Esperienza e gioventù più forti della avversità: a Poznan argento per il quadruplo maschile
Esperienza e gioventù più forti della avversità: a Poznan argento per il quadruplo maschile
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ROMA, 03 dicembre 2020 – Costante del quadriennio azzurro, a Poznan il quattro di coppia Senior maschile non ha deluso le aspettative, confermandosi sul podio nell’unica gara internazionale disputata nel corso di questo particolare 2020, l’Europeo Assoluto. Il risultato del quattro di coppia dell’Italremo è di grande importanza, se si pensa alle diverse sventure fisiche passate – su tutte quelle che hanno colpito prima Filippo Mondelli e poi Andrea Panizza, assenti in Polonia – e alla medaglia d’argento conquistata alle spalle dell’Olanda e davanti alla Lituania da Giacomo Gentili (Fiamme Gialle-SC Bissolati), Luca Rambaldi, Simone Venier (Fiamme Gialle) e Luca Chiumento (Fiamme Gialle- SC Padova). Un risultato che conferma come l’imbarcazione azzurra sia una di quelle sulle quali puntare per la prossima, decisiva stagione, indipendentemente dalla formazione.
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Una formazione che può contare nelle vesti di capovoga, da qualche anno ormai, su Giacomo Gentili. L’atleta cremonese è una colonna del quattro di coppia azzurro, e punta ad esserlo anche nella prossima stagione, nonostante ancora dopo Poznan non abbia ripreso a pieno regime l’attività: “Non ho avuto modo di vivere in pieno questo ultimo raduno perché da poco ho recuperato dal Covid, dunque ho raggiunto i compagni in ritardo e mi sono dedicato prevalentemente alle visite mediche, che fortunatamente hanno certificato come il virus non ha lasciato strascichi. Anche se ho fatto pochi giorni di raduno – continua Giacomo – posso dire che stiamo lavorando bene, forse anche meglio degli altri anni. La situazione attuale, infatti, ha fatto dividere tutto il Gruppo Olimpico impegnato nell’ultimo raduno tra Piediluco, Roma e Sabaudia, e dunque, essendo gruppi più ristretti, ci si allena meglio”.
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In attesa di tornare al 100%, Giacomo guarda già al prossimo anno, forte anche del podio europeo ottenuto in Polonia: “Dal 2021 mi aspetto grandi cose, anche se resto con i piedi per terra, perché fino a quando non si scende in acqua a gareggiare è bene non sbilanciarsi. Intanto mi sto godendo la medaglia dell’Europeo, frutto del grande lavoro svolto nel corso della stagione. Un argento frutto della comunicazione che si è creata all’interno dell’equipaggio e, soprattutto, della complicità stretta con Rambaldi che, per me, è stata la vera vittoria della trasferta in Polonia. Abbiamo costruito una bella barca che, anche in assenza di Filippo e Andrea – egregiamente sostituiti da Venier e Chiumento –, ha dimostrato di essere competitiva. L’Olanda è forte ed è sicuramente la barca da battere il prossimo anno, in generale non sottovalutiamo nessuno, ma nemmeno noi stessi. L’Olanda è forte, ma non imbattibile”.
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Alle spalle di Giacomo, sul quadruplo azzurro, siede Luca Rambaldi, protagonista di tutti i recenti successi nella specialità e per il quale non esistono particolari segreti per stare al top: “Non c’è un vero e proprio segreto per raggiungere sempre il podio e lottare con i migliori per la medaglia. Posso però dire che la giusta mentalità e l’unione di intenti, amalgamati da una buona dose di fiducia reciproca, aiutano a finalizzare il grosso impegno che mettiamo in barca e a terra per andare più veloci possibile. Quindi è la coesione a fare la differenza. Ovvio che ci sono le doti personali e la grossa mole di allenamento, ma tutti quelli che sono in Nazionale sono dotati e si allenano molto. Sono convito che la cosa più importante che ci ha permesso di mantenere il quattro di coppia a un livello elevato sia stata la volontà di tutti e quattro di avere successo ed essere protagonisti, e siamo stati disposti a qualunque sacrificio per raggiungere il successo, ponendo molta attenzione al dettaglio”.
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Come Giacomo, anche Luca riconosce la momentanea superiorità dell’Olanda, spiegando come abbiano lavorato insieme per contrastarla e per ovviare alle difficoltà emerse nel corso della stagione: “Sapevamo di avere contro una fortissima Olanda, e ci siamo impegnati per restare motivati e allenati in tutto il lungo lockdown, poi tornati in raduno ci siamo stimolati a vicenda per migliorarci, con grande rispetto reciproco e fiducia – e aggiunge sempre Rambaldi – Il duro colpo della notizia della malattia di Pippo Mondelli, a inizio anno è stato ed è tuttora difficile da digerire e per fortuna, sportivamente parlando, avevamo in squadra Chiumento con tutte le carte in regola per diventare un ottimo elemento dell’equipaggio. Post-lockdown poi anche Andrea ha dovuto cedere il passo per un problema alla spalla che lo tormentava da tempo e che si era acutizzato, e dopo alcuni tentativi abbiamo trovato in Venier il sostituto ideale per disputare al meglio l’Europeo.
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Simone ha portato in dote la sua motivazione e anche l’esperienza necessaria per poter lottare al meglio nonostante i tasselli saltati durante l’anno. Penso di parlare anche a nome di Giacomo nel ringraziare sia Chiumento che Venier per l’apporto che hanno dato alla barca in questa stagione, perché per come si stava evolvendo la situazione era preoccupante. Desideravamo davvero tanto poter dedicare a Filippo una medaglia di un metallo più pregiato all’Europeo di Poznan. Non ce l’abbiamo fatta ma siamo riusciti comunque a conquistare un ottimo argento. Ora la stagione è ricominciata, e ripartiamo dai singoli e dalle basi. Non c’è scritto nessun nome sui carrelli del quattro di coppia italiano, e nessuno deve sentirsi sicuro di essere dentro o fuori dalla barca”.
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36 anni ed una lunga carriera di successi nel quattro di coppia: argento olimpico a Pechino 2008, argento iridato a Karapiro 2010, argento europeo a Poznan 2007 e bronzo europeo a Siviglia 2013. Per non parlare dei successi giovanili nella medesima imbarcazione – un oro e un argento ai Mondiali Junior – e della partecipazione complessiva a quattro edizioni dei Giochi Olimpici. Simone Venier ha portato sul quadruplo dell’Italremo tutta la sua esperienza per ottenere il miglior risultato possibile, tornando anche su un podio dal quale tra Mondiali ed Europei – eccezion fatta per quello in Coppa del Mondo nel 2016 con l’otto – mancava dal 2013: “Tornare sul podio, dopo essere rimasto per qualche anno a bocca asciutta, è sicuramente gratificante. Allenarsi tutti i giorni, per anni, senza riuscire a raggiungere una medaglia, diventa difficile da accettare, ma in me non si era mai spenta la fiamma che si accese 26 anni fa, nel momento in cui iniziai a praticare questo splendido sport, che tutt’oggi continua a farmi sognare. L’argento di Poznan per me significa molto e mi spinge ad insistere su questa strada”.
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Una strada che Simone sta percorrendo al fianco di tre compagni di barca che hanno 10 anni e oltre meno di lui. Il ruolo di chioccia tuttavia non sembra affatto pesargli: “Essere in barca con ragazzi molto più giovani di me è stupendo. Spesso ripenso a quando avevo la loro età ed ero in barca con atleti come Agostino Abbagnale, Rossano Galtarossa, Simone Raineri o Alessio Sartori. Tutti atleti che hanno fatto la storia del remo e che mi hanno insegnato tantissimo. Ora nei loro panni ci sono io, e cerco di fare quello che loro hanno fatto con me, sperando di essere ricordato dai più giovani nello stesso modo in cui io ricordo loro. Allo stesso tempo per me è una fortuna potermi confrontare ed allenare quotidianamente non solo con Gentili, Rambaldi e Chiumento, ma anche con il resto della squadra, che ringrazio. Hanno valori fisiologici molto elevati e gran forza mentale, elementi fondamentali in questo duro sport per raggiungere risultati e potersi giocare medaglie a livello mondiale ed olimpico.
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Cerco dunque di mettere in pratica l’esperienza acquisita negli anni, e di mischiarla con la forza emergente e la sfacciataggine dei più giovani per stare al loro passo e accompagnarli in risultati importanti da cogliere per tutti”. Luca Chiumento, 23 anni compiuti da poco, è invece l’altra faccia della medaglia che comprende Venier. Ultimo arrivato nel Gruppo Olimpico, ha davanti a sé un atleta che ha fatto quattro Olimpiadi salendo sul podio: quando Luca aveva due anni, Simone saliva sul podio ai Campionati Italiani Ragazzi. Luca da lui cerca di imparare il più possibile: “E’ una grande responsabilità stare in barca con uno come Simone Venier. Quando io ero piccolo e cominciavo a muovere i primi passi nel canottaggio, lui vinceva la medaglia d’argento a Pechino, assieme ad un’altra figura importantissima per me, Rossano Galtarossa.
Quando ti confronti con una persona che stimi, cerchi sempre di dare il massimo e di apprendere quanto più possibile, e la tenacia e la costanza che mette in tutti gli allenamenti sono le caratteristiche di Simone che cerco di fare mie”. Lo scorso anno a Linz, quando il quattro di coppia azzurro arrivava terzo ai Mondiali Assoluti strappando il pass olimpico, Luca era la riserva del Gruppo. Un anno dopo si è ritrovato a condividere il podio con atleti che fino allo scorso anno guardava dalle tribune: “Passare da riserva a titolare è un altro mondo, e salire sul podio ti gratifica per tutti gli sforzi che hai fatto. Allo stesso tempo, inoltre, capisci che hai ancora molto da lavorare. Salire sul podio comunque rimane una grande emozione, soprattutto se questo podio è a livello assoluto, come sono riuscito a fare in Polonia”.
















