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Chiesa gremita a Somana per l’ultimo saluto a Eros Goretti

venerdì 19 Giugno 2026

Chiesa gremita a Somana per l’ultimo saluto a Eros Goretti

Tanti messaggi di cordoglio. E di congedo. Uno fra i tanti glielo indirizzano Arianna, Giusy e Arnaldo. Vi si legge: “Ciao, guerriero! Sappi che sei e sarai sempre nei nostri cuori”. A Mandello Lario è il giorno dell’ultimo saluto a Eros Goretti, uno dei simboli del canottaggio italiano, prima come atleta poi nel ruolo di allenatore. Caparbio e vincente, proprio come era lui.

E’ il giorno del funerale, celebrato questa mattina nella chiesa parrocchiale di Sant’Abbondio a Somana. Appena sotto l’altare la bara con le spoglie dell’ex campione del remo, poco distanti i labari della Federazione Italiana Canottaggio (rappresentata dal Vicepresidente Fabrizio Quaglino), della sezione di Lecco dell’Associazione nazionale atleti olimpici e azzurri d’Italia e della Canottieri Lario. E il gagliardetto listato a lutto della Canottieri Moto Guzzi, la società in cui Eros è cresciuto sportivamente e a cui tanto ha dato. 

E’ padre Sandro Lafranconi a celebrare le esequie. Ed è lui a introdurre il rito con una efficace invocazione a Dio: “Dona a Eros la medaglia della gioia infinita accanto a te”. E all’omelìa il sacerdote premette: “La vita non si conclude con la morte perché quello che la Chiesa chiama Pasqua altro non è se non la vita che si trasforma e che dunque continua”.

Poi i riferimenti alla brillante carriera sportiva di Goretti. “Eros all’Italia del canottaggio ha dato molto – dice – e ha dato al nostro Paese la possibilità di vincere tante medaglie. Ora ci lascia un’eredità preziosa e i suoi tesori, i giovani che lui ha cresciuto e ai quali ha trasmesso valori autentici che rimarranno nel tempo”.

“Lo sport in generale e il canottaggio in particolare sono autentiche scuole di vita
– aggiunge padre Sandro – e allora Eros aiuti noi a diventare esempio per le generazioni a venire”.

L’ultimo grazie a Goretti è per la sua tenacia e per la sua forza, prima della preghiera del canottiere letta da Andrea Panizza, campione mondiale e vicecampione olimpico, e del commosso saluto della figlia al padre. “Papà – dice Valentina – mi ha insegnato che l’unico modo per voler bene a qualcuno è stargli vicino. E adesso a chi mi chiede dov’è papà io rispondo che è andato a fare un giro in moto”.

Poi, in piazza monsignor Clemente Gaddi, l’ultimo abbraccio. A Marina, a Valentina e a Martino dal mondo del canottaggio, che da oggi è un po’ più solo.

Fonte Claudio  Bottagisi