Comunicato Stampa
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Nella foto: Olimpia 2 Novembre 1954, la sacerdotessa consegna la torcia Olimpica della XVI Olimpiade al primo tedoforo. Perché il fuoco? La tregua Olimpica Itinerario della staffetta che trasporta la Fiamma Percorsi tematici: alcuni esempi significativi Il percorso della pace – Londra 1948 Il viaggio nel Nuovo Mondo – Città del Messico 1968 Il viaggio orientale – Seoul 1988 Sino all’Australia e la Nuova Zelanda – Sydney 2000 Originalità nei modi di trasporto La fiamma nella neve – Oslo 1952 La fiamma nell’aria, attraverso l’aria sino allo spazio La fiaccola ha cavalcato a dorso di cavalli, pony – Atlanta 1996 e cammelli – Sydney 2000. La fiamma nel Far West Nella foto sopra: il passaggio della torcia a Piediluco prima dei Giochi di Torino 2006 |
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Durante i Giochi Olimpici che si svolsero ad Amsterdam nel 1928 fu acceso un fuoco nella torre dello stadio ma non fu organizzato nessuno spostamento della torcia. I Giochi Olimpici estivi di Berlino furono testimoni del primo vero viaggio della torcia Olimpica dei Giochi moderni. Il professore di storia Carl Diem, Segretario Generale del Comitato Organizzatore dei Giochi di Berlino, propose che il viaggio della torcia Olimpica entrasse a far parte del programma delle Olimpiadi. Non pochi i problemi di ordine pratico, a partire dal luogo, Olimpia, al quale era difficile accedere sino al mantenimento della fiamma all’interno della torcia, per non parlare dell’organizzazione dei vari trasferimenti. La fiamma fu accesa ad Olimpia, iniziò il suo primo viaggio attraverso la Grecia e da qui fu trasportata sino a Berlino (nella foto, un tedoforo a Berlino 1936). L’accensione della fiamma nel braciere posizionato all’interno dello stadio Olimpico divenne il punto focale della cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici del 1936.
In un tempo prestabilito prima dell’inizio degli Antichi Giochi Olimpici alcuni messaggeri con in testa corone di olivo partivano da Elide e davano l’annuncio dell’esatta data dell’inizio dei Giochi. Invitavano così tutti i cittadini a recarsi ad Olimpia e veniva proclamata la sacra tregua che obbligava la cessazione di tutti i combattimenti ad un mese esatto dall’inizio dei Giochi e per tutta la loro durata. In questo modo sia gli atleti che gli spettatori potevano recarsi senza paura ad Olimpia.
L’antico percorso – Roma 1960
Il viaggio ebbe un doppio scopo: porre l’Australia al centro dell’Oceania e promuovere la cultura delle varie etnie che di questo continente fanno parte. L’inizio del viaggio della fiamma in terra d’Australia fu scelto nel “red centre di Uluru (Ayer’s Rock)”, luogo sacro per le popolazioni aborigene, e sempre aborigeno fu il primo tedoforo australiano, l’atleta Nova Peris-Kneebone, campione di Hockey su prato. Impressionante l’entusiasmo della folla lungo tutto il percorso coperto dalla fiaccola calcolato in un milione di persone al suo arrivo a Sydney. Suggestiva l’accensione del braciere da parte dell’ultima tedofora, Cathy Freeman (nella foto), anche lei di origine aborigena, che praticamente “camminò sull’acqua”.

















