Primo anno di Progetto Azzurro
Primo anno di Progetto Azzurro
ROMA, 18 novembre 2013 – Oggi, 18 novembre, si conclude il primo anno di Federazione Italiana Canottaggio a firma di Giuseppe Abbagnale e della sua squadra. Un anno da quando a Pisa, il 18 novembre 2012, venne eletto con un preciso mandato: riportare il canottaggio nazionale ai fasti del passato. Un obiettivo che dodici mesi fa faceva tremare tutti al solo pensiero di ripartire da un punto non ben definito. Eppure a febbraio di quest’anno la “macchina federale” aveva già iniziato il suo cammino riorganizzando in corsa i vari settori: dal Settore Tecnico al Centro Nazionale, dagli Uffici Federali all’ascolto del territorio che faceva richieste precise per svolgere la propria attività. Il Presidente Abbagnale, forte della sua esperienza e di quella della squadra che lo ha sostenuto, ha sempre mantenuto saldo l’obiettivo da raggiungere a lungo termine, mentre continuava ad esternare positività incontrando più Società possibili, dialogando con Autorità centrali e periferiche con lo scopo di agevolare le iniziative sociali. Tutta una serie di attività che non lo hanno mai distolto dal “core business” del canottaggio nazionale: gli Atleti, i Tecnici e le Società.
Per questo ha sempre seguito l’evolversi dell’attività tecnica che ha avuto inizio nel momento in cui si è svolto il primo raduno nazionale e in occasione della Conferenza Nazionale Allenatori. Al termine della stagione agonistica 2013 il lavoro sviluppato da tutto il canottaggio nazionale, con l’ausilio della Federazione Italiana Canottaggio, ha consentito la conquista di un totale di 65 medaglie (24 oro, 22 argento, 19 bronzo) vinte nelle varie competizioni internazionali e mondiali. Medaglie che hanno generato un sano fermento della base che sta seguendo le iniziative federali.
Il Presidente Abbagnale, attraverso le risposte a tre domande, traccia sinteticamente il bilancio di questo primo anno di attività. Un’elezione arrivata a fine stagione con tutta l’attività da riprogrammare e con una squadra di Consiglieri totalmente nuova, come è riuscito in così breve tempo a far ripartire subito tutte le attività federali fino ad arrivare ad oggi in “attivo”? “Non è stato
assolutamente semplice anche se sono arrivato a Pisa con l’agenda piena di startup che dovevano scandire almeno le attività del primo semestre. Abbiamo iniziato subito dopo aver chiuso i lavori assembleari rimboccandoci le maniche. Ci siamo trovati i conti da far quadrare, e non è stato facile, l’attività tecnica da far ripartire, e sapevamo come fare ma non conoscevamo in che condizioni avremmo trovato gli atleti. Due attività parallele per le quali i primi mesi sono stati decisivi. Poi v’era la Conferenza Allenatori da organizzare e, quindi, la necessità di lavorare intensamente su questa iniziativa e poi ancora l’inizio della stagione agonistica con tutte le azioni da indirizzare, con gli uffici federali da riorganizzare e le varie conferenze stampa da gestire. Un turbinio di attività frenetiche che, grazie ai miei consiglieri e a i collaboratori che sono stati individuati, ci ha permesso di far ripartire tutta la ‘macchina federale’. Una mole di lavoro che ci ha portato a terminare il primo anno del progetto azzurro con i conti in ordine, la riorganizzazione degli uffici federali in itinere, la direzione tecnica che lavora in maniera efficace e la comunicazione e il marketing che seguono tutto in maniera attenta e precisa. Insomma, mi dicono che dall’esterno diamo una bella immagine solida ed efficace e questo come primo anno lo possiamo considerare come un moderato successo”.
Tocchiamo ora l’attività agonistica, si ritiene soddisfatto dei risultati ottenuti o pensava di poter fare meglio? “Al termine del mondiale di Chungju ho affermato che mi ritenevo moderatamente soddisfatto dei risultati ottenuti. Bene, confermo quello che ho detto allora e ora aggiungo che non erano importanti solo i risultati ma era importante rimettere in piedi soprattutto una squadra nazionale che si sentisse tale e tutti i componenti protagonisti di un progetto: il Progetto Azzurro. Un progetto pensato e voluto da tutto il canottaggio per tornare ad essere protagonisti del sogno che muove tutta la gente che lavora, si diverte e suda nel canottaggio. Essere riusciti a creare questo è il risultato più importante del primo anno di presidenza poiché è passato in maniera forte e decisa il messaggio che tutti possono aspirare a vestire la maglia azzurra. Inoltre, tornando ai risultati, ci tengo a precisare che questi non appartengono alla Federazione Italiana Canottaggio, ma sono il patrimonio delle Società che la compongono. Quindi noi siamo stati eletti per concretizzare questi obiettivi e per questo continueremo a lavorare. Al termine del quadriennio, se avremo fatto bene chiederemo ulteriore fiducia, altrimenti le Società faranno altre scelte. Per ora le nostre azioni hanno permesso a un numero davvero alto di atleti di vestire la maglia azzurra ed essere felici che questa opportunità gli sia stata garantita”.
Cosa ci si dovrà aspettare dal prossimo futuro e, soprattutto, quali saranno le azioni che la dirigenza Abbagnale compirà? “Il Progetto Azzurro rimane lo strumento con il quale il canottaggio italiano, secondo la mia visione e quella della mia squadra, può far ritornare il remo italiano ai livelli che gli competono. Le azioni che compiremo sono molteplici e vanno dall’attenzione alle problematiche sociali che, ripeto, hanno la stessa importanza dei risultati – poiché senza Società e, quindi, senza Dirigenti e Allenatori non ci sarebbero stati né atleti e né medaglie – al continuo dialogo e incontro con gli Organi periferici per sostenerli nel loro lavoro con la certezza che chi viene eletto dalla base deve lavorare in autonomia e senza ingerenza da parte mia e del Consiglio federale. Lavorerò senza mai fermarmi per il bene dei nostri ragazzi e per emozionarmi nel momento in cui questi stessi ragazzi lotteranno per arrivare tra i primi sul traguardo. Sarà varato un nuovo sistema formativo e un nuovo Albo Allenatori che garantirà un adeguato standard formativo poiché è stato pensato e realizzato in sinergia con la Scuola dello Sport. Continueremo a impegnarci, come stiamo facendo, per il reperimento di risorse cercando di annullare il gap accumulato negli anni passati. Questi sono solo alcuni degli obiettivi per il prossimo anno, peraltro contenuti nel Progetto Azzurro. Tutte azioni ugualmente importanti e tra queste avrà certamente un grande rilievo l’impegno di proseguire nella preparazione di una squadra forte in vista delle qualificazioni olimpiche del 2015. La nostra intenzione rimane quella di qualificare il maggior numero possibile di barche, in maniera da consentire la più ampia partecipazione olimpica ad atleti e atlete di ogni categoria e specialità. Dobbiamo lavorare con questo obiettivo perché in questo modo operiamo nell’interesse delle nostre Società”.
|
PALMARES 2013 |
|||||
|
Evento |
Località |
Oro |
Argento |
Bronzo |
Totale |
|
Mondiali Assoluti-Pesi Leggeri e Para-rowing |
Chungju |
3 |
2 |
3 |
8 |
|
Giochi del Mediterraneo |
Mersin |
4 |
2 |
1 |
7 |
|
Universiadi |
Kazan |
0 |
1 |
2 |
3 |
|
Coppa del Mondo |
Lucerna |
1 |
3 |
1 |
5 |
|
Mondiali Under 23 e Pesi Leggeri |
Linz |
4 |
0 |
2 |
6 |
|
Mondiali Junior |
Trakai |
2 |
3 |
1 |
6 |
|
Europei Assoluti |
Siviglia |
2 |
1 |
2 |
5 |
|
Europeo Junior |
Minsk |
2 |
4 |
||
















