aver fiducia in chi mi guida. Spero che continui a lavorare senza lasciarsi condizionare dai giudizi che potranno dare su di lui: avere un direttore sereno e sicuro di sé è importante per tutta la squadra. L’allenamento che stiamo facendo sta dando i suoi frutti, stiamo crescendo fisicamente, tecnicamente e psicologicamente”.
– Che cosa non rifarebbe nella vita o nello sport?
“Nel 2006 ho trascurato un po’ lo studio ed adesso sto recuperando alcuni esami. Ho imparato che, per sentirmi completa e soddisfatta di me, avere buoni risultati anche all’Università è importantissimo”.
– Che cosa la fa arrabbiare di più?
“I bugiardi e le ingiustizie”.
– Film, musica e libro prediletto?
“Mi piace molto l’hip hop e Michael Jackson ma la mia canzone preferita è “Paradise” degli Stratovarius. Guardo spesso commedie, piango sempre quando vedo l’“Attimo Fuggente” e le “Pagine della nostra vita”, adoro la “Spada nella Roccia” della Disney. Leggo, anzi sarebbe più esatto dire, leggevo tantissimo, adesso non ho più molto tempo perché preferisco studiare, e mi piacciono diversi generi di lettura. Non ho un libro preferito, ma mi piace molto rileggere i libri che mi hanno trasmesso qualcosa in particolare”.
– Non voglio assolutamente metterla in imbarazzo con il problema Tibet, di cui oggi parlano, spesso a sproposito, in tanti; ma se la sente di dirmi la sua su un argomento delicatissimo come il sesso nel mondo remiero? Ossia, crede che, in uno sport per duri come il canottaggio, sia possibile che qualcuno abbia rapporti prima di una qualsiasi gara o addirittura di un evento rilevante come Mondiali ed Olimpiadi?
“Credo sia una domanda davvero molto particolare. Sinceramente penso che ognuno possa fare quello che vuole. Siamo dei professionisti e la cosa più importante è arrivare al meglio in gara. Personalmente credo che la cosa migliore sia concentrarsi molto e passare il proprio tempo con il resto dell’equipaggio per rafforzare i rapporti e vivere insieme la tensione pre-gara”.
– È scaramantica? Fino a che punto?
“Da piccola avevo i vestiti da gara ed i rituali pre-gara. Adesso sto cercando di smettere”.

Ma sorride divertita. Forse è un piccolo segreto da custodire in proprio, che ovviamente rispettiamo. In fin dei conti, quello che valgono sono i risultati. Una finale olimpica già di per sé sarebbe un ottimo risultato, poi…


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