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Ciao Bruno! Che la terra ti sia lieve

domenica 15 Febbraio 2026

Ciao Bruno! Che la terra ti sia lieve

E’ venuto a mancare oggi Bruno Cipolla, il mitico timoniere che con Primo Baran e Renzo Sambo, vinse sul 2 con l’oro agli Europei nel 1967 e sul bacino di Xochimilco, i Giochi Olimpici di Città del Messico nel 1968.  Cipolla, classe 1952, un oro a 5 Cerchi a 15 anni e mezzo (“Sono il più giovane medagliato italiano nella storia delle Olimpiadi e tuttora uno dei dieci più giovani ad aver vinto un oro olimpico” amava ricordare con fierezza), era psicologo dello sport anche con atleti e squadre di altissimo livello, ed in questi ultimi anni, si divertiva a fare da timoniere alle gare master come anche a quelle universitarie.

Che la terra ti sia lieve Bruno!

Il Vicepresidente federale Fabrizio Quaglino, a nome della segreteria, dell’area tecnica e di tutti i dipendenti federali, si stringe attorno alla famiglia di Bruno Cipolla ed esprime il cordoglio a nome di tutta la Federazione Italiana Canottaggio per questa gravissima perdita del nostro amato campione olimpico.

La cerimonia laica per Bruno Cipolla si terrà giovedì 19 alle ore 11 presso il DLF a Treviso mentre dalle 10 alle 10:45 ci sarà la camera ardente vicino all’ospedale ca Foncello.

Bruno Cipolla, non solo una vita, ma un romanzo in barca

Il due con azzurro Baransambotimonierecipolla, ormai una filastrocca per il canottaggio italiano da quando nel lontano 1968 vinse l’oro ai Giochi Olimpici di Città del Messico, perde il suo timoniere. Bruno Cipolla, classe 1952, si è spento oggi a 73 anni. Nativo di Cuneo, Bruno con la famiglia viveva a Treviso, ed è lì che a 13 anni un amico di calcio della parrocchia lo porta alla Canottieri Sile, perché al suo equipaggio manca un timoniere. Inizia così, quasi per caso, la mitologica carriera di Bruno Cipolla nel canottaggio. I primi passi sono per puro divertimento. Poi nel 1967 il due con di Primo Baran e Renzo Sambo, della vicina DLF Treviso, dopo il bronzo ai Mondiali dell’anno precedente è alla ricerca di un nuovo timoniere, perchè Enrico Pietropolli ha preso troppo peso dopo la medaglia iridata vinta in Slovenia e non tornerà in peso in tempo per le gare della nuova stagione. A nemmeno 15 anni Bruno, timoniere per diletto sul Sile, viene preso sotto l’ala di Primo e Renzo, che gli insegnano tutto, con le buone maniere ma con grande fermezza. Arrivano le prime esperienze internazionali, come le gare a Lucerna e i Giochi Panamericani a Winnipeg, in Canada, in un periodo storico dove equipaggi stranieri potevano gareggiare anche in manifestazioni riservate alle nazioni di un altro singolo continente, per misurarsi prima di Mondiali e Olimpiadi. Arriva anche il titolo europeo, sul lago francese di Allier, a Vichy, davanti a Germania Est e Cecoslovacchia, staccatissime.

L’anno dopo Cipolla e compagni all’Olimpiade messicana vivono il loro sogno. Al Villaggio Olimpico, Bruno mangia di fianco a campioni dell’atletica leggera quali Bob Beamon e Viktor Sanayev, e allo stesso tempo passa del tempo con altri suoi compagni di azzurro di altre specialità, come il tuffatore Klaus DiBiasi e l’ostacolista Eddy Ottoz. A 15 anni e 9 mesi, è la mascotte del gruppo, e con Baran e Sambo domina la finale vincendo l’oro olimpico. Secondo Sports Illustrated, è ancora tra i 10 medagliati olimpici più giovani nella storia a cinque cerchi. Un successo sudato all’inizio – Cipolla non arrivava a 50 chili, e allora per evitare la zavorra bevve un litro e mezzo d’acqua prima del peso, poi smaltito con una lunga corsa a perdifiato – e alla fine, dal momento che per risultare sempre 50 chili alla pesa post-gara, iniziò a bagnarsi pesantemente la canotta di lana dopo l’arrivo, così da appesantirla per arrivare al peso minimo necessario. Sul podio, Baran e Sambo piangono a dirotto. Bruno Cipolla invece ride, forte dell’inconsapevolezza dei suoi 15 anni e poco più. Certo, essere campione olimpico così giovane purtroppo comporta anche dei dazi da pagare. Il premio del CONI per il timoniere non era previsto, e quindi niente soldi. Non aveva la patente, e dunque anziché la FIAT 500 ricevette un motorino.

Ricevuto con gli ori olimpici nel dicembre del 1968 al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, non essendo maggiorenne non potè godere della nomina a Commendatore al Merito della Repubblica Italiana, e così tornò a Treviso da Roma con un orologio con incisa la firma di Saragat e la promessa che l’onoreficenza gli sarebbe stata conferita al compimento dei 18 anni (per la cronaca, grazie all’interessamento dell’allora Presidente del CONI Giovanni Malagò, il conferimento avvenne solo nel 2014, 46 anni dopo). Dopo i successi in barca, Cipolla studia Psicologia dello Sport, e lavora nella veste di psicologo sportivo con gli azzurri del remo tra il 1975 e il 1980, per poi andare negli staff di importanti squadre della sua città, Treviso, come la Benetton Basket e la Sisley Volley, con lo stesso ruolo, negli anni ’90. Poi negli anni 2000, Bruno torna al timone, soprattutto per le gare Master, con Ospedalieri Treviso, Querini, Lazio e Firenze, e persino in quelle Universitarie, con il CUS Milano e la Canottieri San Cristoforo. Sono loro a riportarlo per caso alle gare, nel 2014. Torna a mietere successi, a vincere anche con i Master. Negli ultimi anni, con il gruppo dell’Ospedalieri Treviso, partecipa alle regate del progetto federale Sport Terapia Integrata. Al timone, mentre gli altri compagni di barca, remando firmano la propria rinascita. Questo era Bruno Cipolla. Dalle Olimpiadi ai progetti federali, passando per le gare Master e con i giovanissimi, sempre con impegno ed entusiasmo, dall’essere il più giovane a servire i giovani. Scendendo in acqua sempre come fosse una finale olimpica.