Parigi 2024. Il commento del Direttore Tecnico Francesco Cattaneo
Parigi 2024. Il commento del Direttore Tecnico Francesco Cattaneo

“Chiudiamo i Giochi di Parigi 2024 con due medaglie d’argento arrivate dalla coppia Senior e Pesi Leggeri, il settore che dopo Tokyo 2020 ha subìto i minori stravolgimenti consentendo, quindi, di lavorare su un bacino di atleti molto più pronti al livello Olimpico e, di conseguenza, con maggiore metodo e pianificazione. Oltre alle medaglie conquistate è da segnalare, sempre nella coppia maschile, anche la performance del doppio senior che, dopo il cambio di formazione, non è riuscito a trovare il giusto equilibrio emotivo per esprimere al meglio le proprie potenzialità. Nel settore di punta maschile, invece, il ricambio generazionale che si è reso necessario dopo il 2021, ha portato comunque a un bel quarto posto sul quattro senza e alla qualificazione dell’otto e del due senza maschile. Per quanto riguarda il settore femminile, aver qualificato l’otto a questa Olimpiade, da poco conclusa per il canottaggio, come ho sempre affermato è stato un traguardo importantissimo per l’intero movimento, al quale ha poi fatto seguito anche la storica finale Olimpica. Questo ci permette di guardare con soddisfazione al futuro continuando a mantenere vivo il lavoro di crescita impostato e che ha pagato anche a Parigi 2024. Va poi sottolineato anche il valore dimostrato dal doppio senior delle ragazze, che ha gareggiato a un buon livello nella finalina, mentre volgendo lo sguardo anche al settore pesi leggeri femminile, che tanto ci è stato caro, abbiamo riscontrato uno stravolgimento del livello mondiale, il quale non ci ha permesso di essere presenti qui a Parigi, generando anche vari ‘sgambetti’ fisici occorsi durante l’intero triennio: testimonianza di questo sta nel fatto che nessun equipaggio salito sul podio di Tokyo 2020 è riuscito a entrare in finale qui a Parigi.
L’Olimpiade chiude sempre un ciclo e questa ci lascia dei segnali su cui bisogna riflettere e lavorare fin da subito: uno di questi sicuramente è la programmazione la quale, necessariamente, deve partire da lontano, come fatto in passato, e che richiederà inevitabilmente un grosso investimento sui nostri migliori Under 19 e Under 23 per farli arrivare al livello Olimpico. Il metodo deve essere necessariamente cucito sul sistema ‘canottaggio Italia’, il quale vanta molte peculiarità uniche al mondo: un sistema che ha funzionato e che va implementato. Ce lo dimostra il fatto che, laddove non si sono verificati stravolgimenti, ma solo piccoli aggiustamenti, i risultati sono arrivati. Se si ha la fortuna di disporre subito di grandi talenti, i risultati possono arrivare anche prima, ma se invece vi sono buoni atleti, questi hanno bisogno di fare le loro esperienze e la loro crescita presenterà inevitabilmente una curva più modesta, ma comunque efficace sul lungo termine. Ho certezza che, con il lavoro che è partito già dal settembre 2021, abbiamo gettato le basi per continuare a crescere. È un dato di fatto che il bacino di vogatrici e vogatori dal quale attingiamo non è grandissimo, per cui dobbiamo lavorare con grande metodo e programmazione individuando i giovani con i prerequisiti per l’alto livello, facendoli maturare e migliorare, alla luce del gap antropometrico e fisiologico che scontiamo con chi ci precede sul podio. Dobbiamo investire risorse umane ed economiche sui nostri giovani, per capire chi potrà puntare già alle prossime Olimpiadi di Los Angeles 2028 e successivamente a quelle di Brisbane 2032. In sintesi il bilancio di questa Olimpiade è da ritenersi positivo, poiché siamo partiti con l’obiettivo di raggiungere due medaglie, arrivate puntualmente, e forse ci è sfuggita quella del quattro senza.
Una medaglia mancata per la quale mi dispiace molto, ma i ragazzi, così come lo staff, hanno fatto tutto quello che era nelle proprie capacità affrontando, comunque, una stagione di altissimo livello per concludere con una grande finale Olimpica. Purtroppo, le varie vicissitudini attraversate lo scorso anno, e l’aver qualificato la barca in corsa a maggio, con tutta probabilità hanno influito su quegli ultimi duecento metri che ci hanno lasciato giù dal podio. Se teniamo conto, inoltre, che fra i cinque atleti che hanno contribuito alla medaglia di Tokyo tre hanno smesso, posso affermare che in questi tre anni il lavoro impostato è stato proficuo. Guardando al futuro ora si intravede già un quadriennio pieno di sfide, tra le tante l’ingresso del beach sprint alle prossime Olimpiadi e il fatto che le gare in linea di canottaggio a Los Angeles saranno disputate sulla distanza dei 1500 metri, anziché sui canonici 2000 metri, che invece verranno mantenuti nelle gare per tutto il resto del quadriennio, qualificazioni incluse. Impostare il lavoro per queste sfide sarà in generale intrigante, e in un certo modo difficile, e per questo dobbiamo essere attenti e professionalmente efficaci a quanto ci prepareremo a sviluppare. Intanto è giusto godersi questi risultati, e personalmente la fotografia più bella di questa Olimpiade è quella di aver portato una squadra numerosa, fondamentale in chiave futura, serena e determinata. Voglio rivolgere, infine, una serie di ringraziamenti poiché la macchina olimpica è estremamente complessa e va gestita nel migliore dei modi. Parto dal mio staff tecnico fatto da Andrea, Stefano, Agostino, Carlo, Giovanni, Gigi, Rocco e Vittorio, i quali mi hanno accompagnato in questo triennio molto difficile e che non mi hanno mai lesinato il contributo professionale e di abnegazione che cerco, a loro va un grazie di cuore.
Un sentito ringraziamento a tutti gli atleti che sono entrati a far parte del Gruppo Olimpico in questo triennio, anche e soprattutto a quelli che non sono presenti qui a Parigi, perché sono, e saranno sempre, la parte fondamentale dell’Italia del canottaggio che va salvaguardata, difesa e stimolata a fare sempre meglio. Grazie a tutto il personale del Centro Federale, e a tutta la Segreteria Federale, che con instancabile attenzione ci segue permettendoci di poter fare i raduni e le gare nelle migliori condizioni, grazie alla Team Leader sempre attenta ad ogni esigenza che risolve con puntualità. Grazie allo Staff Medico al completo, anche a quello non presente a Parigi, estremamente professionale e che ci ha aiutato a risolvere i mille problemi fisici sopravvenuti in questi anni. Grazie ai preparatori Alberto, Andrea e Giandomenico dell’Istituto di Scienza dello Sport, che ci hanno fatto cambiare paradigma nella preparazione a terra rendendola oltremodo efficace. Grazie all’Area Comunicazione, che non ha mai lasciato la squadra Olimpica senza il supporto mediatico. Grazie al Presidente Giuseppe Abbagnale, e al Consiglio, per la fiducia che mi ha sempre accordato approvando tutte le richieste che ho fatto in questo triennio per mantenere il trend di medaglie cui siamo abituati e qualificare comunque otto equipaggi nonostante le regole per partecipare ai Giochi, dopo Tokyo 2020, siano risultate ancora più stringenti. Grazie ai dirigenti e i tecnici societari che hanno sempre seguito, sostenuto e spinto i nostri atleti: senza di loro questi risultati non sarebbero stati possibili e questi risultati sono il patrimonio di tutta l’Italia del canottaggio. Grazie a tutti!”.
















