“Generazione Canottaggio” – Sport Club Renese: ottant’anni di passione al servizio dei giovani
“Generazione Canottaggio” – Sport Club Renese: ottant’anni di passione al servizio dei giovani

Il viaggio di “Generazione Canottaggio” trova terreno fertile allo Sport Club Renese grazie, anche e soprattutto, alla complicità del presidente, Maurizio Mugnani. Dalle loro parti, il progetto con le scuole è, prima di ogni cosa, un inno alla felicità e poi a far innamorare i bambini del meraviglioso sport del remo.

Lo Sport Club Renese è una piccola Associazione Sportiva Dilettantistica nata nel lontano 1946 sulle sponde del Lago Maggiore, sono quindi ottant’anni di passione, di sport, di storie, di sudore, di gioie e, soprattutto, di comunità.
“Tutto questo ha reso la nostra società un punto di riferimento per il territorio, una palestra di vita e di valori prima ancora che di sport – sorride Mugnani – Ripercorrere la storia significa ricordare chi, nel dopoguerra, con coraggio e pochi mezzi ma con un cuore immenso e dedizione, decisero di fondare questa realtà con l’obiettivo di offrire a tutti, in particolare ai giovani, un luogo dove crescere, imparare e condividere valori sani. Significa pensare a generazioni di atleti che hanno sudato, gioito, lottato e sognato indossando i nostri colori”.

Dalle prime regate ai primi campionati, alle vittorie più recenti, ogni gara, ogni allenamento, ogni sacrificio ha costruito il mosaico della identità dello Sport Club Renese. Nel corso di questi otto decenni, la società non ha solo coltivato campioni, ma ha formato persone. “Abbiamo visto generazioni di ragazzi e ragazze gareggiare sui campi di tutta Italia , imparare il rispetto dell’avversario, la lealtà e la resilienza. Ogni trofeo alzato, ogni gara vinta e persa, ogni traguardo raggiunto è il risultato del sacrificio di tutti coloro che, nel corso del tempo, hanno dedicato il loro prezioso tempo alla nostra causa. Ma 80 anni non sono solo un traguardo per guardarsi indietro. Sono la solida base su cui stiamo costruendo il futuro”.

La Renese è cresciuta, si è evoluta, ma ha mantenuto intatti i valori fondanti: lealtà, rispetto, inclusione e sana competizione.
“Desideriamo esprimere la nostra più profonda gratitudine a chi ci ha preceduto, costruendo le fondamenta su cui oggi poggiamo, e a tutti coloro che, ancora oggi, lavorano instancabilmente dietro le quinte. Un ringraziamento speciale va ai nostri sponsor e sostenitori, la cui fiducia è fondamentale per guardare al futuro con ottimismo. E’ giusto ed opportuno ricordare i fondatori e i dirigenti, che nel corso dei decenni hanno guidato la società con dedizione instancabile ; gli allenatori e i tecnici, educatori preziosi per i nostri giovani ; gli atleti, cuore pulsante della nostra società e le famiglie e i sostenitori, che con il loro tifo e il loro supporto insostituibile ci permettono di andare avanti”.

Quanto conta l’attività scolastica?
“I primi corsi con le scuole li abbiamo effettuati agli inizi degli anni novanta, grazie alla grande perspicacia di un professore di educazione fisica delle scuole secondarie di primo grado. Da allora annualmente andiamo nelle scuole primarie e secondarie a promuovere l’attività sportiva”.
Come si è evoluto questo progetto, anche in termini di risultati?
“Nostro obbiettivo era far conoscere lo sport del canottaggio in quanto nonostante siamo nella terra dei laghi , questo sport era poco conosciuto e ci si avvicinava solo con il passaparola tra amici.
All’inizio si è rivolto solo alla popolazione delle scuole secondarie di primo grado con sessioni effettuate presso il plesso scolastico portando i primi remergometri di nuova generazione ed invitando chi interessato ad effettuare una prova in barca in orari extra scolastici. Successivamente si è ampliata la promozione verso le classi quarte e quinte delle scuole primarie , poi agli inizi degli anni 2000 con l’ultimazione della nuova sede al lago dotata di vasca voga abbiamo coinvolto gli istituti nel effettuare in orario scolastico un uscita per provare il gesto tecnico in vasca e il battesimo dell’acqua all’interno del porto di Reno.. Mediamente coinvolgiamo dai 260 ai 320 tra ragazzi e ragazze , e solo una bassa percentuale continua con l’attività ma con risultati del tutto onorevoli”.

Quanto è importante che un giovane si avvicini al mondo del Canottaggio?
“Il nostro pensiero è sempre stato che l’importante è che un giovane si avvicini e si appassioni allo sport
È chiaro che si lavora per rendere accattivante il canottaggio , con tutte le sue sfumature : contatto con la natura , attività completa sia per la muscolatura che per acquistare sicurezza ed autostima. Sport che può essere praticato da 8 a 100 anni e nel quale si può scegliere il livello di partecipazione , propedeutico non solo per i normo dotati e come dagli ultimi studi molto importante per chi purtroppo sta combattendo contro i tumori. Quando si sale su una barca tutte queste differenze vengono azzerate”.

Ci sono momenti che vanno ricordati?
“Ogni momento rappresenta un piacevole ricordo, solitamente quelli più emozionanti si vivono nella prima salita sul 7,20 con la ricerca dell’equilibrio e la prima remata che muove l’imbarcazione sull’acqua. Per quanto riguarda l’attività istituzionale ricordiamo il bellissimo terzo posto (medaglia di bronzo ) nella fase nazionale scolastica cat ragazzi nell’anno 2025″.

Gli istituti scolastici e le Associazioni con le quali collaborate in sinergia in che maniera rispondono?
“Noi lavoriamo solo con gli istituti scolastici , il plesso con cui collaboriamo contempla quattro primarie e due secondarie di primo grado. Abbiamo avuto sempre una grande disponibilità da parte loro pianificando con i professori un piano di incontri/attività molto completo e strutturato”.

Quanto è stimolante?
“Penso che la passione sia lo stimolo maggiore nel proporre sempre questa attività , è affascinante ogni anno condividere con tutti i ragazzi questa esperienza unica. La cosa che mi rende particolarmente felice è vedere i figli e/o le figlie dei ragazzi che avevano condiviso questi progetti negli anni novanta , che sono diventati uomini e rimasti atleti. Per quanto riguarda il supporto della società, come artico 1 dello statuto abbiamo la promozione del canottaggio nel mondo giovanile. Quindi l’attività è sempre stata recepita positivamente”.

Da dove nasce tutto questo ?
“La promozione e lo sviluppo dell’attività giovanile non sono solo il primo punto del nostro statuto ma anche la missione di una società sportiva che deve investire sul capitale umano. Quindi ci siamo sempre proposti per attività con le scuole e con gli oratori , organizzando anche campus estivi e giornate conoscitive. Il vivaio è condizione fondamentale per continuare a crescere e migliorarsi”.
Gianluca Atlante
















