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“Generazione Canottaggio” – Alla Velocior Spezia voga inclusiva per crescere in autonomia

lunedì 16 Marzo 2026

“Generazione Canottaggio” – Alla Velocior Spezia voga inclusiva per crescere in autonomia

La Canottieri Velocior di La Spezia è una delle realtà storiche nel mondo del canottaggio italiano. Questa volta il nostro viaggio con “Generazione Canottaggio” ha fatto tappa proprio in Liguria e, grazie ai buoni uffici di Pino Cocco, tecnico del Settore Canottaggio Special e paralimpico, siamo riusciti a entrare a contatto con il progetto riguardante la disabilità intellettiva, con 30 ragazzi che si stanno ritagliando uno spazio importante.

Da quanti anni portate avanti con il vostro circolo questo progetto?
La Società Canottieri Velocior 1883 ha la sua sede a La Spezia in Piazzale delle Dogane a fianco al Terminal Crociere. Il progetto con atleti con diverse abilità intellettiva e o relazionali ha avuto inizio nell’ottobre del 2007 con quattro atleti con il presidente di allora, ingegnere Fabrizio Ferrari. Attualmente il nostro Presidente è il Dottor Gianluca Beverini. Noi lavoriamo molto in Rete sia per conoscere nuove Associazioni, che per scambiare esperienze, oltre alle Istituzioni riconosciute: Scuola Enti Locali, Regione Liguria e Unità Sanitaria Locale. Attraverso il canottaggio ed il canottaggio a secco, parliamo di ambienti marino, pulizia delle spiagge, sport all’aria aperta. Il canottaggio è anche uno strumento per fare altre attività, come dipingere, andare a concerti musicali, teatro, visite a città d’arte con altre Associazioni di altre città e noi ospitiamo loro per delle visite sul nostro territorio”.

Come si è evoluto questo progetto anche in termini di risultati?
“Il progetto si è evoluto nel corso degli anni con organizzazione di regate di canottaggio ed indoor rowing a livello nazionale sia con Special Olympics e UISP Canottaggio: nel 2009 la prima iniziativa”.

Quanto è importante che un giovane disabile si avvicini al mondo del remo sapendo che può essere non soltanto uno “strumento” di integrazione?
Negli anni abbiamo aumentato il numero di atleti grazie al passaparola tra familiari, con la collaborazione con l’unità Sanitaria Locale, con le istituzioni Locali e con il mondo della scuola. Ad oggi abbiamo oltre 30 atleti, una decina di volontari e io che sono il Coordinatore del settore e l’allenatore con tessera da tecnico di 1 livello con specializzazione per Atleti con diversa Abilità intellettiva e fisica. Lo sport per una persona con diversa abilità sia fisica e o intellettiva è molto importante per l’inclusione nella società civile, per la propria autostima, per la propria crescita in autonomia per sentirsi parte integrante in una squadra e nella società sportiva”.

Ci sono momenti che vanno ricordati?
Tantissimi i momenti della nostra storia sportiva che sono da ricordare. Vedere l’emozione negli occhi degli atleti nel salire a bordo di una imbarcazione di canottaggio, le trasferte nazionali, europee e mondiali, atleti che per la prima volta sono andati da soli senza i loro familiari, che per la prima volta hanno preso un aereo, mettersi una medaglia al collo di qualsiasi metallo sia, anche quella di partecipazione, Alzare trofei vinti per società, fare amicizia con atleti di altre società e fare il tifo per loro”.

Quali sono i vostri obiettivi nell’immediato?
La partecipazione ai Giochi Nazionali Estivi Special Olympics a Lignano Sabbiadoro dal 19 al 24 maggio. Una nostra atleta, con un tecnico, è stata convocata nella Nazionale italiana canottaggio Special Olympics per partecipare ai Giochi Nazionali Estivi Special Olympics in Germania a metà Giugno e l’organizzazione a La Spezia da parte della Canottieri Velocior con il Coordinamento Nazionale Acquaviva UISP del 2 Palio Remiero Nazionale Speciale UISP dal 26 al 28 Giugno. Insomma tantissimi impegni”.

Quanto arricchisce un progetto come quello che voi state portando avanti?
“Quello che noi diamo ai nostri atleti in termini di tempo è tantissimo, tre allenamenti la settimana, tante iniziative nel fine settimana, ora siamo con le famiglie insieme per una settimana sulla neve, dove tutti siamo impegnati, sua nello sci alpino, in quello nordico, che nelle camminate con le racchette da neve, ed altre attività ludiche, quali gite, piscina e molto altro ancora. Quello che loro danno a noi è la loro amicizia sincera, la loro spontaneità, vedere quali sono i veri problemi della vita, Persone che se non avessero un facilitatore, non potrebbero fare nulla da soli. Questo ci fa sentire orgogliosi e ripagati del nostro impegno, inutile dire ci sono molte problematiche, ad iniziare dalle famiglie, una diversa dall’altra. Capire le patologie delle persone e le loro problematiche personali, è il lavoro che svolgiamo quotidianamente. Molto frequente è il rapporto con i famigliari per fare un progetto di squadra a favore della persona”.

Gianluca Atlante