Dakar 2026, la staffetta finale suggella un’edizione degli Youth Olympic Games ricca di amicizia e aggregazione
Dakar 2026, la staffetta finale suggella un’edizione degli Youth Olympic Games ricca di amicizia e aggregazione

Al termine delle competizioni di beach sprint dei Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026, la spiaggia di Saly è stata teatro di una competizione speciale: il Mixed Relay. Una regata in grado di trasformare una sfida in una grande festa dello sport e dell’amicizia. Sfruttando il tracciato olimpico del beach, tutti i canottieri che hanno partecipato agli Youth Olympic Games sono tornati in acqua per vivere un’esperienza diversa, mettendo da parte, almeno per un giorno, i colori delle proprie nazioni e lo spirito competitivo che aveva accompagnato le gare ufficiali.
L’obiettivo era semplice, ma ambizioso: costruire una grande famiglia del canottaggio mondiale, attraverso il divertimento, la condivisione e la collaborazione tra atleti provenienti da Paesi e culture differenti. Otto squadre, ciascuna composta da otto canottieri, si sono affrontate in una particolare formula di staffetta, con tre imbarcazioni per ogni formazione: singolo maschile, doppio misto e singolo femminile.
Quattro atleti ai remi e gli altri nel ruolo di boat handlers. Partenza e arrivo sotto l’arco, con gli atleti ad alternarsi nelle diverse frazioni. Il cambio come nelle staffette, dandosi il cinque, una formula già sperimentata in ottobre alla Coupe de la Jeunesse beach sprint in Portogallo, e passando così idealmente il testimone al compagno successivo. Tre percorsi consecutivi, alla ricerca del tempo migliore.

La sfida è iniziata con i time trials, utili a determinare la griglia di partenza, per poi proseguire con le diverse serie di finali. Una formula coinvolgente e dinamica, nella quale ogni atleta ha potuto contribuire al risultato della propria squadra.
Anche l’Italia è stata protagonista con Davide Gazzola (SC Corgeno), inserito nel Team 3 denominato “Ocean Goat”, e Giorgia Cassina (SC Palermo), componente del Team 4 “Dolphins”. Due esperienze all’insegna dello spirito internazionale che ha caratterizzato tutta l’iniziativa, tra nuove amicizie, collaborazione e voglia di divertirsi.
“Ero con le ragazze da Australia, Zimbabwe e Lettonia, e con i ragazzi da Austria, Lituania e Sudafrica, un’esperienza indimenticabile che ha arricchito i miei giorni qui a Dakar”, commenta Giorgia Cassina, che con il suo team si è peraltro aggiudicata anche la finale. Entusiasta anche Davide Gazzola, che alla fine ha concluso al terzo posto: “E’ stato bello ed emozionante, gareggiare con atleti da Usa, Repubblica Ceca, Ucraina, Gran Bretagna e altre nazioni che erano con me è stata un’esperienza che non dimenticherò mai. Mi sono divertito molto poi, nell’alternanza delle gare, a fare l’handler, un ruolo fondamentale nel beach sprint ma nuovo per noi atleti, è stato bello”.
Più che una competizione, è stata una celebrazione del canottaggio e dei suoi valori. Le differenze tra nazionalità, colori e appartenenze sportive hanno lasciato spazio a un’unica identità condivisa: quella di una comunità di giovani atleti uniti dalla stessa passione. Il risultato sportivo è passato in secondo piano, lasciando il posto a sorrisi, incitamenti e momenti di autentica condivisione.
Un esperimento riuscito nello spirito e nel significato, che ha mostrato come il Beach Sprint possa diventare anche uno strumento di aggregazione.
Speciale Olimpiadi giovanili – Dakar
ph Benedict Tufnell / Canottaggio.org
















