Società

UNA STORIA DI SPORT E DI PASSIONE

sabato 13 Giugno 2026

UNA STORIA DI SPORT E DI PASSIONE

Agli esordi era il canottaggio alla Ginnastica Triestina, che accomunò Mauro Asaro ed Erika Hrovatin e che trasmise loro l’essenza di quello che è lo sport, quello vero, che non è solo tempi e risultati, ma soprattutto la conoscenza di sé stessi e dei propri limiti. Dal canottaggio al triathlon, fondando la prima società triestina di questa disciplina, la Beet Academy ASD, praticando uno sport duro ma altrettanto vero, fino ad arrivare ai nostri giorni per vedere chiudere i battenti di un realtà sportiva che aveva tracciato un percorso importante trasmettendo passione a tanti. Ma è dalle ceneri della Beet Academy, che per volontà dei suoi soci fondatori, arriva un contributo per l’acquisto di una barca da canottaggio per il gruppo agonistico della Ginnastica Triestina, ed accanto uno scritto altrettanto importante, che ha il sapore dello sport, di quello vero.

Grazie Presidente Mauro per quello che sei e per quello che hai scritto.

E adesso leggiamo con attenzione:

Cari amici della Società Ginnastica Triestina,

mi dispiace sinceramente non poter essere presente oggi per condividere con voi questo momento. Ho scritto queste parole a nome di tutti i soci della Beet Academy ASD.

Quando abbiamo deciso di concludere l’esperienza della Beet Academy ASD, ci siamo posti una domanda semplice: cosa poteva continuare?

La risposta non era il nome dell’associazione.

Non era il logo.

Erano le idee che ci avevano accompagnato fin dall’inizio.

Il nome “Beet” nasceva dalla rapa rossa. Un ortaggio semplice, quasi banale. Nulla di spettacolare. Eppure, nello sport di endurance, capace di produrre effetti reali e misurabili grazie ai nitrati naturali che contiene.

Per noi era un simbolo.

Ci ricordava che i risultati importanti raramente nascono da formule magiche, da tecnologie miracolose o da scorciatoie.

Nascono quasi sempre dalla capacità di fare straordinariamente bene cose apparentemente ordinarie. Allenarsi con continuità.

Curare la tecnica.

Dormire.

Alimentarsi bene.

Rispettare il proprio corpo.

Ripetere i gesti giusti per anni.

In altre parole: prendere sul serio ciò che amiamo e rispettare se stessi e gli altri.

E qui vorrei soffermarmi su una parola che spesso viene fraintesa: serio.

Prendere sul serio lo sport non significa trasformarlo in un lavoro o in un’ossessione.

Non significa perdere il piacere del gioco.

Anzi.

Significa riconoscere che ciò che ci appassiona merita attenzione, cura e rispetto.

I bambini prendono il gioco terribilmente sul serio. Quando giocano non pensano ad altro. Sono immersi in quello che fanno.

Credo che lo sport debba conservare qualcosa di quello spirito.

Giocare.

Ma giocare bene.

Con impegno.

Con rispetto.

Con passione.

Con la voglia di migliorarsi.

Perché le cose che contano davvero nella vita meritano di essere prese sul serio, anche quando sono apparentemente inutili.

E forse il canottaggio rappresenta tutto questo meglio di molti altri sport.

Non esistono scorciatoie.

Non esistono alibi.

Esiste un gesto semplice che viene ripetuto centinaia e migliaia di volte.

E lentamente, quasi senza accorgersene, quel gesto costruisce forza, carattere, amicizie, disciplina e fiducia.

Costruisce persone.

Quando abbiamo deciso di donare questa barca alla Società Ginnastica Triestina non volevamo semplicemente trovare una nuova collocazione per un’attrezzatura sportiva.

Volevamo che continuassero a navigare i valori che avevano animato la Beet Academy.

Volevamo che questa barca continuasse a trasportare curiosità, passione, spirito di squadra, rispetto del mare e piacere della fatica fatta bene.

Volevamo che continuasse a ricordare a chi salirà a bordo che le cose straordinarie nascono quasi sempre da gesti semplici eseguiti con costanza.

E che il segreto, se esiste, è quasi sempre nascosto nelle basi.

Mi piace pensare che da oggi questa imbarcazione continuerà la nostra storia con nuovi equipaggi, nuovi giovani atleti e nuove storie da raccontare.

Vedrà albe sul mare, allenamenti duri, giornate perfette e giornate difficili.

E in ciascuna di esse continuerà, in qualche modo, a portare con sé il messaggio che la Beet Academy ha cercato di trasmettere:

non servono cose straordinarie per vivere esperienze straordinarie.

Servono passione, metodo, costanza e il coraggio di prendere sul serio ciò che si ama.

Grazie alla Società Ginnastica Triestina per aver accolto questa barca e ciò che rappresenta.

Buon varo e buon mare!

Mauro Asaro, Presidente, Beet Academy ASD  

Maurizio Ustolin