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Natura e Movimento: il Corriere dello Sport intervista Chiumento

sabato 24 Ottobre 2026

Natura e Movimento: il Corriere dello Sport intervista Chiumento

Oggi il Corriere dello Sport dedica una pagina a “Natura e Movimento”, il percorso di sostenibilità promosso dal Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica con la Fondazione SportCity. Educazione ambientale, benessere psicofisico e valorizzazione del territorio al centro dell’attenzione con il coinvolgimento di riserve MAB UNESCO e aree protette in Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Toscana.

All’interno della pagina, intervista al nostro Luca Chiumento, medaglia d’argento ai Giochi di Parigi 2024 e due volte campione mondiale nel quattro di coppia maschile insieme ad Andrea Panizza, Giacomo Gentili e Luca Rambaldi. L’azzurro di Fiamme Gialle e SC Padova offre uno spaccato profondo sul legame inscindibile tra pratica sportiva d’élite e tutela dell’ambiente naturale.

Riflessione sul valore dello sport all’aria aperta nella società contemporanea, segnata da ritmi sedentari e molte ore passate al chiuso: “Lo sport ci offre una grande opportunità per entrare in contatto con la natura e imparare ad apprezzarla. In un periodo in cui il lavoro d’ufficio e lo smart working ci portano a trascorrere molte ore della giornata in modo sedentario, poter praticare sport all’aria aperta diventa ancora più importante”.

Per Chiumento il canottaggio non è solo una disciplina agonistica, ma un dialogo quotidiano con gli elementi. Allenandosi costantemente sull’acqua, la preparazione fisica deve adattarsi in tempo reale a fattori meteo imprevedibili come vento forte, pioggia battente, temperature estreme o correnti: “Mi ritengo fortunato perché il mio sport si pratica sull’acqua e gran parte della mia preparazione si svolge all’aria aperta, naturalmente quando le condizioni lo permettono. Nel canottaggio ci confrontiamo ogni giorno con l’ambiente e con le condizioni climatiche: vento forte, pioggia, temperature elevate o condizioni particolari dell’acqua possono influenzare e, a volte, limitare i nostri allenamenti. È uno sport in cui il rapporto con la natura è davvero quotidiano”.

Questa sensibilità ecologica affonda le radici nella sua infanzia, trascorsa a giocare nei parchi e all’aperto. Un’esperienza che considera formativa per chiunque: “Fin da piccolo sono cresciuto trascorrendo molto tempo al parco e giocando all’aria aperta ogni volta che ne avevo la possibilità. È un legame a cui tengo molto e credo sia importante svilupparlo fin da bambini. Vivere e conoscere la natura ci rende più consapevoli del suo valore e, secondo me, anche più sensibili ai temi della tutela e della cura dell’ambiente”.

Sul piano delle soluzioni concrete, Chiumento ribadisce che la sostenibilità non richiede gesti eclatanti, bensì una somma di comportamenti virtuosi e costanti: “Più che una singola azione, sono tanti piccoli gesti quelli che personalmente cerco di mettere in pratica ogni giorno: fare attenzione allo spreco di acqua e di energia, smaltire correttamente i rifiuti e, forse ancora più importante, cercare di sensibilizzare le persone che mi circondano”.

In chiusura, Luca delinea la responsabilità sociale degli atleti, chiamati a essere modelli positivi per la collettività: “Credo che rendere gli altri più consapevoli delle azioni che possiamo compiere quotidianamente e delle attenzioni che possiamo avere sia uno dei modi migliori per contribuire concretamente alla tutela dell’ambiente”.