Prima gara Coastal per i PR3II. Del Gaudio: “Il Canottaggio cancella ogni differenza”
Prima gara Coastal per i PR3II. Del Gaudio: “Il Canottaggio cancella ogni differenza”

Lo sport è di tutti. Il messaggio è arrivato forte e chiaro, oggi, ai Campionati italiani di Coastal Rowing, a Pesaro, dove a prendersi la scena sono stati anche gli equipaggi PR3 II, formati da atleti con disabilità intellettivo-relazionale: quattro imbarcazioni, con i colori di CC Irno, Accademia del remo, Cus Bari ed SC Pesaro, si sono sfidate, in due diverse finali, sulla distanza di 1800 metri. Si è trattato di un debutto storico per questi atleti che, per la prima volta, hanno esordito in una gara dimostrativa nell’ambito di un campionato italiano di coastal rowing. L’evento, nato dalla collaborazione tra FIC, Fisdir (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali) e associazioni locali, si è svolto sotto la supervisione di Giuseppe Del Gaudio, responsabile del canottaggio per la Fisdir e allenatore dell’Accademia del remo, società di canottaggio napoletana dedita solo ad atleti con disabilità.
Giuseppe, abbiamo visto grandi sorrisi tra atleti, genitori e allenatori: una vera festa dello sport. Che cosa rappresenta il canottaggio per questi atleti?
“Lo sport è una grande risorsa sociale perché, al di là dei benefici fisici, rappresenta un momento d’incontro tra le persone, in contesti e momenti diversi, dalla palestra al campo di gara. Inoltre, il canottaggio fa sì che tutti debbano stare sulla stessa barca, remare all’unisono per un obiettivo comune. E poi il nostro sport ha un vantaggio rispetto a discipline come basket e calcio, dove palleggiare, muoversi in spazi stretti, tra avversari, può risultare complicato. Il canottaggio prevede un movimento che, nel suo complesso, è più facile da far assimilare agli atleti con disabilità, col risultato immediato di mettere in moto tutto il corpo e di risvegliare le capacità relazionali con l’ambiente circostante”.

Possiamo dire, senza retorica, che il canottaggio ha una forte capacità inclusiva?
“Non c’è retorica nel dire che, quando ci si trova in palestra, durante gli allenamenti e, soprattutto, in gara, in giornate come questa, al mare, in spiaggia, l’unione tra persone neurotipiche e persone con disabilità intellettive e relazionali cancella le differenze. Oggi, gli atleti si sono trovati tutti insieme, nello stesso ambiente sportivo, hanno vissuto l’esperienza comune della trasferta che, per tutti, è sempre un momento di divertimento e di crescita talvolta indimenticabile”.
Non solo gli atleti: anche le famiglie vivono momenti più leggeri e gratificanti.
“Certo! La gara, poi la medaglia, la condivisione rappresentano momenti di grande soddisfazione anche per le famiglie, che vivono una grande gioia nel vedere i propri figli sorridenti, più rilassati, ma anche motivati. Si tratta delle stesse dinamiche che possiamo vedere con gli atleti neurotipici e con le loro famiglie. Quindi, sì, lo sport unisce, include, mette tutti sullo stesso piano, a prescindere dalla presenza della disabilità”.

Quali tipi di disabilità rientrano nelle categorie che abbiamo visto in gara?
“Si è trattato di gare “open”, quindi sulla stessa barca c’erano persone con tipi di disabilità differenti. Quanto alle categorie, abbiamo la II1, Intellectual impairment 1: rientrano le persone con difficoltà cognitive e con un quoziente intellettivo inferiore a 75; poi c’è la categoria II2, che comprende atleti con la sindrome di Down, infine la II3, che include persone con autismo, ma con un quoziente intellettivo superiore al 75 per cento”.
A proposito di squadra, il debutto, qui a Pesaro, degli atleti con disabilità intellettiva e relazionale, nell’ambito di un campionato italiano di coastal è il frutto di un lavoro di squadra.
“Sì, per questo voglio ringraziare la Canottieri Pesaro, col suo presidente, Fabio Giustiniani, e l’allenatore, Eugenio Balducci, che ci hanno tenuto molto a iniziare il percorso in Fisdir con i ragazzi con disabilità intellettiva e relazionale. Ringrazio anche il Comune di Pesaro, le autorità, la Federazione Canottaggio e la Fisdir: tutti insieme hanno permesso questa organizzazione”.
















