Daniele Gilardoni, tredici partecipazioni mondiali e una carriera ricca di successi
Daniele Gilardoni, tredici partecipazioni mondiali e una carriera ricca di successi
ROMA, 10 ottobre 2013 – Daniele Gilardoni è l’atleta al mondo che ha vinto più medaglie mondiali nella storia del canottaggio,davanti all’inglese Matthew Pinsent. Nato sulle sponde del lago di Como a Bellagio inizia a remare all’età di undici anni, un po’ per caso. Lo abbiamo incontrato a Sabaudia ai Campionati assoluti in occasione della manifestazione dell’Oscar del Remo, la premiazione indetta dall’Asnac, l’Associazione Nazionale Atleti di canottaggio, in cui sono stati premiati i migliori atleti e tecnici dell’anno appena concluso. Daniele, che per l’Asnac riveste la carica di Vice presidente, si è lasciato andare ad alcune domande per raccontarci un po’ la sua storia.
Daniele al momento quali colori indossi in gara? “Da 3 anni gareggio per i colori bianco neri della canottieri Milano dopo anni tra canottieri Bellagio dove sono nato e canottieri Lario dove ho vinto tutto”.
E con quale allenatore hai iniziato? “I miei primi allenatori sono stati Carlo Segalli e Emilio Torri, poi tanti altri nei vari club in cui sono stato. Gli allenatori che, più di altri, hanno creduto in me sono stati Angelo Porcaro e Giovanni Postiglione”.
Raccontaci i tuoi esordi, come hai iniziato? “La mia carriera è iniziata a 11 anni alla canottieri Bellagio ma i miei primi sport sono stati nuoto e calcio”.
Perché il canottaggio? “Un po’ per caso, da sempre sono stato appassionato di calcio, però mio padre un bel giorno decise di portarmi in canottieri perche ero un po’ sovrappeso ed avevo anche un principio di asma. Pensò che potesse aiutarmi per entrambe i problemi, e così fu”.
Tredici mondiali nei pesi leggeri con 11 ori ,un argento, un bronzo;quale ricordi con più piacere e perché? “Tredici campionati del mondo assoluti più uno under 23, sicuramente è difficile ricordarne uno in particolare perché ognuno ha una sua storia, sicuramente il primo vinto in Canada a 23 anni è stato il più esaltante perché vinto in grande stile con un equipaggio perfetto. Ma anche l’ ultimo, vinto in Slovenia, è stato davvero importante per me e i miei compagni perche arrivava dopo un precedente anno deludente, ognuno per i propri motivi”.
Riserva a Pechino, e per Londra cosa è successo? “ A Pechino ho vissuto una bellissima esperienza anche se con un pizzico di rammarico visti i risultati. Io e l’amico Bertini dopo un’annata ricca di successi avremmo potuto dire la nostra; per Londra invece niente da fare sistema chiuso e quadriennio da cancellare dal punto di vista sportivo per noi atleti”.
Sei in attività al momento? “Dopo un precedente quadriennio di alti e bassi con due vittorie mondiali e due mancate convocazioni, ho deciso di trascorrere quest’anno in Inghilterra dove ho avuta la possibilità di dividermi nel doppio ruolo di atleta e allenatore giovanile per un club di Manchester. Esperienza che mi ha dato molta soddisfazione e mi ha arricchito sia professionalmente che culturalmente. Ora sono rientrato da un mese e deciderò il da farsi; se continuare o appendere i remi al chiodo”.
Cosa fai nella vita oltre a remare? “Sono piuttosto impegnato in campo sportivo e sociale, sono membro giunta al CONI regionale dove sto portando avanti dei progetti per gli atleti e in campo sociale sostengo e collaboro con diverse associazioni che aiutano chi è più bisognoso di noi”.
Ti piacerebbe allenare una squadra tutta tua in futuro? “Sicuramente mi piacerebbe restare in contatto con questo bellissimo sport. Del resto, la scelta maturata quest’anno, di provare un’avventura all’estero ha significato proprio questo”.
In una gara cosa ti emoziona di più l’allineamento o le ultime palate? “Sicuramente la tensione giusta è durante l’allineamento ma poi quando parti tutto passa e non pensi più a niente se non a seguire i tuoi compagni. Diventa emozionante la parte finale della gara quando scoppia la bagarre tra le barche e tutto attorno a te diventa un inferno,a quel punto dai veramente più del massimo e il pubblico ti da una carica emotiva pazzesca e ti trascina fino all’arrivo”.
Perché consigliare il canottaggio ai giovani? “Ai giovani consiglio di fare sport in generale per un benessere fisico e psichico , il canottaggio in particolare è una scuola di vita, ti forgia e credo che poi nel futuro in qualsiasi attività che andranno a fare vivranno di una rendita eccezionale. Quando parlo loro di canottaggio gli dico che è uno sport sano e pulito che si pratica in mezzo alla natura e ti permette di girare l’Italia e il mondo ma soprattutto di conoscere gente nuova e di culture diverse”.
Da un anno sei Vice presidente dell’Asnac, l’associazione nazionale atleti di canottaggio, con quali propositi? Come è andato il primo anno? “Per me è un onore coprire questa carica e di aver fondato un anno fa con i miei colleghi l’ Asnac. E’ stato un passaggio molto importante per la storia del nostro sport e finalmente possiamo vantare un’associazione che può confrontarsi e legare con altre associazioni. Il principio è quello di tutelare gli atleti nel loro percorso non solo agonistico ma anche formativo e sociale. I propositi sono quelli che tutti sappiamo: far crescere un’associazione dove l’obiettivo è quello di sostenere gli atleti cercando di costruire qualcosa attorno agli stessi, qualcosa che li sostenga dall’inizio al post carriera. In questo momento sono responsabile marketing e rapporti con gli enti e devo dire che in pochi mesi siamo riusciti ad avere risposte positive e costruttive per il futuro. L’obiettivo è quello di creare un sistema solido che permetta agli atleti in pre o post attività di essere tutelati per garantire qualcosa per il presente ma sopratutto per il futuro. L’Associazione rappresenta tutti gli atleti di ogni categoria e ci auguriamo possa collaborare a 360 gradi con la nostra federazione per far crescere il canottaggio attraverso i suoi atleti. L’evento organizzato a Sabaudia, fortemente voluto dal nostro presidente Davide Riccardi, nominato come’”Oscar del Remo” è l’emblema dell’universalità dell’ Associazione. Abbiamo premiato tutti i tesserati ASNAC di ogni categoria che si sono distinti nell’anno appena concluso ma anche gli allenatori e il Presidente Abbagnale che è il punto di riferimento dell’intero mondo remiero nazionale”.
Cosa consigli agli atleti che voglio avvicinarsi all’Associazione? “Più che un consiglio è un invito a tesserarsi per l’ASNAC così che possa diventare un punto di riferimento per tutti gli atleti di vertice e non solo. Il senso di appartenenza è molto importante per cercare di cerare un gruppo coeso e pronto ad affrontare insieme tutte le attività di carattere sportivo e sociale che andremo a percorrere. Noi siamo nati con lo scopo di sostenere gli atleti e aiutarli nel loro percorso sportivo e formativo ma anche per creare un sistema che ci permetta di crescere e far migliorare alcuni aspetti importanti della carriera di un atleta. In questi mesi siamo riusciti a instaurare con vari partner commerciali delle convenzioni che saranno a disposizione di tutti i tesserati, un motivo in più per tesserarsi all’ASNAC. Tesseramenti online sul sito www.asnac.org”.
Si è appena conclusa la stagione remiera 2013 sei soddisfatto della nuova gestione? “Dal punto di vista personale direi di sì. L’esperienza all’estero mi ha fatto crescere sotto tutti i punti di vista e sicuramente rientro in Italia più motivato rispetto al precedente quadriennio dove ho avuto, nonostante le due vittorie mondiali, molte delusioni. In generale ho visto un’ Italia più viva agonisticamente e ci siamo affacciati al nuovo quadriennio carichi di buoni propositi. Personalmente credo sia importante portarsi dietro quello che di buono è stato fatto e cancellare le negatività del passato; il nostro mondo remiero ha solo bisogno di positività che può crescere solo guardando avanti”.
Lucilla Aglioti (addetta stampa Asnac)
















