Parigi 2024. A tu per tu con i protagonisti delle qualificazioni: quattro di coppia Senior maschile di Gentili, Chiumento, Panizza e Carucci
Parigi 2024. A tu per tu con i protagonisti delle qualificazioni: quattro di coppia Senior maschile di Gentili, Chiumento, Panizza e Carucci

L’ultimo a tu per tu con le imbarcazioni azzurre qualificate per i Giochi di Parigi 2024 non può che essere il quattro di coppia Senior maschile, che ha strappato il pass per la prossima Olimpiade accedendo in finale ai Mondiali Assoluti di Belgrado, per poi conquistare una meravigliosa medaglia d’argento iridata. In raduno da poche ore proprio a Vaires-sur-Marne, bacino a cinque cerchi del 2024, Giacomo Gentili, Luca Chiumento, Andrea Panizza (Fiamme Gialle) e Nicolò Carucci (Fiamme Oro) ci raccontano le loro emozioni relative a quei momenti e a ciò che li aspetta da qui a meno di un anno.

Avete ripercorso la gara che vi ha portato alla qualificazione olimpica? Gentili: “La gara l’ho ripercorsa, e credo sia stata una delle più belle mai fatte! Vedere combattere così una gara intera vuol dire essere un bell’equipaggio, solido. Sono molto orgoglioso del lavoro svolto dentro la barca, ma soprattutto fuori”. Chiumento: “La gara che ci ha portato alla qualifica è stata quasi più difficile della finale. Tutti in quella occasione vogliono passare il turno, e danno il massimo per riuscirci. All’inizio non ci siamo goduti a pieno il risultato, anche per le condizioni meteo in cui abbiamo gareggiato, e probabilmente anche perché non è stata quella la nostra migliore prestazione. Analizzata la gara e acquisito il risultato invece, siamo stati contenti”.

Panizza: “Credo che ci abbiamo ripensato tutti, è stata una gara incredibile, e diversa dai soliti scenari. Eravamo abituati a partire e uscire subito dal gruppo, invece dopo la partenza eravamo ancora lì con gli altri. Abbiamo reagito, dopo aver lavorato molto in raduno su ciò in cui eravamo carenti, siamo rimasti a contatto con i migliori, e negli ultimi 500 metri, che sono il nostro punto di forza, siamo riusciti a mettere la pallina davanti. Credo che sia stata una delle gare più belle che abbia mai fatto”. Carucci: “L’abbiamo rivista e ripercorsa, e penso che a breve la commenteremo anche da un lato più tecnico con gli allenatori e il DT. Abbiamo fatto una gara molto tirata e impegnativa sotto ogni aspetto, e tutti abbiamo tirato fuori il massimo al momento giusto della stagione, visto l’epilogo”.

Come state vivendo questo momento? Gentili: “Vivo questo momento come un bel trampolino di lancio per quest’anno. Un bagno di fiducia, segno che possiamo far bene. Sono contento, ed è giusto viverlo pienamente, consapevole però che quest’anno dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo, farlo bene e migliorare sempre di più”. Chiumento: “Mi sono goduto un po’ di respiro, staccando la spina. Il riposo però è durato poco, è già ora di tornare in pista, e quel che abbiamo fatto ai Mondiali è stato solo l’inizio”. Panizza: “Ho vissuto il post-qualifica senza fare troppe vacanze, non sono il tipo a cui piace stare troppo tempo fermo a prendere il sole. Ho staccato la spina, ma facendo altro, andando in montagna ad arrampicare, ho imparato a fare le ferrate, e sono felice di come ho passato le tre settimane di pausa che ho avuto”. Carucci: “Adesso siamo a Parigi per il primo raduno della nuova stagione, e io personalmente sono contento della stagione da poco conclusa, ma ancora più determinato per ciò che mi attende nei prossimi mesi, il vero obiettivo di ogni atleta”.

Se ti chiedo Parigi 2024 cosa immagini? Gentili: “Parigi non la immagino, voglio vivere quel momento. Ho visto che fare previsioni alla fine porta male, quindi penso solo a lavorare, migliorare e credere che se il percorso che faremo durante l’anno sarà ricco di fatica e di miglioramenti, allora anche le gare andranno bene”. Chiumento: “Penso ai cinque cerchi e alla voglia di riscatto che ho dentro. Ho vissuto Tokyo da riserva, un’esperienza che mi ha dato molto, ma non ciò che un atleta realmente vuole da una partecipazione olimpica. Ho voglia di partecipare da vero protagonista, e mostrare insieme ai miei compagni di barca il miglior canottaggio che possiamo fare”. Panizza: “Immagino Parigi dal momento in cui ho finito la gara a Belgrado. Sarà una seconda chance, ma non guardo troppo avanti, penso solo a ciò che devo migliorare, cercando di stare attento perché spesso sono vittima di infortuni che mi fanno perdere molti allenamenti, e quest’anno non posso permettermelo, voglio anzi arrivare il più in forma possibile già agli allenamenti importanti”. Carucci: “Parigi è un sogno, e farò di tutto per essere nella mia miglior forma possibile sia dal punto di vista fisico che da quello mentale, per raggiungere un sogno che inseguo da quando sono piccolo”.
















