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Parigi, una storia per le sei barche azzurre rimaste giù dal podio

domenica 4 Agosto 2024

Parigi, una storia per le sei barche azzurre rimaste giù dal podio

L’Italia olimpica del canottaggio ai Giochi di Parigi 2024 torna a casa con due memorabili medaglie d’argento, ma non solo. C’è tanto lavoro, tanto sudore, tanto impegno anche nei restanti piazzamenti ottenuti. Il quarto posto del quattro senza maschile di Nicholas Kohl, Giuseppe Vicino, Giovanni Abagnale e Matteo Lodo a molti sostenitori avrà lasciato l’amaro in bocca, ma è un piazzamento comunque straordinario per una formazione qualificatasi per Parigi solo nella seconda metà di maggio, a Lucerna, e che si è trovata a gareggiare in una delle finali di più alto livello viste in questa Olimpiade.

Lo stesso discorso vale per i due otto, quello femminile di Veronica Bumbaca, Alice Codato, Silvia Terrazzi, Elisa Mondelli, Aisha Rocek, Alice Gnatta, Linda De Filippis, Giorgia Pelacchi e il timoniere Emanuele Capponi, sesto, e quello maschile di Vincenzo Abbagnale, Leonardo Pietra Caprina, Gennaro Di Mauro, Davide Verità, Salvatore Monfrecola, Emanuele Gaetani Liseo, Jacopo Frigerio, Matteo Della Valle e la timoniera Alessandra Faella, settimo. Le due ammiraglie azzurre si sono qualificate anch’esse per i Giochi a Lucerna, regalando due momenti indimenticabili alla storia remiera azzurra, grazie alla tenacia e alla visione della Direzione Tecnica, e all’impegno dei nove ragazzi e delle nove ragazze che hanno vestito il body italiano in terra di Francia. 18 elementi dei quali ben 15 esordienti ai Giochi, con solo tre persone – Rocek tra le donne, Abbagnale e Di Mauro tra gli uomini – che avevano già vissuto l’esperienza olimpica a Tokyo. Due barche giovani e caparbie, che hanno scritto una pagina di storia per l’Italia del canottaggio, arrivando ad affrontare i mostri della specialità.

Discorso diverso invece per le altre tre barche, il doppio Senior femminile undicesimo classificato di Stefania Gobbi e Clara Guerra, il due senza maschile dodicesimo di Giovanni Codato e Davide Comini, il doppio Senior maschile tredicesimo di Matteo Sartori e Nicolò Carucci. Tre barche tutte qualificatesi per Parigi dal Mondiale di qualificazione olimpica dello scorso anno, ma che poi nella marcia di avvicinamento verso Parigi hanno vissuto percorsi estremamente diversi.

Il doppio femminile ha attraversato un lungo periodo di selezione interna, conclusosi solo con la terza tappa di Coppa del Mondo a Lucerna e che si è incrociato anche con il tentativo di qualifica del doppio leggero femminile. Ne è uscito un equipaggio che non ha mai mollato, come dimostra la finale B, e che permette a Stefania e Clara di erigersi in questo momento a guide del movimento femminile, con la loro comprovata esperienza e lo spirito indomito mostrato a Vaires-sur-Marne.

Mai più toccato invece dopo aver strappato il pass a Belgrado, il due senza maschile ha continuato imperterrito e in tranquillità il proprio percorso di crescita, che ha interessato due ragazzi giovani, silenziosi e dediti al lavoro, che hanno dato tutto quel che avevano – anche per loro, parla una finale B disputata con grande grinta e voglia di far bene – e che hanno vissuto questa Olimpiade con la consapevolezza che si tratta di un primo step verso traguardi ancora più prestigiosi.

Infine, il doppio Senior maschile, con Matteo e Nicolò tornati insieme a tre settimane dai Giochi, dopo che cinque anni fa avevano già ottenuto insieme da Under 19 un bronzo ai Mondiali e un argento agli Europei. La tensione del debutto olimpico e i pochi giorni per riamalgamarsi dopo molti anni passati senza condividere un posto in barca ha reso il percorso del doppio più difficoltoso, ma la giovane età dei due atleti – 22 anni Sartori, 23 Carucci – è dalla loro parte, e da oggi Parigi 2024 per loro non è altro che un’importante esperienza in più sulle loro forti spalle, utile in futuro per cogliere radiosi successi.