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Silver Skiff: Gattiglia e Zampaglione raccontano il loro Po

domenica 8 Novembre 2026

Silver Skiff: Gattiglia e Zampaglione raccontano il loro Po

La SilverSkiff si conferma una delle classiche di fondo più affascinanti e selettive del panorama remiero internazionale. Undici chilometri contro il cronometro sulle acque del Po mettono a dura prova resistenza, tecnica e capacità di lettura del fiume. A raccontare le impressioni a caldo dopo il traguardo sono due protagonisti del canottaggio torinese: Irene Gattiglia (Reale Società Canottieri Cerea) e Pietro Zampaglione (Società Canottieri Armida).

Per Irene Gattiglia, portacolori della Cerea e bronzo quest’anno ai Mondiali Under 23 (quattro di coppia), ai Mondiali Universitari (quattro senza), agli Europei Under 23 (otto misto) e ai Giochi del Mediterraneo (doppio misto), la regata ha segnato un gradito e intenso ritorno sulle corsie di casa: «È stato bellissimo, era da un po’ che non facevo una gara qua a Torino. Quindi è stato molto bello e questi 11 km, diciamo, che sono stati faticosi, però mi hanno regalato tante emozioni.» L’atleta ha poi sottolineato le insidie tecniche che rendono unico il percorso della regata sabauda: «Veramente la corrente mette a dura prova l’atleta, ma anche le curve che bisogna saperle prendere per cercare di fare un buon tempo, e il giro di boa».

Della stessa idea sul tracciato è Pietro Zampaglione, atleta della Canottieri Armida argento Under 19 nel 2025 ai Mondiali (quattro di coppia) e agli Europei (doppio), che pone l’accento sulla gestione mentale e fisica della distanza, in particolare dopo l’illusione psicologica dell’inversione di marcia: «È una gara molto lunga, soprattutto pesante. Infatti si pensa che, arrivati al giro di boa, sia più facile, ma è ancora molto lunga».

Il bilancio finale per il canottiere dell’Armida è ampiamente positivo, maturato al termine di un serrato confronto a distanza lungo tutto il percorso: «Però sono molto soddisfatto, ho fatto una buona gara e sono felice del risultato. Soddisfatto della mia prestazione, ho combattuto con chi partiva davanti e chi dietro».

Fatica, gestione della corrente e traiettorie millimetriche: dalle parole dei due atleti emerge nitido il ritratto di una SilverSkiff esigente e spettacolare, capace di esaltare la preparazione tecnica e l’agonismo di chi il Po lo vive e lo sfida ogni giorno.

Speciale XXXV Silverskiff – Torino