Il Presidente Galtarossa alla tavola rotonda “Vita Nuova nello Sport”
Il Presidente Galtarossa alla tavola rotonda “Vita Nuova nello Sport”

Come può uno sportivo affrontare una diagnosi cardiologica senza rinunciare alla propria identità di atleta? Quali sono oggi le prospettive offerte dalla medicina dello sport per consentire una pratica sportiva sicura e consapevole?
A questi interrogativi è stata dedicata la tavola rotonda “Vita Nuova nello Sport: cambia il campo non l’atleta”, in programma giovedì scorso presso l’Università degli Studi di Roma Foro Italico, Aula MA5.
L’evento, promosso dal CONI Lazio, dalla Scuola Regionale dello Sport del Lazio e dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, ha riunito autorevoli rappresentanti del mondo accademico, sanitario e sportivo per un confronto sul tema della salute cardiovascolare degli atleti, dell’inclusione e delle nuove opportunità offerte a chi si trova ad affrontare una cardiopatia.
Tra i protagonisti dell’incontro c’è stata la cardiologa dello sport Cristina Pasqualetto, autrice del libro “Nel Cuore dei Campioni”, presentato al termine della tavola rotonda. Il volume racconta storie autentiche di grandi campioni che hanno saputo trasformare le difficoltà in opportunità di crescita, offrendo una riflessione sul significato più profondo dello sport e sulla capacità di affrontare le sfide della vita con determinazione e coraggio.
Tra i protagonisti del libro e dell’evento è intervenuto anche il Presidente federale Rossano Galtarossa, che ha portato la propria testimonianza sul valore della resilienza, della preparazione e della cultura sportiva.
«Oggi la diagnosi di una patologia cardiovascolare non coincide necessariamente con la fine dell’attività sportiva – commenta la cardiologa Pasqualetto – Grazie ai progressi della cardiologia dello sport e a una valutazione sempre più personalizzata, è possibile individuare percorsi che consentano agli atleti di continuare a praticare sport in sicurezza. Da qui nasce il concetto che dà il titolo all’incontro: non sempre deve cambiare l’atleta, può cambiare il campo, il modo di vivere e interpretare la pratica sportiva».
L’appuntamento si è proposto di sensibilizzare atleti, tecnici, dirigenti e famiglie sull’importanza della prevenzione cardiovascolare e della tutela della salute, promuovendo una cultura sportiva che metta al centro la persona prima ancora della prestazione.
















