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“Generazione Canottaggio” – Canottieri Caldè: patto con la Scuola per la crescita dei giovani

lunedì 6 Luglio 2026

“Generazione Canottaggio” – Canottieri Caldè: patto con la Scuola per la crescita dei giovani

Una piccola realtà che da decenni rappresenta un punto di riferimento per il territorio. La Canottieri Caldè, con sede a Castelveccana, sulle rive del Lago Maggiore, è nata il 31 maggio 1948 dalla passione di otto amici ritrovatisi al bar della stazione di Caldè. Oggi, in un paese di circa 1.800 abitanti, continua a promuovere i valori del canottaggio grazie all’impegno dei suoi volontari. Affiliato al canottaggio a sedile fisso fin dalla fondazione e alla Federazione Italiana Canottaggio dal 1978, il circolo è guidato dal 2004 dalla presidente Marinella Flocchi. Tra le iniziative più significative spicca il progetto dedicato alle scuole, che da oltre quindici anni avvicina bambini e ragazzi a uno sport capace di insegnare disciplina, rispetto e spirito di squadra.

Da quanti anni è attivo il progetto con le scuole?
“Il progetto scuola è attivo da almeno quindici anni. È nato quando la Lombardia ha promosso questa iniziativa e da allora non ci siamo più fermati. Per noi è diventato un appuntamento fondamentale, perché rappresenta il primo contatto di tanti bambini con il canottaggio”. 

Come si è evoluto questo progetto, anche in termini di risultati?
“Nel tempo è cresciuto tantissimo. Abbiamo ottenuto risultati molto importanti soprattutto con i ragazzi provenienti dalla scuola media e dalla scuola primaria di Castelveccana. Molti di loro hanno scoperto una vera passione per questo sport e hanno scelto di proseguire il percorso con la nostra società”. 

Quanto è importante che un giovane si avvicini al mondo del remo, disabile o meno?
“È fondamentale. Lo sport è un’opportunità di crescita per tutti, senza differenze. Il canottaggio è uno sport impegnativo, richiede sacrificio, costanza e una particolare attenzione nella gestione dei ragazzi, ma proprio per questo insegna valori che restano per tutta la vita. Aiuta a crescere come atleti, ma soprattutto come persone”. 

Ci sono momenti particolari del vostro percorso che meritano di essere ricordati?
Ce ne sono davvero tanti. Ogni volta che sul volto di un bambino compare un sorriso dopo aver raggiunto un obiettivo, ogni volta che una delusione lo fa piangere ma poi trova la forza di rialzarsi, ogni volta che comprende che il riscatto arriva grazie alla propria determinazione. Sono questi i momenti che danno senso al nostro lavoro”. 

Gli istituti scolastici e le associazioni con cui collaborate come rispondono a questa iniziativa?
“Abbiamo sempre trovato grande disponibilità. Gli istituti scolastici sono molto collaborativi e anche gli insegnanti credono nel valore educativo del progetto. Questa sinergia è uno degli elementi che ci permette di andare avanti con entusiasmo”.

Il territorio in cui operate offre opportunità, ma anche tante alternative sportive. Quali margini di miglioramento esistono?
“Il nostro non è un territorio semplice, perché ci sono molte discipline sportive tra cui scegliere. Per questo non possiamo mai dare nulla per scontato. Il miglioramento va cercato ogni giorno con impegno e determinazione, continuando a proporre un’attività di qualità e a trasmettere la passione per il canottaggio”. 

C’è sempre un sogno nel cassetto. Qual è il vostro?
“Il nostro sogno è riuscire a dare continuità al progetto con le scuole, permettere a sempre più ragazzi di praticare sport con noi e organizzare corsi estivi che possano coinvolgere ancora più giovani. Vorremmo anche essere maggiormente sostenuti e valorizzati dalle istituzioni. Siamo una società molto piccola e sappiamo che, senza un aiuto concreto, il rischio di chiudere un giorno esiste. Il nostro obiettivo è continuare a offrire ai ragazzi un luogo dove crescere attraverso lo sport e mantenere viva una storia che dura dal 1948”. 

Gianluca Atlante