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Quattro con mix PR3: un quarto posto per Osualdini e Frank che sa di conferma

venerdì 28 Agosto 2026

Quattro con mix PR3: un quarto posto per Osualdini e Frank che sa di conferma

Un quarto posto che sa di grande conferma, anche se il bronzo è sfuggito per appena 1”61. Ai Mondiali pararowing di Amsterdam, il 4 con PR3 mix a forte trazione triestina sfiora il podio al termine di una gara da infarto, confermandosi ai vertici internazionali di una specialità sempre più competitiva e affollata.

Martina Osualdini e Marco Frank (tesserati Aniene), insieme a Carolina Foresti, Stanislau Litvinchuk e alla timoniera Chiara Reto, sono ormai una certezza del pararowing mondiale. Dopo la finale olimpica di Parigi, la finale iridata di Shanghai e l’argento europeo di Varese, l’equipaggio azzurro continua il suo percorso di crescita fisica, tecnica e tattica con lo sguardo già rivolto verso Los Angeles 2028.

Sul canale del Bosbaan la barca italiana aveva già messo le cose in chiaro in batteria, chiudendo al secondo posto dietro agli USA e conquistando l’accesso diretto alla finale con 5 equipaggi racchiusi in pochissimi secondi.

In finale l’avvio degli azzurri è furioso: nei primi 500 metri l’Italia viaggia sul ritmo della Gran Bretagna, transitando con appena 83 centesimi di ritardo dai britannici. Nella parte centrale della gara Australia e Stati Uniti alzano il ritmo e superano l’Italia, che ai 1000 metri si ritrova quarta. La reazione azzurra però è imperiosa: ai 1250 metri l’imbarcazione italiana rimette la punta davanti agli australiani e ai 1500 passa terza con 65 centesimi di vantaggio.

Mentre in testa gli Stati Uniti firmano un’impresa storica interrompendo lo strapotere della Gran Bretagna (che non perdeva da 58 gare e 15 anni), negli ultimi 150 metri sale in cattedra la Francia. Il serrate transalpino beffa l’Italia a un soffio dal traguardo.

Resta l’amaro per la medaglia sfumata per solo 1”6, ma resta soprattutto la certezza di una barca determinata, coesa e con un cuore enorme, pienamente inserita tra le primissime potenze mondiali. Il gap cronometrico parla di un forte miglioramento per l’Italia, passata a 16” dai vincitori nel 2025 (ed a 4” dalla medaglia), a 6” dai primi della classe quest’anno e solo 1’61” dal podio.Dichiarava a caldo Marco Frank: “Abbiamo dato tutti il massimo e sia io che Martina siamo arrivati “morti”. La gara l’ho appena rivista da fuori, perchè da dentro ero concentrato solo a seguire il capovoga e spingere il più possibile. Un po’ di rammarico per il terzo posto. Dpopo la partenza c’è stato un piccolo calo di velocità e lì ci siamo mangiati la medaglia. Per il resto niente da dire, con una barca che è stata confermata la scorsa settimana, in 7 giorni abbiamo fatto un buonissimo lavoro, un buonissimo percorso. Credo che siamo nel gotha del 4 con PR3 mix, nel pacchetto dei migliori 4 equipaggi al mondo: da anni che non si vedono finali iridate così combattute, sono convinto che il risultato con queste quattro formazioni potrebbe cambiare mille volte a ripetere la finale. Il risultato fa ben sperare per il proseguo del quadriennio. Speriamo di riuscire a lavorare con continuità ed arrivare all’agognata medaglia.”

Maurizio Ustolin

FOTO Julia Kowacic / Canottaggio.org