Posso dire, nel mio caso, che esiste un prima e un dopo. Ho iniziato a remare al Saturnia nel 1995, ho vinto diversi titoli italiani e fatto parte della Nazionale ai Mondiali Assoluti, Under 23 e Universitari. Sono rientrato a Trieste, dopo aver conseguito il dottorato all’Università di Colima in Messico e poi svolto il ruolo docente nella città dell’America Latina. Sono stato vittima di uno scontro frontale in moto, dal quale sono uscito con un trauma importante, perdendo due muscoli ed un nervo del piede. Dopo l’incidente ero molto giù di corda, e fu allora che D’Ambrosi (consigliere nazionale FIC n.d.r.), mi propose di provare a classificarmi per gareggiare nel pararowing, cosa che successe a marzo, rientrando nella categoria PR3, quella con le disabilità più leggere. Fare le gare Pararowing è molto più difficile. Cerco di portare, dall’esperienza normo, la sensibilità in barca, lo spirito di sacrificio e la serietà negli allenamenti. Il Canottaggio è perseveranza e passione. Non mi sono fermato dopo l’incidente in moto e non potevo farlo dopo la scomparsa di mia moglie Veronica, che in ogni allenamento o gara sento vicina a me Bisogna continuare, rialzarsi e andare sempre avanti. Lo sport mi ha aiutato ed è quanto cerco di trasmettere anche ai miei studenti.
Marco Frank
Marco Frank

















