Comunicato Stampa
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Un centinaio di anni fa, forse più, una sfida “match race” a remi era un evento considerato tra i più importanti. La competizione è tornata ai fasti di un tempo grazie alla sfida che si è svolta due giorni fa a Wanganui, Nuova Zelanda in occasione del Billy Webb Centennial sculling challenge , ed è stato subito chiaro perché le gare a remi “ nei vecchi tempi” doveva rappresentare qualcosa di davvero speciale.
In migliaia si sono presentati per assistere al fine settimana dedicato al canottaggio che si è svolto in occasione della Jury Cup, con lo scontro tra i giganti – il campione Olimpico Olaf Tufte, il tre volte campione del mondo, Mahé Drysdale e lo sfidante Hamish Bond che si era guadagnato il diritto di misurarsi con i due in grazie alla vittoria ottenuta nella sfida di venerdì, 5 dicembre che lo ha visto imporsi su Nathan Cohen. Hamish Bond è membro dell’equipaggio che nel 2007 si è laureato campione del mondo in quattro senza. Fin dalle prime battute di gara, seguite costantemente da un elicottero, sembrava che persino Webb in persona – figlio prediletto di Wanganui e “asso” nelle match race di altri tempi, dall’alto sorridesse dando la sua approvazione. I tre sculler hanno attuato una partenza veloce e sin da subito Tufte ha messo in chiaro che non era venuto in Nuova Zelanda per trascorrere una vacanza con il caro amico Drysdale. “ E’ partito come se si trattasse di una gara di 2000 metri,” ha commentato la medaglia di bronzo olimpica 2008. “Si sa che in gare di questo genere nessuno vuole rimanere dietro e io mi sono trovato dietro praticamente sin dalla partenza.” I tre guerrieri si sono dati battaglia nei primi 1000 metri con Tufte che manteneva quasi una lunghezza di vantaggio su Drysdale e Bond che con un ritmo più basso, rimaneva indietro incapace di recuperare la distanza che lo separava dagli altri due. L’amicizia che Drysdale e Tufte hanno dimostrato fuori dall’acqua nell’organizzare questa gara è innegabile, ma in acqua la rivalità è stata accanita e Tufte non era certo tranquillo del suo magro vantaggio, come lui stesso ha commentato a fine gara: “I primi due chilometri sono stati buoni, ma poi vedevo il colosso avvicinarsi e sembrava che volesse mangiarmi.” Lungo le insidie del percorso di gara che ha visto tratti in linea alternarsi a curve i due si sono dati battaglia vera e propria nei due ultimi terzi di gara. In più di una occasione è sembrato che la leggendaria “grossa spinta” di Drysdale fosse in grado di farlo scivolare davanti al norvegese ma Tufte è stato bravo a respingere ogni suo attacco. Quando ormai mancavano 500 metri al traguardo, i due si sono presentati all’ultima curva con Mahé che ha lanciato un ultimo attacco che ha letteralmente fatto tremare il commentatore d’eccezione di questa sfida, Dick Tonks allenatore capo della nazionale neozelandese. Sfortunatamente per gli spettatori che avevano puntato su una vittoria del beniamino di casa, lo sforzo di Mahé non è bastato e all’ultimo ponte erano tre le lunghezze che lo separavano dal trionfatore Tufte che tagliava il traguardo tra uno scroscio di applausi. Tufte non si è goduto solo la vittoria ma anche il premio di 5000 dollari, una ricompensa unica nell’era del canottaggio moderno. Bond è giunto in ritardo rispetto ai due giganti della remata di coppia, ma disputando la finale ha dimostrato di essersi mantenuto in forma dopo i recenti Giochi Olimpici e di voler essere tra i protagonisti del programma di canottaggio della Nuova Zelanda per l’anno 2009 e oltre. I grandi vincitori del giorno, in ogni caso, sono stati gli spettatori e gli organizzatori della gara. I primi hanno potuto assistere ad un grande show di campioni dalla classe indiscussa ed hanno potuto farsi un’idea di quella che è la grande storia del canottaggio; i secondi, grazie ad un team professionale che ha curato ogni singolo dettaglio, ha prodotto un evento superbo apprezzato da tutti e che tutti sperano entri a far parte ufficialmente del calendario remiero. Fonte: Rowing NewZealand |
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