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Direttiva Bolkenstein, esclusi i circoli che svolgono attività sportive in via stabile e principale

martedì 29 Ottobre 2024

Direttiva Bolkenstein, esclusi i circoli che svolgono attività sportive in via stabile e principale

Una buona notizia per tutti i circoli sportivi operanti sulle sponde di fiumi, laghi e mari. Le commissioni riunite Finanze e Giustizia della Camera hanno infatti approvato ieri l’emendamento “salva circoli sportivi”, che esclude dall’applicazione della Direttiva Bolkstein società e associazioni sportive dilettantistiche, federazioni sportive ed enti di promozione che svolgono attività sportive in via stabile e principale, a condizione che usino il demanio marittimo per attività con finalità esclusivamente sociali e ricreative e non per attività di tipo economico, che possono essere solo subordinate e strumentali all’attività principale.

Con questo emendamento, vengono salvati dalla norma circa 1.500 i circoli che potranno così continuare a svolgere le loro attività all’interno, a patto di essere iscritti al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche. “Lo scopo è sportivo e l’attività non sportiva deve essere subordinata strumentale”, ha spiegato il Ministro dello Sport Andrea Abodi. “C’era un’intesa a salvaguardare questo patrimonio inestimabile, che è quello delle attività in concessione da associazioni e società sportive dilettantistiche, federazioni sportive, enti di promozione anche paralimpici, cioè un mondo che non può essere considerato commerciale, che fa parte dell’economia sociale ed è un mondo totalmente legato al senza fine di lucro e questo penso che abbia fatto la differenza”.

Nel testo si specifica che nel salvataggio sono inclusi anche i circoli in cui l’attività sportiva non ha un ruolo “esclusivo”, ma “principale”: si potranno quindi mantenere le attività secondarie come la ristorazione o la vendita. I relatori riferiranno già oggi nell’Aula della Camera e sul voto, come già preannunciato dalla maggioranza, verrà posta la mozione di fiducia, con il voto finale che è atteso per la giornata di giovedì 31 ottobre. Il testo dovrà poi essere convertito in legge entro e non oltre il 16 novembre, dopo attenta discussione in Senato.