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“Generazione Canottaggio” – La Telimar Palermo a scuola tra metodo, impegno e continuità

venerdì 2 Gennaio 2026

“Generazione Canottaggio” – La Telimar Palermo a scuola tra metodo, impegno e continuità

La Canottieri Telimar Palermo ha raggiunto grandissimi risultati in campo remiero. Tra i più importanti c’è l’apertura al settore scolastico, la voglia innata di pensare, com’è giusto che sia, che il mondo del remo, possa educare prima di tutto, ancor prima di trasformare ragazzi in atleti e, magari, campioni. Ne abbiamo parlato con Dario Durante, tecnico di provata esperienza e, soprattutto, deus ex machina di questo progetto con le scuole da parte del circolo siciliano.

“Il progetto nelle scuole è portato avanti in primis da Alessandro Barone e successivamente anche da me, all’interno delle attività della Canottieri Telimar, sotto la supervisione di Marco Costantini, che cura i rapporti con i dirigenti scolastici”.

Da quanti anni portate avanti con la Canottieri Telimar questo progetto con i giovani?
“La Canottieri Telimar lavora nelle scuole praticamente da sempre. Non abbiamo mai avuto istituti fissi, ma nel corso degli anni ne abbiamo coinvolti molti. Questo progetto si è inserito in modo naturale in un percorso che portiamo avanti da tempo, rafforzando un’attività già radicata”.

Come nasce e perché questo progetto?
“Nasce dalla volontà di far conoscere il nostro sport portandolo direttamente nelle scuole e di avvicinare i giovani al canottaggio, uno sport affascinante ma non sempre facile da scoprire se non lo si vive da vicino”.

Quanto è importante per un giovane avvicinarsi al mondo del remo?

“Avvicinarsi al mondo del remo rappresenta una grande occasione di crescita. Il canottaggio è uno sport che trasmette valori fondamentali come la disciplina, il rispetto delle regole e il lavoro di squadra, elementi che aiutano i ragazzi anche fuori dall’ambito sportivo”.

Tu sei un tecnico, ma anche una persona che, grazie anche al canottaggio, ha avuto e sta avendo un percorso professionale. Ai giovani che remano va inculcata anche questa “dottrina”?
“Il canottaggio insegna molto più di una semplice tecnica sportiva: insegna metodo, impegno e continuità. Sono principi che, se assimilati da giovani, possono accompagnarli nel loro percorso di studio e professionale, indipendentemente dal fatto che continuino o meno a remare ad alto livello”.

Su che numeri lavorate alla Canottieri Telimar in merito a questo progetto?
“I numeri variano ogni anno, perché ogni contesto scolastico reagisce in modo diverso. Incidono fattori sociali e anche la semplice distanza dalla nostra sede. Il nostro obiettivo è coinvolgere più ragazzi possibile, portarli a visitare la Canottieri e invitarli ad allenarsi con noi”.

Gli istituti scolastici in che maniera rispondono?
“In modo molto positivo. Nella quasi totalità dei casi si sono dimostrati entusiasti e collaborativi. In diverse occasioni siamo riusciti anche a portare gli studenti nelle nostre sedi durante l’orario scolastico, permettendo loro di vivere il canottaggio in modo diretto e concreto”.

C’è difficoltà nell’interagire con i ragazzi?
“Interagire con i ragazzi non è particolarmente difficile, anche se negli ultimi anni la loro soglia di attenzione sembra diminuire. Per questo è fondamentale essere flessibili, incisivi e capaci di stimolare curiosità e partecipazione attiva”.

Gli obiettivi immediati e futuri quali sono?
“L’obiettivo è continuare a far conoscere il nostro sport dentro e fuori le scuole, cercando di allargare la squadra e di promuovere i valori del canottaggio, formando non solo atleti, ma persone”.

Gianluca Atlante