Special Olympics, grande successo per l’11ª Regata Nazionale in Friuli Venezia Giulia
Special Olympics, grande successo per l’11ª Regata Nazionale in Friuli Venezia Giulia

Quattro giorni di sport, inclusione e condivisione tra Trieste, Muggia e San Giorgio di Nogaro per celebrare anche i vent’anni dell’attività di pararowing della Società Triestina Canottieri Adria 1877.

Si è conclusa domenica 6 settembre a San Giorgio di Nogaro l’11ª Regata Nazionale Special Olympics – Friuli Venezia Giulia, manifestazione nazionale dedicata all’Indoor Rowing e al Canottaggio, che ha riunito sul territorio atleti della categoria Special e atleti partner, protagonisti di quattro giornate nelle quali sport, competizione, amicizia e inclusione si sono incontrati dentro e fuori dall’acqua.

L’appuntamento ha rappresentato anche la sesta edizione del “Trofeo Patrizia Brandolin” e ha assunto un significato ancora più particolare per la Società Triestina Canottieri Adria 1877, che proprio quest’anno celebra i vent’anni della propria attività di pararowing: due decenni nei quali il canottaggio è diventato uno strumento concreto di partecipazione e inclusione.
La manifestazione è stata organizzata dal Comitato Regionale FIC Friuli Venezia Giulia e dalla Società Triestina Canottieri Adria 1877, in collaborazione con la Società Canoa San Giorgio A.S.D. e la Società Canottieri Pullino di Muggia, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il coinvolgimento di numerose realtà sportive e istituzionali del territorio.

A testimoniare l’attenzione delle istituzioni verso il valore dello sport inclusivo sono intervenuti Francesco Panteca, Presidente del Consiglio Comunale di Trieste, Renato Pelessoni, componente della Giunta Regionale del CONI Friuli Venezia Giulia in rappresentanza delle Discipline Sportive Associate (DSA), Alessandra Orlando, Assessora allo Sport e all’Associazionismo del Comune di Muggia, e Massimiliano D’Ambrosi, Consigliere Federale della Federazione Italiana Canottaggio.
La manifestazione ha visto la partecipazione delle delegazioni provenienti da diverse realtà del canottaggio nazionale: CUS Torino e S.C. Armida di Torino, Canottieri Velocior della Spezia, Canottieri Bardolino da Bardolino ( VR) Canottieri San Miniato da San Miniato ( pi) , oltre naturalmente alla società organizzatrice STC Adria 1877.

Le quattro giornate hanno accompagnato atleti, tecnici, dirigenti e accompagnatori in un percorso capace di coniugare agonismo e socialità. Giovedì 3 settembre le delegazioni sono arrivate a Trieste, dove si è svolta la cena di benvenuto presso la sede della STC Adria 1877, al Pontile Istria. Venerdì 4 settembre è stato dedicato all’Indoor Rowing, ospitato dalla Società Canottieri Pullino di Muggia, con gare individuali sulla distanza temporale di uno e due minuti, preliminari e finali, e la spettacolare staffetta 4 x 1 minuto, nella quale ogni squadra era composta da due / tre atleti Special Olympics e due/ uno atleti partner.

La staffetta ha rappresentato un momento significativo della giornata, mettendo in evidenza il valore della collaborazione e della squadra. Al termine della competizione è stato assegnato il Trofeo Mauro Mossut al CUS Torino, autore della staffetta che ha totalizzato il maggior numero di metri.
Sabato 5 settembre le delegazioni sono state coinvolte in attività ludico-educative presso la sede dell’Adria a Trieste. Tra tutti, spicca l’intervista a Giorgia Tomizza della Canottieri Adria, protagonista ai Giochi Nazionali Special Olympics di Saarland, che ha raccontato la propria esperienza sportiva e umana, offrendo agli altri atleti un’importante testimonianza del percorso che può nascere dalla pratica sportiva. Nel pomeriggio le delegazioni si sono poi trasferite a San Giorgio di Nogaro, in vista dell’ultima giornata di gare.

La manifestazione si è conclusa domenica 6 settembre sul campo di fronte alla Canoa San Giorgio, con le gare in GIG a quattro, inserite nel programma del Campionato Regionale del Friuli Venezia Giulia. Gli equipaggi sono stati composti secondo la formula Unified, con atleti Special Olympics e atleti partner chiamati a condividere la stessa barca e la stessa sfida sportiva.
Un modello che rende particolarmente evidente la filosofia dello sport unificato: non semplicemente gareggiare nello stesso luogo, ma allenarsi insieme, competere insieme e raggiungere insieme il risultato, mettendo in secondo piano le differenze e valorizzando le capacità di ciascun atleta.

Al termine delle competizioni, durante la cerimonia di premiazione, è stato assegnato anche il trofeo della manifestazione al CUS Torino, quale società con il miglior piazzamento nella classifica complessiva.
Proprio il valore agonistico dell’esperienza è stato al centro dell’intervento di Massimiliano D’Ambrosi, Consigliere Federale della Federazione Italiana Canottaggio, che ha voluto sottolineare come il percorso intrapreso dal canottaggio italiano abbia portato gli atleti Special a essere considerati a tutti gli effetti parte della comunità sportiva federale.

«Quando si guarda da fuori si potrebbe pensare che “Special” identifichi semplicemente una categoria – ha spiegato D’Ambrosi – ma per noi della Federazione Italiana Canottaggio è molto di più. Siamo fortunati perché siamo riusciti a costruire una vera categoria del canottaggio, nella quale gli atleti possono allenarsi e competere come tutti gli altri. Sono atleti che fanno sport, che si preparano, che affrontano le gare e che mettono in campo impegno, determinazione e passione».
«Vedere quello che riescono a fare in barca e al remoergometro è un vero piacere – ha proseguito il Consigliere Federale – perché dietro ogni prestazione ci sono allenamento, sacrificio e voglia di migliorarsi. Ed è proprio questo che deve essere riconosciuto: non una semplice partecipazione, ma una vera esperienza sportiva e agonistica».

D’Ambrosi ha poi evidenziato l’importanza di creare sempre più occasioni nelle quali l’attività Special possa dialogare con quella federale: «Abbiamo cercato, anche in questa occasione, di unire questi trofei agli eventi federali, perché crediamo che sia importante che le diverse realtà non viaggino su percorsi separati. Mettere gli atleti nelle condizioni di condividere gli stessi campi di gara, gli stessi momenti e la stessa dimensione sportiva significa dare concretezza all’inclusione».
Un concetto che trova piena espressione nella formula Unified, che rappresenta uno degli elementi distintivi del progetto Special Olympics: l’inclusione non consiste nel creare uno spazio separato, ma nel costruire condizioni affinché tutti possano essere parte della stessa comunità sportiva.
L’11ª Regata Nazionale Special Olympics si chiude così con un bilancio fortemente positivo, non soltanto per i risultati sportivi, ma soprattutto per la capacità di aver riunito società, atleti, tecnici, istituzioni e volontari intorno a una visione comune dello sport.
Una visione che, a Trieste, Muggia e San Giorgio di Nogaro, ha trovato nella barca e nel remoergometro un linguaggio semplice e universale: quello dello sport, dove ogni atleta può allenarsi, competere, migliorarsi e condividere la propria vittoria con gli altri.
















