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Dakar 2026: a tu per tu con gli azzurrini Giorgia Cassina e Davide Gazzola

lunedì 26 Ottobre 2026

Dakar 2026: a tu per tu con gli azzurrini Giorgia Cassina e Davide Gazzola

Gli Youth Olympic Games di Dakar 2026 sono ormai ad un passo. Mercoledì Giorgia Cassina (SC Palermo) e Davide Gazzola (SC Corgeno) voleranno alla volta del Senegal con la delegazione dell’Italia Team insieme ai tecnici e handler Roberto Pusinelli e Giorgia Lo Bue, e a pochi giorni dall’inizio dell’evento giovanile a cinque cerchi – quarta edizione dopo Singapore 2010, Nanchino 2014 e Buenos Aires 2018, la prima con il beach sprint per quanto concerne il canottaggio – conosciamo meglio i due azzurrini, in gara nei rispettivi singoli e, insieme, nel doppio misto.

Quando e dove hai iniziato a fare canottaggio?

G.: “Ho iniziato a fare canottaggio l’estate del 2024 con la Società Canottieri Palermo”.

D.: “Era il 2021, iniziai con il canottaggio alla Canottieri Cannero Sportiva”.

Come hai conosciuto il nostro sport?

G.: “Mi sono avvicinata al mondo remiero grazie alla convenzione tra la mia scuola e un circolo della mia città. Durante le attività che ci hanno proposto, tra cui delle brevi gare al remoergometro, ho iniziato a capire che mi sarebbe potuto piacere iniziare un percorso in questa disciplina”.

D.: “Grazie ai miei fratelli, che lo praticavano anch’essi da ragazzi e mi hanno spronato a iniziare”.

Prima di darti hai remi, avevi praticato altri sport?

G.: “Ho sempre amato gli sport acquatici, da piccola ho praticato per diversi anni nuoto e poi per altri sette nuoto sincronizzato”.

D.: “Molti direi: ho fatto judo, nuoto, mountain bike, rugby, sci e apnea. Quando ho iniziato canottaggio, stavo praticando rugby, sci e canottaggio allo stesso tempo, andando avanti poi smisi di fare rugby e mi ritrovai a decidere se continuare nello sci o nel canottaggio, vedendo che nel canottaggio ero più forte, decisi di continuare solo con il canottaggio”.

Ci sono componenti nella tua famiglia che hanno praticato sport a buon livello?

G.: “Nella mia famiglia quasi tutti hanno praticato sport da giovani o lo praticano tutt’ora. Tuttavia questo è sempre rimasto solo una passione”.

D.: “No, i miei fratelli pur avendo praticato canottaggio, non hanno raggiunto alti livelli su scala nazionale”.

Quando hai capito che il canottaggio sarebbe stata la strada sportiva della tua vita?

G.: “Sin da subito avevo capito che il canottaggio era uno sport che mi sarebbe potuto piacere. Dai primi allenamenti mi sono subito appassionata e in relativamente poco tempo sono arrivate le prime soddisfazioni. Penso che se, dopo così poco, sono riuscita a raggiungere alcuni obiettivi, con tanto altro lavoro e impegno posso provare a fare cose sempre più grandi”.

D.: “Quando sono iniziati ad arrivare i primi risultati. Quest’anno, con i buoni risultati nel beach sprint e anche nel flat come ad esempio l’argento ai Campionati Italiani Under 17 di Varese in doppio, posso dire di averne avuto la certezza”.

Hai un idolo sportivo nel canottaggio o nello sport in generale?

G.: “Non puoi mettere limiti a niente. Più sogni, più andrai lontano. Questa frase è stata detta da Michael Phelps, l’atleta olimpico più medagliato della storia. Lui è uno dei miei idoli sportivi e credo molto nelle sue parole che non mi fanno mai smettere di sognare in qualcosa di sempre più grande e importante per il mio futuro”.

D.: “Devo ammetterlo, ci ho pensato a lungo ma no, non ce l’ho”.

Che sensazioni provi all’idea di prendere parte ai Giochi Olimpici Giovanili?

G.: “Inizialmente ho fatto molta fatica a realizzare a cosa avrei avuto la fortuna di partecipare. Ancora non ci credo del tutto. Le Olimpiadi sono il sogno di qualunque sportivo e potervi prendere parte è un’emozione grandissima e un onore immenso”.

D.: “Sono molto felice di andare alle Olimpiadi Giovanili, e ancor più sono molto determinato nel poter fare un buon risultato per portare la mia nazione il più alto possibile”.

Quanto è importante il supporto che ricevi quotidianamente dai tuoi allenatori per farti crescere?

G.: “Il mio allenatore è stato fondamentale nel percorso che mi ha condotto a questo obiettivo. Per me è un punto di riferimento dentro e fuori dall’acqua. Senza il suo supporto, il suo aiuto e la sua fiducia in me, in questi mesi non sarei mai riuscita a crescere e a migliorare”.

D.: “È molto importante il supporto dei miei allenatori e di tutte le persone che mi vogliono bene e che credono in me, perché mi danno tutti i giorni la forza di andare sempre più avanti”.

Sei reduce dalle World Rowing Beach Sprint Finals a Qingdao. C’è qualcosa che questa gara ti ha insegnato e che porterai nel tuo bagaglio di esperienze a Dakar?

G.: “Gli Europei e i Mondiali sono stati delle esperienze fantastiche, dalle quali ho imparato tanto e che mi hanno fatto crescere sotto tutti i punti di vista. Grazie a queste competizioni, ho capito che ogni gara è imprevedibile e che per affrontarla al meglio non serve solo preparazione fisica, ma soprattutto lucidità e determinazione. L’insegnamento più importante che mi hanno dato, però, è che a prescindere dal risultato che si ottiene, il percorso e il lavoro che si fa per arrivare a gareggiare a un certo livello hanno un valore senza eguali che ti forma come atleta, ma soprattutto come persona”.

D.: “Essendoci stato un mare difficile, i Mondiali in Cina mi hanno insegnato che bisogna essere sempre pronti a qualsiasi cosa e a riuscire a reagire il più velocemente possibile a ogni evenienza. In caso di sconfitta poi, ho imparato a non prendermela, ma a vederla come un insegnamento per essere più preparato alla gara successiva”.

Chi saranno i vostri principali avversari?

G.: “Tutti gli atleti con cui ci scontreremo sono molto validi e preparati. L’aspetto più importante è riuscire a rimanere concentrati sulla propria barca. Se riusciremo a gareggiare al massimo delle nostre possibilità, sono sicura che otterremo grandi soddisfazioni”.

D.: “Tutti e nessuno. Principalmente, credo che i nostri avversari saremo noi stessi”.

Infine, quali sono le tue aspettative?

G.: “Ho grandi aspettative per questa manifestazione. Non vedo l’ora di poter stare nel villaggio olimpico, conoscere atleti di tutto il mondo e di tutti gli sport. Parto per Dakar con la voglia di vivere ogni momento al massimo e godermi ogni secondo che avrò la fortuna di vivere”.

D.: “Ovviamente l’obbiettivo di tutti a ogni gara è quello di vincere, però io spero anche di divertirmi e vivere al meglio questa esperienza”.

Speciale Olimpiadi giovanili – Dakar