“Generazione Canottaggio” – La scuola inclusiva della Tevere Remo
“Generazione Canottaggio” – La scuola inclusiva della Tevere Remo

Il viaggio di “Generazione Canottaggio” trova terreno fertile alla Tevere Remo, dove ad aprirci le porte è Daniela Sanna. Da oltre quarant’anni il canottaggio rappresenta il filo conduttore della sua vita. Nata sportivamente al Circolo Nautico Oristano, in Sardegna, ha iniziato a remare all’età di 13 anni e da allora non ha più abbandonato questo sport. Trasferitasi a Roma per frequentare l’Isef, ha ripreso l’attività agonistica alla Tevere Remo, società con la quale ha conquistato anche un titolo di campionessa italiana nel due senza pesi leggeri nel 1995.
La sua passione per il canottaggio si è presto trasformata anche in una professione. Laureata all’Isef e successivamente in Scienze dello Sport e del Benessere Fisico, Daniela ha iniziato il proprio percorso da allenatrice prima alla Canottieri Lazio e poi alla Tevere Remo, dove da oltre 35 anni dirige la scuola di canottaggio e segue la formazione dei giovani atleti. Nel corso della sua carriera ha completato tutti i livelli di formazione federale, fino a conseguire il IV Livello Europeo presso la Scuola dello Sport nel 2018.

Parallelamente all’attività sportiva, insegna da anni nella scuola pubblica, dove si occupa di educazione fisica e sostegno, disciplina nella quale ha ottenuto anche la relativa specializzazione. Le sue giornate si dividono tra l’insegnamento e il lavoro sul campo, coordinando allenatori, organizzando corsi e accompagnando i giovani talenti nelle competizioni regionali e nazionali.
Negli ultimi anni il suo impegno si è esteso anche all’attività federale: nell’attuale quadriennio olimpico ricopre infatti il ruolo di Coordinatrice Tecnica Regionale (CTR) del Lazio. Un incarico affidatole dal direttore tecnico Antonio Colamonici, che la vede impegnata nell’organizzazione dei raduni e degli equipaggi delle rappresentative regionali giovanili, contribuendo alla crescita delle nuove generazioni del canottaggio italiano.
Cosa c’è alla base dell’impegno nell’attività scolastica?
“L’esigenza di investire tempo e risorse nel Canottaggio scolastica nasce dalla necessità di reclutare nuovi canottieri”.

Che tipo di rapporto stringete con gli insegnanti?
“I docenti degli istituti scolastici hanno sempre collaborato con entusiasmo. Nei primi anni, all’interno delle scuole, non era uso proporre progetti sportivi agli alunni. Quindi il canottaggio aveva meno concorrenti ed i docenti erano molto entusiasti di queste attività sportive. Il canottaggio è una disciplina sportiva diversa dai soliti giochi di squadra”.
Le difficoltà, però, non mancano da questo punto di vista.
“Questa generazione di docenti ormai sta andando in pensione e i nuovi professori sono bombardati dalle 1000 attività e incombenze scolastiche e da tanti progetti che arrivano da tutti gli sport senza riuscire a concentrarsi su nessuno in particolare. Una volta i docenti di educazione fisica avevano un rimborso per il lavoro svolto nel pomeriggio con i gruppi sportivi scolastici che si attivavano per la preparazione degli alunni ai campionati sportivi scolastici. Nel tempo questo contributo è diventato sempre più basso e dall’anno scorso il ministero dell’istruzione e del merito ha eliminato dai giochi sportivi studenteschi quasi tutti gli sport italiani tranne 10. Fra gli eliminati c’è il canottaggio”.
Alla Tevere Remo vi concentrate anche su ragazze e ragazzi con disabilità.
“La Tevere Remo ha un numeroso gruppo di ragazzi che frequentano il corso riservato agli Special Olympics che partecipa alle regate regionali e nazionali. Gli obiettivi di questa attività promozionale nelle scuole e quello di aumentare i numeri degli atleti che facciano canottaggio il secondo obiettivo è quello di trovare ragazzi talent che possano partecipare alle competizioni sportive riservate alle categorie giovanili ed in seguito che facciano parte della squadra agonistica della Tevere Remo e magari che rientrano nella squadra nazionale italiana di canottaggio”.
Quanto è stimolante il tuo ruolo e quanto la Tevere Remo ti supporta in tutto questo?
“Negli anni la quasi totalità degli atleti che frequentano la squadra agonistica del RCCTR provengono dal progetto sportivo scolastico così come tutti gli atleti che abbiamo mandato in nazionale. Allenare i ragazzi, vederli crescere, trasformarli in atleti e magari vederli vincere è una grande soddisfazione. Il nostro è un lavoro di squadra Ed io in qualità di allenatrice costruisco questa squadra e sono gratificata quando vedo il loro impegno e i loro miglioramenti e, naturalmente, se vinciamo una medaglia sono felice perché vuol dire che abbiamo lavorato bene”.
Gianluca Atlante
















