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Comunicato Stampa

mercoledì 23 Gennaio 2008

Comunicato Stampa

MATTEO STEFANINI: “LA FINE DI UN INCUBO. E ORA IL MIO SOGNO E’ PECHINO

di Claudio Tranquilli

Matteo StefaniniEsistono un’infinità d’atleti nei vari sport più o meno forti e determinati, più o meno sensibili e facilmente influenzabili da eventi esterni o situazioni impreviste. Tutti elementi che possono identificare, in negativo o in positivo, la vita di un uomo tanto da farlo diventare un grande campione o addirittura negargli la possibilità di provare ad esserlo. Questo accade anche nel canottaggio, uno sport che non regala nulla a nessuno, e chi ha la fortuna di arrivare ad essere un campione lo diventa solo perché ha lottato per esserlo. Uno tra questi campioni, che ci ha abituato a grandi prestazioni, è Matteo Stefanini, un coriaceo e affabile toscano che ha rischiato di dover appendere il remo al chiodo, per un’improvvisa tachicardia, proprio mentre vedeva all’orizzonte la possibilità di partecipare alla sua seconda Olimpiade (nel 2004 ad Atene Matteo si piazzò al 14° posto in singolo).
Abbiamo detto ha rischiato poiché oggi Stefanini può tirare un grande sospiro di sollievo perché il suo problema è stato magistralmente risolto dai medici cui si è rivolto. Oggi è lui stesso a raccontarci quello che ha provato nei momenti interminabili con cui ha convissuto con un problema non cercato e che gli poteva cambiare veramente la vita.
“Il 22 maggio dello scorso anno, quando mi hanno fermato per un mese e mezzo per tachicardia, mi è crollato il mondo addosso. Mi sentivo come un leone in gabbia. Solo una settimana prima ero sul quattro di coppia, la barca girava bene e stavo preparando la partecipazione alla coppa del mondo. Lo stop improvviso stava vanificando i miei piani tanto da dover rinunciare anche alla gara delle Repubbliche Marinare sul Galeone di Pisa”.
Una persona normale poteva essere assalita dallo sconforto e accettare il fato ma per Matteo questa eventualità era inaccettabile e, insieme alla sua famiglia – la madre Manola Marinai tra l’altro è Giudice Internazionale ed ex azzurra –, ha iniziato subito a lottare. Stefanini e Gattinoni“In luglio ho saputo ufficialmente dai medici federali che era a rischio la mia idoneità necessaria per proseguire l’attività agonistica a qualsiasi livello. In sostanza dovevo smettere di remare e quindi con la concreta possibilità di dover prendere medicinali a vita. Non era questo che volevo per me. A 23 anni non potevo pensare di dover essere legato a dei medicinali per fare almeno una vita normale. Messo da parte l’obiettivo mondiali mi sono dedicato solo a pensare come poter risolvere il problema che mi era capitato e che stava sconvolgendo la mia vita e la tranquillità familiare. Ero in un tunnel cieco in cui non potevo fare nulla se non fidarmi dei medici che mi stavano  curando e cercare una via d’uscita il prima possibile. Avevo il conforto di  mia madre che mi seguiva ma ero sicuro, e vivevo in questa convinzione, che tutto si sarebbe risolto. Tra l’altro ritenevo assurdo, ed ora posso dire a ragione, che io non  potevo più rimettere piede in barca”.
Matteo tra un consulto e l’altro, nella sua convinzione che tutto si sarebbe risolto per il meglio, dopo i primi due mesi di stop ha iniziato nuovamente a fare qualcosa più che altro per rimanere in forma fino ad arrivare verso la fine del 2007. “A novembre mi è stato comunicato che v’erano delle speranze di guarigione. Il Stefanini con Smerghettoprofessor Spataro, in accordo con il dottor Califano, che ringrazio particolarmente per avermi seguito passo passo in questa spiacevole avventura, mi invia presso l’Ospedale di Careggi dove incontro il dottor Coltella, il quale mi spiega la sua teoria e mi indica la soluzione con cui potrebbe essere risolto definitivamente il mio problema. Una notizia che ha fatto scaturire in me l’effetto improvviso di una rinascita sia fisica che mentale. Mi sono sottoposto, di buon grado, a tutto quello che, di volta in volta, mi veniva proposto di fare. Il 21 dicembre, dopo le prove da sforzo, mi viene comunicato di essere ritornato quello di prima. Un dono natalizio arrivato prima del previsto ma che io sentivo interiormente di dover ricevere.
Matteo Stefanini, felice di aver risolto definitivamente l’imprevisto problema al cuore, si abbandona alla tranquillità dei festeggiamenti natalizi, insieme alla sua famiglia, e saluta il nuovo anno in maniera più che positiva: “Durante le feste natalizie sono convocato per l’11 gennaio presso il Centro di Medicina Sportiva dell’Acqua Acetosa. Non vedevo l’ora e la mattina dell’11 mi sono presentato a Roma puntuale per sottopormi con fiducia alle varie visite valutative al termine delle quali, il professor Spataro mi ha dato nuovamente l’idoneità agonistica che mi ha permesso di partecipare al primo raduno del nuovo anno”.


Matteo StefaniniUna storia con lieto fine che rimette Matteo Stefanini in lizza per lottare per un posto nella squadra olimpica e, visto il risultato del raduno, anche con obiettivi concreti. “Rientrare in squadra mi ha fatto, però, un effetto strano, era come se mi trovassi a vivere i primi raduni. Ero teso sia nei test che nelle prove in barca ma tutto è andato lo stesso discretamente. Ora posso affermare che il mio obiettivo è nuovamente quello olimpico però non posso concedermi nessun errore poiché devo necessariamente lottare per entrare prima possibile nella squadra olimpica”.  Stefanini, da uomo concreto, però non si lascia prendere dai facili entusiasmi arrivati dai positivi test fatti a Piediluco: “Devo ancora  lavorare molto ma questo raduno mi ha dato la forza di sperare e, come ogni sportivo di qualsiasi disciplina olimpica che lavora e sogna di partecipare alle Olimpiadi, di tentare la partecipazione ai Giochi di Pechino. Non posso negarlo, questo è il mio sogno che spero di riuscire concretizzare e, anche se sono consapevole di avere davanti un obiettivo ambizioso e difficile, di farlo da protagonista”. 

Nelle immagini: Matteo Stefanini; in barca con Federico Gattinoni; in coppia con Jean Smerghetto; Stefanini alla partenza di una gara.

MIGLIORI RISULTATI DI MATTEO STEFANINI
Giochi Olimpici:                               
(2004)     18° singolo

Giochi del Mediterraneo:                               
(2005)     1° doppio

Campionati Mondiali Assoluti:                         
(2006)     4° quattro di coppia

Campionati Mondiali Under 23:                     
(2003)     1° doppio
(2005)     1° doppio

Campionati Mondiali Junior:                         
(2002)     1° quattro di coppia

Titoli Italiani Assoluti:
(2005)     indoor rowing
(2005)     doppio

Titoli Italiani  Under 23     
(2003)     singolo
(2005)     doppio e quattro di coppia

 


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