Maria Elena Zerboni e la sua tesi sul Beach Sprint raccontate da Wild Rowing
Maria Elena Zerboni e la sua tesi sul Beach Sprint raccontate da Wild Rowing

Prima di dedicarsi al beach sprint, Maria Elena Zerboni vantava un invidiabile palmarès nel settore flat: quattro titoli mondiali, due europei e dodici italiani. Nel 2022, insieme alla sua compagna di doppio pesi leggeri, Samantha Premerl, l’atleta del CC Saturnia vinse addirittura due campionati mondiali consecutivi, uno under 23 e uno senior. Ma poi, nel 2023, l’anno in cui conquistò la sua ultima medaglia d’oro ai campionati del mondo (fino ad oggi), Zerboni fece un salto nel vuoto. “Sentivo il bisogno di uscire dalla mia zona di comfort e affrontare una sfida diversa, sia fisicamente che mentalmente. La corsa sulla spiaggia mi ha subito incuriosito per il suo dinamismo e il contatto diretto con elementi naturali come il mare e la sabbia, che rendono ogni gara imprevedibile”. Inizia così l’intervista esclusiva di Maria Elena a Tom Taylor per Wild Rowing. Un focus sulla vogatrice triestina, nato dalla sua tesi di laurea dedicata al Beach Sprint, che subito spiega: “Ho dovuto adattare la mia tecnica, migliorare l’equilibrio e sviluppare nuove abilità”.
“Mi piace molto il paragone con il triathlon perché coglie bene l’idea. Il triathlon combina nuoto, ciclismo e corsa – tre sport già esistenti – creando qualcosa con un’identità precisa, regole e strategie specifiche“, afferma Zerboni. “Il beach sprint segue una logica simile: inizia con il canottaggio e integra la corsa sulla sabbia, la gestione delle onde, le transizioni e la lettura del vento e del mare, arrivando a essere una disciplina a sé stante”. La sua tesi è un invito all’azione per considerare sempre di più questa disciplina. “Volevo dimostrare che [la complessità dello sprint sulla spiaggia merita rispetto e attenzione, anche da un punto di vista scientifico”, spiega Zerboni. “Lo sprint sulla spiaggia non è uno sport secondario o accessorio, ma una disciplina completa, con una propria biomeccanica, tattica e preparazione atletica specifica. Ed è proprio questa ricchezza che, a mio avviso, lo rende così affascinante”.
















