Generazione Canottaggio / News

“Generazione Canottaggio” – Al CC G. Sannio di Bosa scuola e sport attori protagonisti del processo educativo

lunedì 4 Maggio 2026

“Generazione Canottaggio” – Al CC G. Sannio di Bosa scuola e sport attori protagonisti del processo educativo

Il Circolo Canottieri G. Sannio di Bosa nasce nel 1973 sulle sponde del fiume Temo, unico fiume navigabile in Sardegna. Al momento svolge attività rivolte a tutte le fasce d’età. E’ attivo un centro di avviamento allo sport per bambini dai 5 ai 9 anni, una squadra giovanile ed una squadra agonistica. Inoltre, ci sono diversi amatori e gruppi master e corsi specifici per over 65. Giovanni Maria “Nino” Ruggiu è il Presidente e, nell’ambito dei progetti con le scuole, si occupa della parte organizzativa e gestionale. Le attività sportive sono seguite da 3 tecnici e da alcuni ragazzi della squadra agonistica a supporto.

Da quanto tempo siete impegnati nelle attività progettuali?
“Negli ultimi 15 anni, abbiamo fatto diversi progetti promossi dal CONI, da Sport e Salute, dalla FIC ma anche da altri enti per promuovere la nostra attività sportiva nelle scuole non solo del nostro comune ma anche dei comuni limitrofi”.

Come operate insieme alle scuole?
“Per quanto riguarda il progetto con le scuole che è attivo al momento, parliamo di laboratori serali di canottaggio (attività ludica a terra ed in barca) per bambini delle elementari e delle medie provenienti dai Comuni di Scano di Montiferro, Tresnuraghes, Sagama, Sennariolo, Flussio e Magomadas (provincia di Oristano), frequentanti le scuole Primaria e Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Bosa. 

Si tratta di un progetto finanziato dalla Regione Sardegna nell’ambito delle attività per rendere più efficienti ed integrare le attività extracurriculari per le scuole situate in piccoli comuni. Siamo stati contattati dai referenti di alcuni comuni sopra indicati con i quali avevamo già fatto progetti in passato”.

Quando è importante avviare un’efficace opera di reclutamento?
“Per noi è fondamentale avvicinare i giovanissimi al nostro sport, soprattutto perché viviamo in territori con un “bacino di utenza” limitato numericamente rispetto ad altre realtà su tutto il territorio nazionale nei quali sono ubicate tante altre squadre di canottaggio. Allargare ai comuni limitrofi e coinvolgere le scuole ci ha aiutato e ci ha aiuta a mantenere un numero importante di iscritti e poter portare avanti la nostra attività”.

Quali i principali valori promossi attraverso il vostro impegno?
“Cerchiamo di “inculcare” la dottrina della bellezza dello sport, di quanto possa aiutare per diventare cittadini e persone migliori”.

A livello di numeri?
“Su questo progetto specifico lavoriamo con 20 bambini delle scuole primarie e 4 delle scuole secondarie di primo grado. Nel corso degli anni, però abbiamo avuto centinaia di ragazzi provenienti dalle scuole e attualmente diversi ragazzi delle squadre giovanili ed agonistica provengono da progetti con le scuole”.

Qual è la risposta dei docenti?
“Abbiamo sempre avuto collaborazioni proficue, con grande disponibilità da parte delle scuole. Devo sottolineare come negli ultimi 4 anni le collaborazioni sono con i plessi scolastici in comuni vicini al nostro e questo per noi è un punto di forza importante perché ci consente di diffondere il canottaggio anche fuori dal nostro comune”.

Avete superato particolari difficoltà?
“Oltre i soliti piccoli problemi di natura logistica non ci sono grandi difficoltà. Si cerca sempre il modo per trovare la miglior soluzione possibile. Si potrebbe fare anche di più in termini di progetti portati avanti ma diventa difficile incastrare l’attività giornaliera con nuovi progetti, quindi cerchiamo di tenere tutto in equilibrio”.  

Gli obiettivi immediati e futuri quali sono?
“Sicuramente il lavoro con le scuole deve essere una costante, soprattutto in un sistema come quello italiano dove il rapporto tra scuola e società sportive non è strutturale ma molto spesso legato a progetti specifici. Scuola e sport devono lavorare insieme come attori del processo educativo di ogni bambino e ragazzo, trovare le occasioni di sinergia tra associazioni e scuole è l’obiettivo primario”.

Gianluca Atlante