Responsabilità sociale / Società

Chiusa la 7^ edizione della Discesa del Danubio a remi

mercoledì 30 Luglio 2025

Chiusa la 7^ edizione della Discesa del Danubio a remi

Avrebbe dovuto chiudersi con l’ultima tappa da Esztergom a Budapest, la settima edizione della Discesa del Danubio a remi del Circolo Canottieri 3 Ponti di Roma, affiliato alla Federazione Italiana Canottaggio, supportata per la prima volta dalla Fondazione Baroni, ma gli oltre 40 chilometri orari di vento previsti per la giornata di ieri non hanno consentito la navigazione con la sicurezza necessaria alle caratteristiche della flotta. L’impresa sul fiume termina ad Esztergom, mentre Budapest accoglie comunque tutti partecipanti per celebrare il loro successo.

“Congratulazioni a questi atleti incredibili per il successo in un’impresa unica. Per tutti loro, un meritatissimo traguardo individuale e collettivo. La Fondazione Baroni è davvero lieta di aver contribuito a un’avventura che incarna un lodevole modello da replicare nel connubio virtuoso tra sport e inclusione”. Commenta così la chiusura della Discesa del Danubio a remi Giuseppe SIGNORIELLO, Presidente della Fondazione.

Erano sei, le tappe inizialmente previste per completare anche quest’anno con successo l’impresa remiera, pianificata con partenza da Vienna e arrivo a Budapest, per un totale di circa 300 chilometri di voga. La flotta era composta da 4 barche da 8 con, rispettivamente timonate in partenza da Antonio Schettino, Luca Molinari, Daniela De Blasis e Valentina La Cava, affiancate dai due motoscafi d’appoggio, con a bordo atlete e atleti Master insieme ad atlete e atleti diversamente abili italiani, austriaci e tedeschi, con i loro accompagnatori, mentre nello staff, Giulia Benigni, Presidente del CC3Ponti, il suo Presidente Onorario, Riccardo Dezi, Antonio Schettino e Catalin Blaj.

La prima tappa, giovedì 24 luglio, da Vienna a Bad Deutsch-Altemburg, non aveva messo in difficoltà gli equipaggi e anzi la barca internazionale con a bordo le atlete e gli atleti con disabilità – Daniela De Blasis e Marco Carapacchio del CC3 Ponti romano, Nathalie Podda del Donauhort Ruderverein di Vienna coi loro accompagnatori –, timonata proprio dall’atleta PR3 Daniela De Blasis, si è mantenuta sempre saldamente alla testa del convoglio. Con loro avrebbe dovuto esserci anche Ramona Gerber, l’atleta non vedente del circolo remiero tedesco MaInzer Ruderverein, che purtroppo, appena scesa dal treno in territorio austriaco per raggiungere il gruppo è dovuta rientrare a casa per un malore della mamma.

Poche le soste, qualche cambio ai remi e al timone e in circa tre ore effettive di voga le barche toccavano le rive del piccolo porto di Bad Deutch Altenburg, dove risiede la associazione Viadonau responsabile del monitoraggio e della manutenzione del fiume, che ospitava le barche della regata sulla sua rampa. Un fiume buono, quindi, quello che accolto il primo giorno della Discesa, con una discreta corrente che non si è trasformata mai in elemento di pericolo, e un arrivo reso appena più complicato dall’esercitazione militare in corso proprio in quella baia, con imbarcazioni ulteriori tra le quali districarsi.

Quaranta chilometri lisci come l’olio anche il giorno successivo per la seconda tappa Bad Deutsch-AltemburgBratislava. Una navigazione tranquilla che ha permesso in circa tre ore di arrivare a Cunovo, circa 15 chilometri a valle di Bratislava. Qui le barche sono state trasbordate dalle atlete e dagli atleti per un tratto di 500 metri sulle rive di un canale protetto dal traffico delle grandi navi, pronte per la partenza del giorno successivo.

Decisamente più problematico il segmento di fiume del terzo giorno, sabato 26 luglio, da Bratislava a Gönyù, percorso quasi interamente sotto una pioggia battente. Fuori servizio la chiusa di Dunakility, la stessa veniva aperta appositamente per le barche del CC3Ponti, grazie alla collaborazione con il circolo gemellato Donauhort Ruderverein di Vienna e le autorità locali, permettendo di chiudere la tappa dopo circa 6 ore e mezza con l’arrivo a Gönyù.

Tappa “ibrida” invece quella di domenica scorsa da Gönyù fino a Komarno, perché le atlete e gli atleti oltre ai trenta chilometri in acqua hanno dovuto proseguire a piedi per raggiungere Komarno. Sotto un cielo nuvoloso, ma senza pioggia al mattino, una tappa veloce, 26 chilometri coperti in due ore, con le barche a gareggiare tra loro sui 500 metri.

Infine, la tappa di lunedì 28 luglio di circa 50 chilometri da Komarno ad Esztergom, da penultima della regata si è trasformata in quella conclusiva, a causa, appunto, della velocità del vento prevista per il giorno successivo e non sostenibile dal convoglio. Del resto, come ha commentato Giulia Benigni, “l’impresa è anche questo: accettare le decisioni del fiume e rispettarle”. “C’è stata molta collaborazione da parte di tutti – ha detto ancora Giulia Benigni – nell’affrontare le modifiche del programma e nell’accettare la delusione di non poter concludere l’impresa sul fiume a causa del pericolo evidente”. 52 chilometri quindi per questa tappa, percorsi nel tempo record di 4 ore mezza, con una sola sosta, grazie anche alla corrente, al livello di acqua del fiume   al vento maggiormente favorevoli.

Si è chiusa quindi con successo ad Esztergom la settima volta della Discesa del Danubio a remi del CC3Ponti, mentre Budapest accoglieva comunque, nella serata di martedì 29 luglio, tutti partecipanti all’impresa per il momento conviviale tradizionale, questa volta, all’Harboor Palace, teatro anche dei ringraziamenti dovuti alla Fondazione Baroni da parte degli organizzatori e di tutti gli atleti, che hanno remato sotto la bandiera della Fondazione.

Fondazione Baroni, che per la prima volta affiancava la Società Sportiva Circolo Canottieri 3 Ponti nell’impresa immaginata ormai sette anni fa dalla presidente Giulia Benigni e da Riccardo Dezi, suo presidente onorario, essendo la società risultata quest’anno vincitrice di uno dei suoi bandi di finanziamento tra quelli destinati ad undici progetti innovativi a sostegno delle persone con disabilità, e per favorire l’inclusione, la ricerca e lo sport.  Un nuovo alleato la Fondazione, quindi, per l’impegno del CC3Ponti e dei suoi vertici, tecnici di grande esperienza e lunga carriera, per uno sport per tutti, dove le differenze diventano concrete occasioni di crescita per tutti

Grazie alla Fondazione Baroni, non solo le atlete e gli atleti con disabilità con i loro accompagnatori hanno potuto partecipare alla regata gratuitamente, ma con il suo fondamentale supporto è stato decisamente più facile affrontare la complessa organizzazione che si cela dietro ad un risultato come questo, per una manifestazione sportiva dal meccanismo ben oliato e che va perfezionandosi sempre di più edizione dopo edizione.

Caratteristica peculiare e al tempo stesso eccezionale di un’impresa come questa – ha commentato ancora Giulia Benignirisiede nel fatto che durante il suo svolgimento le differenze di genere, età, abilità, provenienza dei vari elementi del gruppo, sotto la guida attenta di uno staff ben preparato, si amalgamano, creando uno straordinario risultato, un concetto di ‘squadra’ che si avvicina a quello di ‘famiglia’, proprio come in cucina i diversi ingredienti, attraverso le sapienti mano dello chef e passando per le varie fasi della preparazione, danno vita ad un piatto gustosissimo. Come la Discesa del Danubio a remi.

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Ufficio stampa
Società Sportiva CC3Ponti
Diana Daneluz