Sul bel Danubio blu in maglia rossa. La passione degli atleti in regata
Sul bel Danubio blu in maglia rossa. La passione degli atleti in regata

Cosa insegna lo sport? Sicuramente resistenza e resilienza, tenacia e costanza, impegno e conoscenza dei propri limiti di fronte a fatica e dolore. Cosa regala lo sport? Sicuramente benessere e divertimento. Ma lo sport mette anche alla prova chi lo pratica, e nell’agonismo così come semplicemente nel tentativo di spostare l’asticella sempre un po’ più su, ci rende più consapevoli e forse migliori, capaci di trarre dal lavoro di squadra esempi, ed empatia, e nuovi legami. Tutto questo nella disciplina del canottaggio c’è, ma più ancora nel canottaggio che si apre agli atleti diversamente abili paralimpici e del pararowing con i quali superare le restrizioni loro imposte da particolari condizioni fisiche o mentali e affrontare sfide quotidiane, negli allenamenti di ogni giorno, o eccezionali, come questa: la Discesa del Danubio a remi per seicento chilometri da Passau a Budapest, attraversando quattro diversi Stati, con a bordo i suoi atleti in “rosso”.

Verso gli “ultimi” 300 chilometri
Ieri cambio di equipaggi per il via della seconda parte della regata con la prima delle sue sei tappe, da Vienna a Bad Deutsch Altemburg. Un segmento impegnativo: il capitano della chiusa ha tuttavia favorito il passaggio della flotta dentro il Donau Canal, che passa all’interno della città ed evita il ramo principale percorso dal traffico delle grandi navi. Dispensa speciale anche per i 2 motoscafi d’appoggio poiché di regola nel Donau Canal è interdetta la navigazione a motore. Ma tappa, anche, velocissima. Meno di tre ore per percorrere circa 45 chilometri nonostante i quattro timonieri fossero alla loro prima esperienza sul Danubio, conclusasi senza errori e solo qualche incertezza, con le barche a mezzogiorno già al sicuro sulla rampa della Viadonau, l’ente che si occupa del monitoraggio del Danubio.

Fin qui e oltre
La regata aveva preso il via il 21 luglio scorso con la prima tappa, da Passau a Schlògen, circa 30 chilometri, particolarmente dura in ragione delle temperature elevate, dell’assenza di corrente e del difficoltoso passaggio della chiusa di Jochstein, con circa 10 metri di dislivello tra monte e valle. A dettare il passo, comunque, l’equipaggio paralimpico, con Luca Agoletto a capovoga. Venerdì 22 luglio la seconda tappa ha condotto le barche da Schlògen a Linz, un tratto molto bello dal punto di vista paesaggistico, circa 50 chilometri tra boschi e monti, quasi affatto antropizzati. Una piacevole sosta per salutare Helga, che a 92 anni ancora esce in singolo sul Danubio tutti i giorni e poi una pausa-pranzo “interculturale” nel ristorante del campo di regata di Ottensheim, gestito da siriani e quindi con piatti tipici del loro Paese. Alle 15, col vento a favore, le imbarcazioni hanno raggiunto la destinazione in un’ora e mezza. Sabato 23 luglio la terza tappa, da Linz a Grein (circa 50 km.). Da Linz gli equipaggi si sono imbarcati intorno alle 9, con previsioni di maltempo concretizzatisi poi solo in un po’ di vento contro e nuvole amiche a mitigare il caldo del sole. Dopo il passaggio della chiusa di Wallsee la sorpresa di poter assistere ad una avvincente gara di triathlon organizzata dal Circolo ospitante. Alla ripresa dei remi, un energico passo fino a Grein e al suo castello. Domenica 24 luglio gli equipaggi sono stati impegnati nella quarta tappa da Grein a Melk (circa 45 km.), giornata nuovamente molto calda, che ha messo in difficoltà alcune vogatrici ricorse, a metà tappa, all’assistenza medica per sbalzi di pressione. Con i dovuti cambi e ricostituiti gli equipaggi con forze nuove la flotta è ripartita alla volta di Melk, anche stavolta con passaggio di una chiusa. Tappa veloce, invece, quella del 25 luglio da Melk a Durnstein, solo 25 chilometri “tirati”, e all’arrivo grandi applausi per la chiusura della prima parte della regata. Da Vienna, infatti, con i nuovi equipaggi, gli ulteriori 300 chilometri che separano l’impresa dal suo successo. E così, mercoledì 27 luglio è iniziata la seconda parte della Discesa. Alla sua prima volta sul Danubio, l’atleta del Pararowing del CC3Ponti Daniela De Blasis che non ha nascosto, contagiando anzi con esso tutti gli equipaggi, il suo incontenibile entusiasmo, nella tappa di circa 45 chilometri da Vienna a Bad Deutsch Altemburg. Oggi, giovedì 28 luglio ad essere percorso è stato il tratto da Bad Deutsch Altemburg a Bratislava (circa 40 km), con imbarco poco prima delle nove e il favore di una forte corrente che ha spinto le barche fin quasi a metà percorso, a Bratislava. Di lì in poi un fiume fermo, e la regata si è fatta davvero faticosa, richiedendo quasi due ore per il completamento della tappa. Non era finita. All’attracco, a Cunovo, al cospetto di un’enorme diga, tutte le barche sono state trasbordate a mano per circa 300 metri in modo da essere pronte per la navigazione dell’indomani nel canale interno, al riparo dal grande traffico navale del tratto di venerdì 29 luglio, circa 60 km da Bratislava a Gonyu. Sabato 30 luglio la tappa da Gonyu a Komarno di circa 30 km a remi, mentre domenica 31 luglio le barche affronteranno il percorso di circa 50 km da Komarno ad Esztergom. Lunedì 1° agosto l’ultima, impegnativa, tappa di circa 65 chilometri da Esztergom a Budapest, dove si concluderà la “grande” Discesa del Danubio a remi.
Un “Evento navale”
Organizzata da Riccardo Dezi e Giulia Benigni del Circolo Canottieri 3 Ponti di Roma con la collaborazione del Circolo Donauhort Ruderverein di Vienna e il fondamentale contributo della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, la regata ha è partita da Passau, in Germania, e terminerà il suo viaggio a Budapest, in Ungheria. Per la prima volta con il riconoscimento ufficiale di “Evento navale” da parte del Governo austriaco con emanazione di specifico Decreto, che ne ha fatto tra l’altro una regata “scortata” ed ha assicurato alle barche la precedenza sulle altre imbarcazioni, particolare non trascurabile visto l’intenso movimento, anche di grandi navi, che caratterizza il fiume Danubio.
Sui carrelli
Mista la composizione degli equipaggi, con la partecipazione di atleti Master del CC3Ponti, atleti diversamente abili del Donauhort Ruderverein di Vienna con i loro – tra cui David Erkinger, atleta ipovedente facente parte della squadra nazionale austriaca di Pararowing e Claudia Rauch, atleta non vedente –, atleti italiani della squadra Paralimpica del C. C. Aniene, Luca Agoletto e Daniele Stefanoni, e atleti Pararowing del Circolo Canottieri 3 Ponti Marco Carapacchio e Daniela De Blasis, quest’ultima alla sua prima volta nell’impresa.
Ufficio stampa CC 3 Ponti
















