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La FIC insieme a Legambiente per abbracciare il Lambro

sabato 27 Febbraio 2010

La FIC insieme a Legambiente per abbracciare il Lambro

ROMA, 27 febbraio 2010Il fiume Lambro nel cuore dello sport, nel cuore del canottaggio italiano. All’appello del Direttore Generale Legambiente Rossella Muroni, risponde immediatamente il Presidente Federale Enrico Gandola. “Noi ci siamo”.

Il Lambro nasce dai monti del gruppo del San Primo in provincia di Como e, dopo un tragitto di 130 chilometri, confluisce a sinistra nel Po. Prima attraversa la Vallassina, a Erba si immette nel lago di Pusiano, entra in Brianza, attraversa la zona est di Milano, passa per Lodi e Pavia.
 
In queste ore, molti abitanti della Lombardia esprimono il loro dolore per la “selvaggia aggressione al fiume Lambro, alle sue sponde, al fragile ecosistema che faticosamente stava cercando di recuperare la sua vitalità dopo decenni di inquinamento”.

La catastrofe ecologica mobilita migliaia di volontari impegnati tutti quanti nel tentativo di limitare i danni causati dal riversamento nel fiume di tonnellate di sostanze oleose.

L’onda nera di idrocarburi, partita martedì dalla ex raffineria di Villasanta in provincia di Monza, si sta lasciando alle spalle una terribile devastazione ecologica.

Nelle prossime settimane il Lambro sarà pieno di macchie oleose e inquinato dagli scarichi del depuratore fuori uso di Monza.

Abbiamo firmato subito l’appello lanciato da Legambiente affinché il fiume venga restituito pulito anche se sappiamo che per rimediare un simile disastro ci vorrà un lavoro lungo anni – spiega Gandola – Il mondo remiero esprime la sua solidarietà e vicinanza alle popolazioni che si affacciano sul percorso del Lambro. Il nostro è uno sport dalle forti connotazioni ambientali ed ecologiche e non vorremmo mai trovarci in situazioni in cui l’inquinamento possa limitare la nostra attività. Purtroppo anche alcune società sono già o saranno presto interessate da questo terribile fenomeno: la Federazione è pronta a intervenire nel limite delle sue possibilità per sostenere le loro eventuali esigenze”.