“Generazione Canottaggio” – L’attività scolastica della SS Murcarolo tra disciplina, costanza e rispetto
“Generazione Canottaggio” – L’attività scolastica della SS Murcarolo tra disciplina, costanza e rispetto

“Generazione Canottaggio” affonda le proprie radici, questa volta, in terra ligure, tappa obbligata alla Società Sportiva Murcarolo di Genova. L’incontro con l’atleta e tecnico, Pietro Sitia, è di quelli che possono illuminare, a maggior ragione quando il comun denominatore del nostro incontro è la scuola e l’impatto con il mondo del remo.
“Remo qui a Murcarolo da ormai 12 anni – ci racconta Pietro – avendo iniziato nell’estate del 2014. Dieci anni dopo ho conseguito la qualifica di allenatore di primo livello insieme a una serie di miei compagni di società. L’obbiettivo era intraprendere un percorso all’interno della stessa società che mi ha formato e che tanto mi ha insegnato nel canottaggio e nella vita, e questo progetto di cui mi faccio promotore insieme ai miei compagni vuole essere un grosso passo in quella direzione”.

Da quanti anni siete attività con un progetto dedicato alle scuole?
“La nostra collaborazione con il mondo scolastico ha radici profonde. Io stesso ne sono la testimonianza diretta: ho iniziato a remare nel 2014, in prima media, proprio grazie a un progetto analogo in cui la Sportiva Murcarolo presentava il canottaggio durante le ore di educazione fisica e come vero e proprio corso extra-curricolare pomeridiano. Purtroppo, la pandemia di Covid-19 ha imposto uno stop forzato a queste attività. Oggi, forti dell’esperienza e della formazione federale, siamo diventati istruttori ed allenatori pronti a rilanciare questa tradizione con rinnovato entusiasmo”.
Come nasce, e perché, questo progetto?
“Il progetto nasce dal desiderio profondo di condividere la bellezza e i valori formativi del canottaggio. Vogliamo far scoprire ai ragazzi uno sport che si pratica all’aria aperta, a stretto contatto con l’acqua ed il mare di Genova è l’ambiente giusto. Per noi nuovi allenatori è anche un modo di “restituire”, con un percorso strutturato all’interno della stessa società che ci ha formati e che tanto ci ha insegnato, sia in acqua sia nella vita di tutti i giorni”.

Quanto è importante che un giovane si avvicini al mondo del remo attraverso il proprio istituto scolastico e, in questo caso, la sinergia con la vostra società?
“La scuola è il luogo d’incontro principale dei ragazzi a quell’età, ma non è strutturata da sola per proporre attività formativa attraverso lo sport. Abbinare l’istituzione scolastica alla realtà del nostro circolo permette di abbattere le barriere d’accesso allo sport. La sinergia con la Sportiva Murcarolo offre agli studenti un ambiente sicuro, tecnico ma allo stesso tempo familiare, dove l’attività fisica non è vista come un obbligo, ma come un’opportunità di crescita e socializzazione anche fuori dalle mura della classe. A Murcarolo facciamo già attività legata ai centri estivi in collaborazione società di altri sport (quest’anno insieme al Tennis Club Genova abbiamo proposto a quasi 50 ragazzi la prima esperienza di canottaggio durante le settimane di Centro Estivo) con un certo successo”.
Ai giovani come vi rivolgete?
“Il canottaggio insegna la disciplina, la costanza ed il rispetto: per i compagni di barca, per gli avversari e per l’ambiente naturale che ci ospita. Remare insegna che per raggiungere un obiettivo serve il contributo di tutti, che la fatica condivisa unisce e che la barca si muove veloce solo se si impara a muoversi all’unisono. Il tutto in un ambiente marino, su una barca che galleggia e ti fa volare sull’acqua ad ogni remata, tua e dei tuoi compagni”.

Su che numeri lavorate?
“Il progetto che stiamo proponendo quest’anno punta a collaborare con due istituti comprensivi secondari di primo grado, in cui dovremmo riuscire a portare il canottaggio nelle ore di educazione a tutte le classi. Al momento abbiamo la conferma con la prima scuola, dove dovremmo riuscire a coinvolgere una totalità di 22 classi. Se riuscissimo a confermare anche la seconda scuola, arriveremmo a un totale di 41 classi di scuola media, per un totale di circa 800 studenti”.
Gli istituti scolastici e le Associazioni con le quali collaborate in sinergia in che maniera rispondono?
“Guarda, c’è un grandissimo entusiasmo per un’attività che riporti le ragazze ed i ragazzi a fare sport all’aperto ed in squadra. I docenti di educazione fisica vedono nel canottaggio un’ottima integrazione ai programmi scolastici, ritenendolo capace di stimolare il coordinamento motorio e l’inclusione. Anche le associazioni del territorio rispondono positivamente, riconoscendo nella Sportiva Murcarolo un presidio educativo e sociale fondamentale per il quartiere, come dimostra anche la collaborazione sui centri estivi con Il Tennis Club Genova”.

Gli obiettivi immediati e futuri, in tal senso, quali sono?
“L’obiettivo immediato è consolidare i nuovi accordi con le scuole del levante genovese e riattivare stabilmente i corsi pomeridiani in palestra e in barca. Guardando al futuro, vogliamo che questo progetto diventi un appuntamento fisso e strutturato nel piano dell’offerta formativa degli istituti scolastici, creando un vivaio continuo di giovani atleti e appassionati che possano vedere nel canottaggio e nel Murcarolo la loro seconda casa, esattamente come è successo a me dodici anni fa”.
Gianluca Atlante
















